L’Uomo Samargantico

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7.5 Awesome
  • VOTO 7.5

Possible Worlds

Era un magnifico (e purtroppo da noi misconosciuto) lungometraggio del canadese Robert Lepage, importante drammaturgo canadese meglio noto in teatro ma col “vizietto” di sfornare periodicamente qualche bel film, Possible Worlds. Con Tilda Swinton e altri impeccabili interpreti a girovagare, sulla scia dell’omonima opera teatrale del matematico John Mighton, tra differenti piani esistenziali e mondi paralleli. Potrebbe quindi suonare pretenzioso, quasi blasfemo, l’aver scomodato cotanto titolo per la recensione dello scanzonato film di Luca Martinelli, L’Uomo Samargantico. Ma in fondo i mondi paralleli ci sono anche qui. Sebbene a collegare le due realtà parallele vi sia una poco altisonante tazza del cesso. E per quanto alle pur accennate problematiche esistenziali si sostituiscano, il più delle volte, un’irriverenza e uno humour tipicamente toscani! Col classico “puppa” posto quale sigillo, in uno dei tanti sketch divertenti ivi proposti.

Insomma, è una sorta di commedia fantastica incline al nonsense, quella di cui vi stiamo riferendo. Folle. Originale. Demenziale ma non priva di contenuti. L’Uomo Samargantico, titolo che ha cominciato a circolare qualche mesetto fa partendo da contesti decisamente “underground”, lo abbiamo intercettato grazie all’Indiecinema Film Festival, dove è passato in concorso. Proprio a questo dovrebbero servire vetrine del genere: far scoprire che esiste un cinema indipendente realizzato con pochi mezzi, senza però lesinare in inventiva, verve e fantasiose trovate.
Di idee ce ne sono quindi parecchie, nel film di Martinelli. Dagli inserti di animazione (irresistibile l’apparizione dell’oritteropo) agli assurdi dialoghi, in cui l’inflessione toscana si presta ad accompagnare un umorismo surreale, forsennato, dal timbro velatamente anglosassone. Alcune di queste idee vengono buttate lì un po’ alla rinfusa. Altre funzionano a metà. Ma le migliori, compresi certi giochi di parole alla Frassica, sono da risate e applausi a scena aperta.

Protagonista dell’autarchico lungometraggio è il sornione Amadeo Rossi (simpaticamente impersonato da Fulvo Fuina), cui spettano picaresche avventure tra mondi in cui la “normalità” è un concetto tutto da approfondire. Il ricettario è ampio: le imprevedibili reazioni di un’amata recalcitrante (la deliziosa Clara Mallegni); qualche improbabile apparizione mariana; farseschi e infidi politicanti con manie di grandezza; strampalati “maestri di vita”; spot pubblicitari a dir poco imbarazzanti; il più strano psicoterapeuta che si sia visto di recente sul grande schermo; i collegamenti televisivi del divulgatore scientifico Angelo Alberta (sic), al quale spettano buffi chiarimenti sull’origine del “gesto samargantico”. E, dulcis in fundo, la come sempre bravissima Daniela Airoldi, impegnata qui nel ruolo di una “acquana” (la qual cosa fa già ridere di suo) convinta, la Dottoressa Ilde Panzerotti.
Spunti di satira sociale si mescolano quindi con una comicità che non teme neanche di scivolare nella “freddura”, vivaddio, con tanto di grottesche incursioni negli ambienti intellettuali più spocchiosi e falsi, vedi la parodia di certi compiaciuti reading poetici. Tante cose succedono, prima che la natura dell'”Uomo Samargantico” si riveli allo spettatore. E le altre non ve le raccontiamo, per non rovinarvi la sorpresa!

Giancarlo Marmitta

Il lungometraggio è disponibile per la visione sulla piattaforma IndieCinema

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