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Lo Schiaccianoci e il Flauto Magico

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VOTO: 9

Caccia al topo in musica

Arriva dalla Russia l’ultimo adattamento animato dello Schiaccianoci; del racconto del tedesco Ernst Theodor Amadeus Hoffmann pubblicato nel 1816, ma soprattutto della versione francese di Alexandre Dumas del 1844, cui si ispirò Pëtr Il’ič Čajkovskij per il celebre balletto, sono state tratte infatti diverse versioni negli anni. Quest’ultima, Lo Schiaccianoci e il Flauto Magico, anticipa la magia del prossimo Natale con una impeccabile animazione in 3D ed una storia che ha il pregio di trovare la luce anche nei momenti bui, divertendo con gags e ritmo comico e alleggerendo ogni dramma con ironia.

È la notte della vigilia di Natale e la giovane Marie danza per gli ospiti; tra questi, il perfido (e disgustoso) strozzino che ha in mano le sorti della ragazza e di sua madre, incapaci di saldare il proprio debito. La scelta che pone a Marie è terrificante nella sua semplicità: lasciare la casa natia e vivere in povertà, con la madre in prigione, oppure accettare di sposarlo. Lascia alla ragazza la notte per pensarci ed un insolito regalo: uno schiaccianoci. Nel desiderio di tornare nel tempo a quando era piccola e spensierata, Marie si ritrova per magia miniaturizzata; mentre i suoi giocattoli prendono vita e voce. Anche lo Schiaccianoci si anima e fugge via all’inseguimento di un topo; Marie, accompagnata dai suoi pupazzi preferiti, l’ariete Ricciolo e lo struzzo Becco Rosso, lo rincorre per riportarlo indietro: perché l’incantesimo si spezzi al mattino, infatti, è necessario che tutti quelli colpiti si trovino nella stanza della ragazza. Inizia così l’avventura: lo Schiaccianoci non è altri che il Principe George, trasformato in pupazzo dalla perfida matrigna, la Regina dei Topi in forma umana. Per riconquistare il suo regno e salvare il Padre, i quattro compagni dovranno entrare nel castello e trovare il flauto magico. Il racconto scorre veloce, tra sequenze avventurose ed altre comiche, tradimenti e salvataggi, momenti musicali intensi e divertenti (quasi a parafrasare i classici film Disney) sino al lieto fine, per il Principe George ma anche per l’intrepida Marie.

Lo Schiaccianoci ed il Flauto Magico è una favola di Natale ben narrata, con una bella animazione e piacevoli canzoni, che forse non diventeranno un cult come I sogni son desideri di Cenerentola o Il cerchio della vita del Re Leone, ma hanno il pregio di divertire e addolcire la storia; tutti i personaggi, animali compresi, hanno una propria caratterizzazione che avvicina la favola alla realtà, con la sete di potere, le gelosie e i tradimenti ma anche con il coraggio, la lealtà, l’amicizia e l’amore. E poi c’è lui, Becco Rosso: la vera star comica del film, assolutamente irresistibile, quasi un Jim Carrey in versione struzzo. Ecco, se la storia scorre lineare senza vere sorprese e colpi di scena, compensa perfettamente con il ritmo comico e le gags, che rendono Lo Schiaccianoci e il Flauto Magico una favola di Natale divertente e non scontata.

Michela Aloisi

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