Legendary in Action!

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7.5 Awesome
  • VOTO 7.5

Wuxia Mon Amour

A Udine lo sconfinato amore per il Wuxiapian di tanti “aficionados” ha trovato conferme importanti anche in questo 24° Far East Film Festival. Il riscontro più diretto, per certi versi scontato, coincide senz’altro con la proiezione nell’ultima giornata della kermesse friulana di un’autentica pietra miliare del genere, ovvero The Swordsman of All Swordsmen di Joseph Kuo: produzione taiwanese datata 1968, in cui gran parte degli archetipi relativi al filone orientale di cappa e spada finiscono per brillare sullo schermo con armoniosa naturalezza. Da quella pietà filiale in prima fila tra i valori tradizionali ai duelli volanti di spadaccini sostenuti da cavi e da indubbie doti acrobatiche. Dal tema portante della vendetta al frenetico susseguirsi di prove di lealtà e tradimenti.

Fin qui l’omaggio classico, canonico. Ma tributo altrettanto bello alla gloriosa tradizione del Wuxia (e di sguincio alla “Golden Age” del cinema hongkonghese) si è rivelato quello di Justing Cheung e Li Ho, co-autori del meta-cinematografico, brillante Legendary in Action!. Questo loro passionale e adorabile lavoro cinematografico è al contempo ode alla mitologia popolare inerente a produzioni come quelle – davvero indimenticabili – degli Shaw Brothers e denuncia delle difficoltà a portare avanti un certo tipo di cinema nella Hong Kong di oggi, che ne ha visto ridimensionarsi tanto l’aura leggendaria che quell’impianto industriale un tempo così solido.
Lo spettatore non può quindi far altro che immedesimarsi nel sogno del protagonista Bill “Tiger” Cheung (interpretato generosamente da uno dei due registi, Justin Cheung), il quale, stanco delle misere offerte arrivategli dopo un promettente inizio carriera, decide di accettare un incarico indubbiamente impegnativo: fare con le garanzie di produttori a dir poco velleitari e un budget risibile il remake di Seven-Star Sword, la stessa serie in costume che lo aveva appassionato da ragazzino, convincendolo poi a intraprendere un percorso da cineasta.
Di per sé affascinante l’idea di fondo dello scoppiettante Legendary in Action!, coerenti con essa sia la ricostruzione del set sia la filosofia un po’ malinconica che anima l’intero script. Tra un casting eclettico, euforico e per molti versi folle dove trovano spazio vecchie star delle arti marziali, beniamini del piccolo schermo ed esordienti assoluti, tra sequenze di duelli e di spericolate avventure ricreate con genuina artigianalità, tra rapporti inter-personali costantemente a rischio e disavventure produttive d‘ogni sorta, l’ipotetico set di Seven-Star Sword ripropone tanto la magia del cinema che i possibili fallimenti cui può andare incontro la realizzazione di un film. Dalle folate di lieve ironia e dall’approccio emotivamente carico che caratterizzano la narrazione, deriva poi quell’affetto che il pubblico comincia a manifestare, da subito, per tutti o quasi i personaggi dell’immaginifica troupe. Fino all’esaltante momento in cui l’impronta tradizionale del Wuxiapian, qui opportunamente rivisitata, potrà rivivere nel buio di una sala cinematografica.

Stefano Coccia

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