La prima vacanza non si scorda mai

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6.5 Awesome
  • voto 6.5

L’amore in viaggio

Per il suo esordio registico dal titolo La prima vacanza non si scorda mai (sottintentendo “di coppia”) il francese Patrick Cassir, come si suol dire, è andato sul sicuro. Scegliendo la tipica commedia di caratteri – da sempre marchio di fabbrica del cinema “popolare” transalpino – per condirla con un pizzico di satira socio-antropologica nonché una buona dose di romanticismo. Se il risultato finale rientra nella media lo si può imputare più che altro al non esattamente originale sviluppo del plot; mentre le altre componenti, comprese una recitazione all’altezza e una regia vivace, si attestano sui livelli medio-alti che sarebbe stato lecito attendersi.
Nell’era del web, Marion, disegnatrice di fumetti, e Ben, operatore finanziario, fissano un incontro al buio attraverso Tinder. Si conoscono, si piacciono e, logicamente, finiscono con il copulare seduta stante sul pianerottolo dell’appartamento di lei, essendo la stesso occupato anche da coinquilini. Si avvicinano a grandi passi le vacanze estive. Marion dovrebbe partire per Beirut, mentre la solita vacanza nella località balneare francese di Biarritz, in compagnia di madre e fratelli, attende Ben. I due sfogliano un atlante e scelgono allora una soluzione di compromesso, pur di stare insieme: la Bulgaria, essendo quest’ultimo paese in posizione geografica più o meno equidistante tra le due méte previste in origine. Ne succederanno, ovviamente, di tutti i colori, viste le già fantasiose premesse narrative.
Come dunque annunciato Cassir, anche sceneggiatore con Camille Chamoux (che interpreta Marion nel film), punta molto sulle differenze caratteriali della strana coppia al fine di suscitare risate e simpatia spicciola nel pubblico. Di spirito intraprendente e avventuroso lei, assai più pacato ed abitudinario lui. Niente, insomma, che esuli dai vari cliché “ribaltati” su donna e uomo di questo ventunesimo secolo. Restano le situazioni, allora, a creare quell’effetto comico che il film insegue con tutte le proprie forze senza peraltro raggiungerlo in modo compiuto, se non in sporadici momenti. Con più di qualche frecciatina sia al perbenismo borghese di Ben che all’eccessiva libertà di spirito di Marion, alla fine ne La prima vacanza non si scorda mai (in originale Premières vacances) tutto ruota attorno all’eterno quesito, motore di ogni commedia sentimentale dagli albori del cinema sino ad oggi: la diversità caratteriale è un bene prezioso oppure un ostacolo insormontabile, nella creazione di una potenziale coppia? Domanda retorica e risposta scontata, tanto più che sarà il fumetto disegnato da Marion a ripercorrere i momenti “indimenticabili” della vacanza suddetta a suggellare l’effettivo stato delle cose secondo un punto di vista largamente condiviso ma tenuto a debita distanza fino all’epilogo per timore reciproco di compiere il fatidico passo.
Una commedia, insomma, capace di suscitare generica benevolenza nello spettatore; la cui visione si rivelerà però incapace di lasciare una qualsiasi traccia più profonda di un intrattenimento usa e getta, facilmente dimenticabile subito dopo la visione. Sebbene il cinema commerciale, orientato sul versante commedia, francese si confermi, per l’ennesima volta, diversi passi avanti rispetto al proprio omologo italiano. Ma questa è tutto tranne che una sorpresa, purtroppo.

Daniele De Angelis

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