La crociera

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7.5 Awesome
  • VOTO 7.5

La parodia del comunismo che aggirò il sistema

A CiakPolska, festival del cinema polacco, oltre alla rassegna sul cinema contemporaneo si è gettato uno sguardo al passato con la retrospettiva “Lo sguardo proibito“, dedicata ai film censurati nella Polonia del periodo comunista. Tra questi, anche La crociera (Rejs)” del regista Marek Piwowski; unica commedia in elenco, a differenza degli altri titoli della rassegna, il film non fu effettivamente bloccato dalla censura, ma piuttosto, con un umorismo nero, distribuito in sole due copie. E divenne subito un film di culto.

Nella Polonia comunista, due amici si intrufolano clandestinamente a bordo di un battello in partenza per partecipare a una piccola crociera sul fiume Vistola. Uno di loro viene scambiato per un coordinatore culturale del Partito, ed il fraintendimento dà il via a una serie di gag surreali che, in un crescendo di equivoci e situazioni paradossali, finisce per coinvolgere tutti i viaggiatori a bordo.
Costruito come una perfetta commedia degli equivoci, La crociera è una presa in giro del sistema politico in Polonia; con lo stile comico della parodia, tra assurdità e paradossi mostra i limiti di questo sistema senza attaccarlo apertamente.

Vediamo infatti il clandestino (interpretato da Stanisław Tym), adattatasi perfettamente al suo nuovo ruolo, manipolare passeggeri ed equipaggio in giochi sciocchi e vagamente umilianti; forte del suo potere, egli ben presto avrà tutti sotto il suo controllo, creando una sorta di dittatura comica su un ristretto collettivo politico. E la sua autorità caricaturale è messa ben in luce dall’arbitraria esclusione dal collettivo di un ingegnere sulla base di un semplice sospetto: quello di essere l’autore di una scritta nel bagno che lo prende in giro, ad alludere alle purghe volte ad epurare il partito comunista da presunti cospiratori.
Parodia ed allusioni han permesso a La crociera di aggirare la censura di quegli anni e di circolare nelle sale seppur in sole due copie, ma l’accusa velata al sistema politico comunista è palese nella satira insita nel film di Piwowski e ne ha fatto subito un cult movie; richiamando alla memoria l’antitetica parodia satirica del nazismo de Il grande dittatore di Chaplin e mostrando come, in ultima analisi, sistemi totalitari estremi si equivalgano nella negazione dell’individualità e nella repressione della libertà.

Michela Aloisi

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