Io prima di te

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7.0 Awesome
  • voto 7

Lacrime e risate per un adattamento ben riuscito

Non puoi cambiare la natura delle persone
E allora uno che fa?
Le ama”.
Breve ma incisivo, questo scambio di battute potrebbe di per sé sintetizzare l’intera trama di Io prima di te, il toccante adattamento cinematografico dell’omonimo best seller che Jojo Moyes diede alla luce nel 2012.
La drammatica storia di un trentenne rimasto quadriplegico in seguito a un incidente, si trasforma in una favola romantica nel momento in cui entra in contatto con l’esuberante Lou, la giovane assistente che dovrà prendersi cura di lui e seguirlo in ogni momento delle sue difficili giornate.
Apparentemente banale, la trama di Io prima di te riserva, in realtà, una sorpresa che diventerà il fulcro attorno al quale ruota l’intera la vicenda, trasformando quello che poteva facilmente cadere nella puerilità di un romanzo Harmony in un racconto tutt’altro che rilassante, in grado offrire anche qualche spunto per riflessioni più profonde.
Un buon soggetto preconfezionato, adeguato peraltro al formato cinematografico dalla stessa scrittrice, che ne ha steso la sceneggiatura insieme con Scott Neustadter e Michael H. Weber, facilita senz’altro il lavoro di un regista, ma talvolta l’entusiasmo per un libro può diventare un’arma a doppio taglio, poiché ci sia spetta dal film altrettanta capacità di emozionare e di coinvolgere. E, bisogna riconoscerlo, la regista londinese Thea Sharrock non ha deluso le aspettative: quello che poteva offrire di più rispetto alle emozioni suscitate da una buona penna, l’ha servito sul piatto d’argento, regalando una fotografia che offre una vista mozzafiato sulla campagna della provincia londinese, e uno studio così approfondito dei personaggi da renderli quanto più possibile verosimili, garantendo coinvolgimento e immedesimazione fino all’ultimo minuto.  La bella Daenerys di Game of Thrones indossa con maestria le vesti della colorita (in tutti i sensi) e un po’ goffa Lou, permettendo a Emilia Clarke di sfoggiare una duttilità che la rende un’attrice completa nonostante la sua giovane età. Sam Claflin, dal canto suo, distrae continuamente il pubblico femminile per la sua bellezza, ma anche la restante fetta di target rimarrà piacevolmente colpita da una performance tutt’altro che facile, poiché recitare potendo muovere solo i muscoli dal collo in su non deve essere stata certo una passeggiata. Ed è così che la proletaria e altruista Louisa Clarke, e l’arrogante William Traynor, esponente di una classe agiata , ambiziosa e sempre “sulla cresta dell’onda”, si incontrano per un pessimo scherzo del destino, e dopo un approccio piuttosto difficile, cominceranno a “svestirsi” entrambi di fronte a una realtà senz’altro più grande di loro: quella di una malattia che blocca fisicamente senza immobilizzare mentalmente, ma con la quale dovranno entrambi fare i conti garantendo al proprio pubblico un’uscita dalla sala con tante lacrime, ma anche qualche quesito a cui sarà difficile dare risposte definitive.

Costanza Ognibeni

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