In viaggio verso un sogno

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7.5 Awesome
  • voto 7.5

La speranzosa ricerca di una vita migliore

Zak (l’ottimo esordiente Zack Gottsagen) è affetto dalla sindrome di Down, è solo perché abbandonato dai propri genitori anni addietro e non ne vuole sapere di rimanere nella casa di cura per anziani dove lo Stato lo ha messo. Per tale motivo, aiutato dal compagno di stanza Carl (Bruce Dern), evade e si dà alla fuga.
Tyler (Shia LaBeouf), è un pescatore di granchi fallito e senza più un soldo, è solo perché il fratello cui era legatissimo è ormai morto, e a forza di rubare il pescato di alcuni pericolosi concorrenti, suscita la loro ira e viene picchiato. Per tale motivo, incendia la loro attività e si dà alla fuga.
Queste due storie parallele finiscono per incrociarsi fortuitamente, dando vita ad una strana coppia la cui convivenza, difficile all’inizio, diventa invece un’amicizia sempre più salda.
Zak e Tyler condividono anche l’aspirazione a inseguire un’idea impossibile. Il primo infatti ha visionato per anni vecchie Vhs sul wrestling, sviluppando un’autentica ammirazione per il lottatore Salt Water Redneck (Thomas Haden Church), ed è da lui che vuole giungere a tutti i costi, per unirsi alla sua scuola e diventare anch’egli un grande wrestler professionista. L’incauto e spiantato pescatore, invece, vorrebbe arrivare in Florida per lasciarsi tutto alle spalle, acquistare non si sa come una barca e fare da guida ai turisti cambiando completamente vita.
Cosa realmente li distingue sono certamente i rispettivi inseguitori: mentre Tyler è braccato dai pericolosi Duncan e Ratboy, armati e determinati a vendicarsi per la distruzione della loro attività, sulle tracce di Zak, al contrario, c’è l’entusiasta assistente sociale Eleanor (Dakota Johnson) che, dopo esserselo visto scappare dalle sue cure, sta incessantemente cercando di salvare il ragazzo dai pericoli del mondo. Quando anch’essa si unisce ai due fuggiaschi, il cammino sembra diventare una bella favola, alla ricerca di sogni che possono quasi diventare realtà. Ma, mano a mano che la destinazione si avvicina, questi sogni possono cominciare a svanire, esattamente come accade quando ci si risveglia bruscamente al mattino per fare i conti con la dura realtà.
Il film “on the road” è spesso usato come metafora per quello che è il viaggio interiore dei personaggi. Non fa eccezione questo In viaggio verso un sogno, i cui registi e sceneggiatori Tyler Nilson e Michael Schwartz, fino ad ora, hanno realizzato solo una manciata di cortometraggi. Per tutti i protagonisti, inseguire la libertà, la speranza di un’esistenza migliore rispetto a quella in cui ci si sente costretti, chiusi e infelici, è una spinta vitale. Non importa quanto assurdo sembri il punto d’arrivo, la prospettiva di tornare indietro si fa sempre più spaventosa, tanto da spronarli a superare anche gli ostacoli più difficili. Non sembra affatto un’opera realizzata da mani inesperte, è invece ottimamente narrata, attraversata da una costante malinconia, da una delicatezza di sentimenti abilmente tratteggiati. E’ una storia fatta di drammi senza che questi vengano esibiti brutalmente, di emozioni che sbocciano con naturalezza sullo sfondo lussureggiante della natura selvaggia degli Stati Uniti meridionali. Zattere, vasti fiumi, predicatori ciechi che si celano nella foresta, lo squallore della profonda provincia americana. E una certa apprezzata ingenuità di fondo, come quella dimostrata da Zak che, nel coniare il proprio soprannome da wrestler, sceglie un ben poco minaccioso “Falco del burro d’arachidi”, quel The Peanut Butter Falcon che è il titolo originale del film (più interessante di quello più esplicito ma banale scelto per le sale italiane). Come succede durante le esperienze umane più intense, forse più che la mèta è proprio il viaggio stesso a contare, durante il quale ci si può sbarazzare dei fantasmi che ci tormentano per voltare finalmente pagina. E non è detto che l’epilogo sia quello che ci si era prefissati.

Massimo Brigandì

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