In the Land of Morning Calm

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9.0 Awesome
  • VOTO 9

Un viaggio nelle profondità dell’anima

In concorso al Mescalito Biopic Fest, il raffinato e profondo cortometraggio scritto e diretto da Alessandra Pescetta, In the Land of  Morning Calm, si insinua delicatamente nell’anima suscitando emozioni e riflessioni.

The Land of Morning Calm è il nome con cui viene chiamata la Corea del Sud; e il paese del calmo mattino è quello che ritroviamo nell’essenza magica di questo breve film. Protagonista, la giovane Miyeon (Song Jiyeon), cantante sciamanica di pansori che, alla vigilia di un importante concerto, perde improvvisamente la voce. Ma le cause non sono fisiche: non ci sono infatti lesioni delle corde vocali; risiedono piuttosto nelle profondità dell’anima.
La voce è la nostra capacità di esprimerci, quando si blocca è perché le nostre emozioni sono bloccate, incapaci di liberarsi. Nel caso di Miyeon, il trauma mai superato per la morte dall’amato madre, unito alla paura di un fallimento artistico, sbarrano le porte al canto. Solo lasciandosi avvolgere dalla magia della natura, guidata da una misteriosa sciamana in un bosco fiabesco, sulle rive di un fiume che rappresenta il fluire delle sue emozioni, Miyeon ritroverà la sua voce ed il suo canto.

In the Land of Morning Calm è un viaggio sensoriale tra il mistico e l’onirico, delicato e potente al tempo stesso, intimista, poetico e struggente; un viaggio sospeso tra la realtà ed il sogno, in un susseguirsi di immagini e di impressioni senza soluzione di continuità, grazie anche ad inquadrature ricercate, come il cuore estratto dalla bocca della ragazza o le increspature dell’acqua. Acqua che porta via la foto del padre di Miyeon, perché la vita, come il fiume, continua a scorrere. In questo senso, il film della Pescetta è anche un invito a lasciar andare, a liberarci delle catene che stritolano il nostro cuore per tornare a vivere e a cantare alla vita: “canta per il fiume, canta per le piante, canta per il sole e la luna”, è il messaggio che la sciamana ci lascia. Perché se per Sant’Agostino, citato ad inizio film, chi canta prega due volte, per la regista è altrettanto vero che chi canta spaventa tutti i mali.

Michela Aloisi

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