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Il principe di Roma

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VOTO: 9

I fantasmi del principe nella Roma papalina

Con Il principe di Roma, il regista Edoardo Falcone conferma l’accoppiata vincente con l’attore Marco Giallini; dopo Io sono Babbo Natale, ultimo film del mito Gigi Proietti, Falcone regala al suo pubblico un’altra favola sulla redenzione, sullo sfondo stavolta di una Roma sparita ma vera.

Siamo nel 1829, il ‘Principe’ è Bartolomeo (Giallini), un uomo solo, ricco ed avaro, convinto che tutti vogliano solo il suo denaro; paga poco la servitù, tiene lontano l’amico fraterno rivoluzionario Eugenio (Andrea Sartoretti) e la fedele Teta (Giulia Bevilacqua), brama soltanto un titolo nobiliare, perché ‘a Roma se hai i soldi non conta, per essere rispettato devi essere nobile o prete‘. Per averlo ha combinato il matrimonio con la giovane figlia del principe Accoramboni (Sergio Rubini) acquistando il suo titolo in cambio di 10000 scudi; ma la cassa con il denaro necessario scompare misteriosamente. Per ritrovarla, Bartolomeo si rivolgerà, invano, ad una strega capace di parlare con i fantasmi; ma da quella notte la sua vita cambierà. Inizia infatti così il suo viaggio dickensiano nel passato, presente e futuro, guidato dai fantasmi di Roma, Beatrice Cenci (Denise Tantucci) Giordano Bruno (Filippo Timi) e papa Alessandro VI Borgia (Giuseppe Battiston); un viaggio in cui ritroverà se stesso, farà pace con il suo passato e vedrà il presente con altri occhi, cambiando così il suo futuro.

Il principe di Roma è liberamente tratto dal Canto di Natale di Dickens, cui il regista aggiunge un protagonista che rimanda al Marchese del Grillo ed una evocazione di Fantasmi a Roma; Falcone sceglie i fantasmi del tempo passato presente e futuro tra quei fantasmi inquieti che si narra abitino la Città Eterna, donando allo spettatore, sullo sfondo di una Roma passata, una favola potente e commovente, in cui l’ironia si sposa con i forti sentimenti, divertendo ed emozionando sino alla parola fine. Una commedia senza sbavature, perfetta nei tempi comici e nei momenti intensi, cui fa da cornice una splendida fotografia che valorizza Roma ed i suoi protagonisti, mentre la colonna sonora di Michele Braga si sposa alla perfezione con la trama del film. Oltre al bravissimo Giallini, portatore della sana romanità, Falcone ha scelto un cast di tutto rispetto, che ben si accompagna con il protagonista e con l’intera storia. Con Il principe di Roma, Falcone prende la storia di Dickens e lo trasforma in una tipica leggenda romana, popolare e popolana.

Michela Aloisi

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