Hereditary – Le radici del male

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7.5 Awesome
  • VOTO 7.5

Brividi “famigliari”

Un horror raffinato, finalmente, che si distingue dalla solita paccottiglia vista e rivista negli ultimi anni, in cui il genere sta vivendo un’opacità creativa evidente, laddove gli stilemi sono sempre i medesimi, seppur ogni volta si tenta di cambiare l’ordine dei fattori, ma senza provocare un mutamento significativo del risultato complessivo. Hereditary dell’esordiente Ari Aster piace perché tiene tenacemente fuori campo l’orrore, dal punto di vista visivo, il che, però, non impedisce al film di essere percorso da un’intensa atmosfera di angoscia: il crescendo della tensione, dovuto allo sviluppo degli eventi, produce un effetto di terrore senz’altro più efficace rispetto al solito meccanismo dell’apparizione improvvisa con aumento insostenibile di volume degli effetti sonori (dinamica prevedibile di cui si è fin troppo abusato).

Un po’ come era accaduto per The Witch di Robert Eggers, anche in Hereditary ciò che viene mostrato sono, per lo più, l’ansia e la paura vissute dai protagonisti in riferimento a qualcosa di soprannaturale che spaventa proprio perché non appare, dando adito a un ancor maggiore senso di inquietudine, dovuto all’impossibilità di mettere a fuoco la causa del malessere. Il male, nel suo essere evanescente, informe, volatile e onnipresente impedisce qualunque tentativo di fuga. E poi, a fornire ulteriore sostanza al film è il riferimento letterario – sventagliato in modo un po’ didascalico durante la visione -, ovvero l’Ifigenìa in Àulide di Sofocle, in cui ad essere affrontata era l’ineluttabilità del destino (tema eterno ritornante della cultura classica greca).

Tra l’altro c’è una forte componente autobiografica nel film, tanto che lo stesso Aster ha dichiarato: “Come suggerisce anche la sequenza di apertura, i Graham sono persone comuni senza alcun potere, come piccole figure che si muovono all’interno di una dannata casa delle bambole, manipolata da forze esterne. Per tre anni, la mia famiglia è stata chiamata ad affrontare una serie di prove sempre più terribili. La situazione era così grave che abbiamo pensato di essere maledetti. Poiché mi piace scrivere sempre delle mie esperienze, ho trasformato il mio dramma personale in quello di una famiglia che è letteralmente vittima di una maledizione”.

Il genere horror, quindi, è una sorta di espediente utilizzato per rappresentare metaforicamente una funesta esperienza reale, laddove in Hereditary prende corpo una forma perversa di spazio in cui le ingiustizie dell’esistenza sono evidenziate e diventano persino liberatorie. I Graham fanno parte di un vasto piano machiavellico: man mano che la loro storia progredisce si passa dal dramma all’orrore e al soprannaturale per parlare di eredità familiare, con tutta la terribile sensazione di essere prigionieri di una situazione che non si può in alcun modo controllare.

Aster si è documentato, facendo ricerche su testi esoterici addirittura risalenti al sedicesimo secolo, e questa circostanza rende ancor più terrificante l’atmosfera generale del film, poiché c’è una sorta di fondamento storico che, in un certo senso, fornisce un ulteriore e inquietantissimo sostegno. Il fatto che, poi, nel finale Hereditary mostri qualcosa (ci manteniamo sul vago per non rovinare la fruizione) non costituisce un demerito, perché ciò che si vede ha la funzione di chiarire, in parte, dal punto di vista diegetico, il senso complessivo della narrazione, senza colludere con la volontà di spaventare a buon mercato. Insomma, tanti sono i meriti di questo buon film, che consigliamo senza indugio, giacché nel piattume del panorama contemporaneo rappresenta certamente una preziosa ventata di aria fresca.

Distribuito da Midnight Factory, la prestigiosa collana horror di Koch Media, Hereditary è disponibile in blu ray, in formato 2.00:1, con audio in italiano e originale (DTS-HD Master Audio 5.1) e sottotitoli opzionabili. Nei contenuti extra sono presenti il Making Of, le scene tagliate e il trailer.

Luca Biscontini

Hereditary – Le radici del male
USA, 2018
Regia di Ari Aster
Con Toni Collette, Gabriel Byrne, Alex Wolff, Milly Shapiro, Ann Dowd, Marilyn Miller
Aspect Ratio: 2.00:1
Durata: 126 minuti
Audio: Inglese, Italiano – 5.1 DTS HD Master Audio
Sottotitoli: Italiano
Extra: Making Of, scene tagliate, trailer

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