Gundala

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8.0 Awesome
  • voto 8

Un nuovo supereroe

Arriva dall’Indonesia il nuovo eroe dei cinecomics: Gundala, capace di immagazzinare e rilasciare il potere dei fulmini. Presentato alla 22a edizione del FEFF, quest’anno in edizione streaming on line, il film incuriosisce sin da subito gli amanti del filone supereroico Marvel e non delude le aspettative, confermando la fama del regista Joko Anwar, presente al festival anche con l’intrigante horror Impetigore, di essere uno dei più acclamati registi indonesiani contemporanei.

Gundala, basato sui fumetti di Harya “Hasmi” Suraminata, fa parte dell’universo Bumilangit, l’equivalente indonesiano di Marvel e DC, ed è il primo supereroe di questo universo ad approdare sul grande schermo; già protagonista di un film del 1981, Gundala Putra Petir, con Anwar rinasce a nuova vita e, si spera, a nuove, prossime, avventure. Nel suo Gundala, il regista non si sofferma tanto sulle gesta eroiche del protagonista Sancaka, ma piuttosto va a fondo nella sua anima, gli crea una storia ed un vissuto che lo porteranno a diventare il paladino degli oppressi contro la corruzione e la disuguaglianza. I riferimenti al mondo dei supereroi Marvel sono sottili e visibili solo agli occhi del cuore; per certo verso, Sancaka rimanda alla memoria il giovane Peter Parker che riceve i suoi poteri da un ragno radioattivo e che impara a sue spese che “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”, ma allo stesso tempo la sua storia ricorda la più recente interpretazione del Joker data da Todd Phillips, sia per l’attenzione alla psicologia del personaggio che per i toni crudi e neri della storia di per sé.

in un’Indonesia dominata dalla corruzione, il film si apre su una manifestazione di operai guidata dal padre del piccolo Sancaka; qui inizia la fine della sua infanzia, con la perdita prematura dei genitori proprio a causa delle ingiustizie sociali dominanti e l’inevitabile crescita per la strada, costretto a trovare un modo per sopravvivere. Fin da bambino, Sancaka ha paura dei fulmini, che sembrano cercarlo ovunque si trovi; una volta adulto, riceverà da questi il suo potere di supereroe, per combattere la corruzione e la violenza che hanno sempre intaccato la sua esistenza e quella della povera gente comune attorno a lui. Il villain da combattere è il crudele Pengkor, un cattivo segnato da un’infanzia traumatica come lo stesso Sancaka, ma che, come Joker, ha scelto la strada della vendetta; sfigurato da un’incendio doloso dopo aver assistito impotente all’assassinio dei propri genitori, cresciuto in orfanotrofio, ben presto si riprenderà potere e ricchezza e diverrà capo di un esercito di orfani pronti ad uccidere per lui. Lo scontro tra i due non è solo fisico, ma anche e soprattutto morale; essere guidati da una retta morale è infatti l’insegnamento in nuce dell’eroe indonesiano. Ma Anwar non dimentica lo spettacolo: in particolare spicca la cura delle coreografie dei combattimenti corpo a corpo, infuse della pratica del silat, l’arte marziale indonesiana, ma anche i costumi, la scenografia, la fotografia, sono di ottima qualità. Il finale di Gundala, risolutivo ma con nuove, inattese, aperture, apre la porta ad un secondo episodio; lo aspettiamo con gioia.

Michela Aloisi

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