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Fish & Chips International Erotic Film Festival 2016: presentazione

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Passioni bollenti nelle fredde serate piemontesi

A scaldare le fredde serate torinesi arriva un nuovo festival, il neo nato Fish & Chips, che quest’anno spegne la sua prima candelina e noi di CineClandestino ci saremo, pronti a raccontarvelo in presa diretta attraverso le recensioni dei titoli più interessanti. Nel caso della kermesse voluta da Chiara Pellegrini, in programma dal 14 al 17 gennaio 2016 nella cornice del cinema Massimo, il verbo scaldare ci sembra calzare a pennello. Per chi non lo avesse ancora capito, nemmeno leggendo nel nome di battesimo della manifestazione un chiaro ed evidente doppio senso, è l’erotismo nelle sue diverse sfumature il suo cuore pulsante. Festival tematico, dunque, inedito nello schizofrenico e saturo panorama nostrano così pieno zeppo di cloni e per questo meritevole di attenzione. Sesso e sessualità, così come l’erotismo, sono temi e situazioni che fanno parte abitualmente del tessuto narrativo e drammaturgico di un film. Di conseguenza, è facile imbattersi anche in tutta una serie di kermesse cinematografiche che presentano il tutto come una sorta di fil rouge o elemento dominante. Sul versante festivaliero nazionale tricolore non si avevano tracce però di festival interamente dedicati all’erotismo, eccetto qualche piccola vetrina a tema (vedi ad esempio la rassegna sul cinema erotico d’autore Sottosopra, anch’essa torinese andata in scena nel 2014), per cui auguriamo alla manifestazione piemontese cento di queste edizioni.
Ciò che si percepisce è un misto di curiosità e aspettativa, le stesso che si rivolge normalmente alle novità, indipendentemente dal settore di appartenenza. È inevitabile dunque che si riversi anche sul Fish & Chips, che di fatto rappresenta il primo vero festival di cinema erotico a figurare nel cartellone italiota, cosa piuttosto sorprendente visto il gran numero di manifestazioni analoghe distribuite nel mondo a tutte le latitudini: dall’Eros Film Festival di Lisbona all’IXFF di San Francisco, dal Barcelona International Erotic Film Festival al Sex and Erotic Film Festival di Toronto, passando per Kino Praha Erotic Film Festival. È sufficiente questo per giustificare la grande attesa rivolta dagli addetti ai lavori e dal pubblico nei confronti del programma di una prima edizione che, almeno sulla carta, appare di buon livello. Quella che ci aspetta è una quattro giorni davvero bollente, ricca di proiezioni, incontri (su Sesso & disabilità e sulle malattie sessualmente trasmesse), mostre (“Eros Absconditus”) ed eventi tutti da gustare, inaugurata dall’anteprima italiana dell’ultima controversa fatica dietro la macchina da presa del regista argentino Gaspar Noé dal titolo Love 3D, presentata alla passata edizione del Festival di Cannes.
Il “Punto G” della manifestazione non può che essere rappresentato dalle due sezioni competitive che vedono, da una parte una selezione di undici lungometraggi e dall’altra una raccolta di una trentina di cortometraggi tra i duecento circa pervenuti. Sulla lunga distanza a contendersi il premio per il miglior film una serie di produzioni provenienti da Nord America, Oceania ed Europa, con il Vecchio Continente a fare la voce grossa con ben sette titoli, tra cui il battente bandiera tricolore Eva Braun di Simone Scafidi, allegoria lisergica e teatrale con evidenti richiami allo scandalo delle olgettine. Dalla Germania arriva un tris variegato di tutto rispetto composto dalla commedia sexy di Maike Brochhause battezzata Schnick Schnack Schnuck, il porno-gay slegato dagli stereotipi del genere A.K.A. Fuck che segna l’esordio nel lungometraggio del collettivo Pretty Vacant Boys e soprattutto il potentissimo documentario (reduce dalla Berlinale 2015) Prison System 4614 di Ian Soldat, ambientato in una prigione artificiale dove le fantasie BDSM più estreme divengono realtà. Seguono la Gran Bretagna e la Spagna, rappresentate da una parte dai documentari The Pleausure of Rope di Bob Bentley sull’antica arte giapponese del Kinbaku e Peter de Rome di Ethan Reid, biografia dedicata al celebre pioniere britannico del porno-gay; dall’altra Yes, We Fuck, ritratto collettivo firmato dal filmmaker Raul de la Morena e dall’attivista Antonio Centena che racconta le storie di sei persone diversamente abili e del loro rapporto con la sessualità. Dal Vecchio si passa poi al Nuovo Continente con ben due pellicole made in USA e una di provenienza canadese. Dagli Stati Uniti arrivano Hanky Code e Folsom Forever. Nel primo il collettivo queer Periwinkle Cinema mette insieme venticinque cortometraggi per raccontare la storia di quello che è stato a lungo un vero e proprio arcobaleno di desiderio, ossia il cosiddetto “Codice Hanky”: il mezzo usato nel mondo gay degli anni Settanta usato per capirsi al volo. Nel secondo, invece, Mike Skiff ci porta alla scoperta della celebre parata di San Francisco, la Folsom Street Fair, unica nel suo genere e che, dal 1984, riunisce la comunità fetish per rivendicare i propri diritti. Mentre dal Canada sbarca in quel di Torino l’orgiastico e bollente mediometraggio firmato da Samuel Shanahoy dal titolo Queen Bee Empire. Chiude la carrellata sulla competizione dedicata ai lungometraggi la pellicola australiana Love Hard del duo Vanting-Frey, un documentario nel quale vanno ad intrecciarsi cinque storie caratterizzate da altrettanti modi di vivere il BDSM, in cui la fisicità si intreccia con i sentimenti più profondi.
Non è da meno il concorso cortometraggi, dove trovano spazio produzioni brevi provenienti dai vari Continenti e suddivisi in cinque slot, equamente distribuiti all’interno del programma generale. Tra Brasile, Spagna, Stati Uniti, Francia, Germania e Danimarca, spicca anche un agguerrito quintetto tutto nostrano formato da: B.E. di Duccio Ricciardelli, Per un’ora d’amore di Edgardo Pistone, Superman della coppia Lauria-Lettieri, Dentro me di Laura Bellacicco e The Perfect Human di Rosario Gallardo.
Ma come in ogni buon programma che si rispetti non mancano gli omaggi, uno su tutti quello a Laura Antonelli, alla quale il Festival rende il giusto e sentito omaggio con la proiezione di Malizia di Salvatore Samperi, autentico cult, nonché croce e delizia nella carriera della compianta e colpevolmente dimenticata attrice italiana, scomparsa lo scorso 22 giugno 2015. Non ci resta che augurarvi delle piccanti e calde serate in compagnia della prima edizione del Fish & Chips.

Francesco Del Grosso

Riepilogo recensioni dalla prima edizione del Fish & Chips International Erotic Film Festival 2016

Concorso Lungometraggi

Eva Braun di Simone Scafidi

Hanky Code di Periwinkle Cinema

Folsom Forever di Mike Skiff

Yes, We Fuck di Antonio Centeno e Raúl de la Morena

The Pleasure of Rope di Bob Bentley

Fuori Concorso

Love 3D di Gaspar Noé

   

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