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Festival MIX Milano 2017: presentazione

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Un amore al quadrato

Ancora più amore: è un amore al quadrato quello che la line up del 31° Festival MIX Milano di cinema gaylesbico e queer culture distribuirà a piene mani agli spettatori del Teatro Strehler, dal 15 al 18 giugno 2017. Una quattro giorni, quella che andrà in scena nella storica cornice meneghina, che avrà come protagonista assoluto proprio l’amore in tutte le sue sfumature. Ed è questo il leit motiv che attraverserà le diverse opere selezionate dalla direzione artistica per questa nuova edizione della kermesse lombarda, appuntamento imprescindibile e attesissimo sia dal pubblico che dagli addetti ai lavori, che approda nel fitto cartellone festivaliero nostrano con ben due settimane di anticipo rispetto all’agenda degli anni passati. Si tratta di uno spostamento di date dettato da una serie di esigenze organizzative che non impedirà a Cineclandestino di seguirlo per il secondo anno consecutivo nelle vesti di media partner, ma che vedrà la manifestazione milanese sovrapporsi con un’altra altrettanto storica come quella del TGLFF, da quest’anno ribattezzata sotto la guida di Irene Dionisio e Giovanni Minerba, Lovers Film Festival – Torino LGBTQI Visions, che da maggio slitta di circa un mese (15 al 20 giugno 2017). Poco male, solo qualche titolo in comune nei rispettivi programmi, perché per il resto ci penseranno i km a creare le giuste distanze.
Ma vediamo cosa ci riserverà il cartellone del MIX 2017. In programma i tradizionali cinquanta titoli, suddivisi in tre macro sezioni: lungometraggi, documentari e cortometraggi. Tre giurie formate da esperti e critici di cinema internazionali e nostrani sceglieranno le migliori, tra tante anteprime, pellicole all’avanguardia, poliglotte e innovative. Un’ulteriore novità della 31esima edizione prevede inoltre un premio per il miglior lungometraggio assegnato direttamente dal pubblico in sala attraverso l’APP ufficiale del festival.
L’onore di aprire le danze nella competizione sulla lunga distanza, che vedrà nove titoli contendersi il premio per il miglior film, toccherà quest’anno a Souvenir, opera seconda di Bavo Defurne (suo North Sea Texas, in concorso ad Alice nella Città alla Festa del Cinema di Roma 2011) presentata al Toronto International Film Festival 2016, con protagonista la sempre brava, affascinante e coinvolgente Isabelle Huppert nel ruolo di Liliane, impiegata modello in una fabbrica alimentare, che ha lasciato dietro di sé una carriera di cantante pop bruscamente interrotta con un’eliminazione all’European Festival. Co-protagonista Kevin Azaïs (Les combattants), nei panni di un giovane pugile alla ricerca non solo di vittorie sul ring ma anche di una propria identità.
La ricerca di una propria identità non può che essere uno dei temi chiave della selezione, così come il bullismo, il coming out, il complicato campo della scuola, della famiglia e dei sentimenti. Ritroviamo queste tematiche nel terzo lungometraggio del regista tedesco Jakob M. Erwa, Center of My World, film sul raggiungimento della maturità tratto dal romanzo omonimo del 1998 di Andreas Steinhöfel, con Louis Hofmann, rivelazione di Land of Mine, nel ruolo del protagonista Phil, un adolescente gay alle prese con complesse relazioni familiari. Anche in 1:54, opera prima del giovane canadese Yan England vista ai Rome Independent Film Festival 2016, il protagonista è un adolescente, Tim (altra straordinaria e intensa interpretazione dell’Antoine-Olivier Pilon di Mommy), un liceale con il sogno della corsa attraverso la quale spera di vendicare un giovane amico di cui era innamorato e che si è suicidato. Sono adolescenti anche i protagonisti dell’esordio del giovane regista Guðmundur Arnar Guðmundsson dal titolo Heartstone, presentato alle Giornate degli Autori della Mostra di Venezia 2016 e vincitore del Queer Lion, storia di due amici inseparabili, Thor e Kristjan nel periodo della scoperta di se stessi, in un piccolo paese disperso nel nulla, nell’est dell’Islanda. Ancora una storia di formazione con A Winter to Remember della venticinquenne Cecilia Valenzuela Gioia, che interpreta anche il ruolo della protagonista Lucia, un film che ritrae con chiarezza e sensibilità il dolore che deriva dal vivere nella paura e la gioia che proviene dall’accettazione di sé.
Nella rosa dei lungometraggi figurano anche due imperdibili anteprime italiane, entrambe dirette da donne: dal Toronto LGBT Film Festival 2017 arriva Extra Terrestres della regista portoricana Carla Cavina, storia di Teresa, vegetariana e astrofisica di successo, che dopo anni di autoesilio, torna a Porto Rico per annunciare alla sua famiglia l’imminente matrimonio con la fidanzata Daniela, cosa che non sarà per niente facile; e interessante debutto cinematografico della giovane Jennifer Reeder, Signature Move, che sullo sfondo della multietnica Chicago, racconta una storia d’amore contrastata, tra Zaynab avvocata di origine pakistana, lesbica non dichiarata, che si dedica al wrestling e Alma una messicana americana, lesbica libera e disinibita, la cui madre era la celebre campionessa di wrestling Luchador ‘Luna Pellegrossia’.
E non sembrano da meno gli ultimi tre titoli in concorso, a cominciare da After Louie di Vincent Gagliostro, storia di un sopravvissuto all’epidemia dell’AIDS negli anni Ottanta, che s’innamora del giovane Braeden riscoprendo un’intimità che aveva dimenticato e non credeva più possibile. Con Tom of Finland di Dome Karukoski, tra i più apprezzati registi finlandesi, entriamo invece nel meraviglioso mondo dell’illustratore Touko Laaksonen, meglio noto come “Tom of Finland” (1920-1991), disegnatore di immagini omoerotiche, vera e propria icona dell’arte gay, vissuto in un periodo storico in cui essere omosessuali, significava vivere in gran segreto nell’oscurità della notte. Chiude la sezione While You Weren’t Looking di Catherine Stewart, una fotografia sincera della vita queer contemporanea in uno dei Paesi più celebrati dalla cultura gay internazionale, il Sudafrica.
Dieci sono invece le opere selezionate nel Concorso Documentari, vero e proprio spazio di riflessione sui segnali di tendenza più originali intorno ai temi dell’identità. Tra questi troviamo Chavela di Catherine Gund e Daresha Kyi, che approda sugli schermi del MIX dopo la premiere all’ultima Berlinale, un appassionato omaggio a Chavela Vargas, la cantante costaricana naturalizzata messicana divenuta famosa prima in Messico, poi in tutto il mondo per le sue interpretazioni eccezionali delle canzoni popolari messicane, donna fiera e indipendente fece innamorare Frida Kahlo e Ava Gardner tra le tante, e tenne il suo ultimo concerto organizzato dal regista Pedro Almodóvar, a Madrid, in onore del poeta Federico Garcia Lorca. Sempre dall’ultima edizione della kermesse tedesca arriva a Milano il potentissimo Brothers of the Night del regista libanese Patric Chiha, che racconta la storia cruda di un gruppo di giovani ragazzi bulgari a Vienna che, grazie alla prostituzione, riescono a sopravvivere e mantenere le proprie famiglie, rimaste nel paese d’origine. Da segnalare poi la presenza di The Guys Next Door di Amy Geller e Allie Humenuk, intimo ritratto di una vera e propria Modern Family, che si contrappone alla classica visione di ciò che costituisce il tradizionale nucleo familiare in America.
Terza e ultima sezione competitiva, al MIX 2017 non possono mancare ovviamente le produzioni brevi. Il Concorso Cortometraggi propone dodici lavori, quasi tutti in prima visione italiana, provenienti dalle diverse latitudini. Tra questi spiccano tre titoli: Mukwano di Cecilie McNair, documentario che racconta la storia di Mary Kabufufu, lesbica ugandese che sta chiedendo asilo politico in Danimarca ed è alla ricerca della sua fidanzata scomparsa durante la fuga dall’Uganda; Vow of Silence di Be Steadwell, con protagonista una cantante e compositrice dal cuore spezzato che fa voto di silenzio nella convinzione di potere riconquistare la sua ex; e Mai, opera prima di Marta González Gallego, ambientata in un piccolo villaggio nella Piana di Lleida, in Spagna, la cui quotidianità viene sconvolta dall’arrivo di una strana coppia di ragazze.
Insomma, non ci resta che rinnovarvi l’invito al Festival e per chi non riuscisse proprio a venire, allora ci penserà Cineclandestino a raccontarvelo in presa diretta con recensioni e approfondimenti.

Francesco Del Grosso

Riepilogo recensioni per sezione del 31° Festival MIX Milano

Concorso Lungometraggi

1:54 di Yan England

Souvenir di Bavo Defourne

Center of My World di Jakob M. Erwa

Tom of Finland di Dome Karukoski

Extra Terrestres di Carla Cavina

A Winter to Remember di Cecilia Valenzuela Gioia

After Louie di Vincent Gagliostro

Concorso Documentari

Brothers of the Night di Patric Chiha

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