Festival di Cannes 2022: presentazione

0

Una nuova scala verso il Paradiso

Una scala al paradiso, immersa tra le nuvole, richiamo di quella della sigla che parte dal mare, e delle scalinate dei vari red carpet, campeggia sul poster del Festival di Cannes 2022. Si ispira ovviamente a The Truman Show il film di Peter Weir del 1998, già una riflessione sul cinema in chiave di rielaborazione del mito della caverna platonico. Un’immagine che dominerà ovunque nella cittadina della Costa Azzurra, pronta ad accogliere la 75a edizione del festival cinematografico più importante del mondo, che si svolgerà dal 17 al 28 di maggio. Il festival si aprirà con un nuovo film di Michel Hazanavicius, come sempre per il regista un film sul cinema, in questo caso sul cinema di genere più infimo. Il titolo del film è stato modificato in extremis, per ovvi motivi, passando da Z (comme Z) a Coupez!

21 titoli si contenderanno la Palma d’Oro nel Concorso. Tra questi grande attesa per Crimes of the Future, ultima tappa del percorso di David Cronenberg sulle mutazioni tra umano e sintetico, che riprende il titolo di uno dei suoi primi film. L’Italia è rappresentata da Mario Martone con un film, Nostalgia, che affonda ancora una volta nelle radici culturali partenopee del regista. Con Pacifiction Albert Serra si sposta nella Polinesia Francese mettendo il dito nella piaga rispetto agli esperimenti nucleari condotti dalla Francia nelle isole del Pacifico. Due registi cult rappresentano il Sudest asiatico: Hirokazu Kore-eda con Broker, e Park Chan-wook con Decision to Leave. Jerzy Skolimowski con EO ci porta a guardare il mondo dal punto di vista di un asinello; il rumeno Cristian Mungiu, con R.M.N., ci conduce in un villaggio in Transilvania dove una pacifica convivenza multietnica viene interrotta; Valeria Bruni Tedeschi, con Les Amandiers, racconta una storia ambientata nella celebre scuola di recitazione parigina di Patrice Chéreau.

Opere imperdibili, sulla carta, anche Fuori Concorso. Torna Baz Luhrmann con Elvis, biopic su Presley; nuova opera demenziale invece per Quentin Dupieux, dal titolo Fumer fait tousser; torna il mitico pilota di Top Gun interpretato da Tom Cruise oltre trant’anni fa, in Top Gun: Maverick di Joseph Kosinski; un altro regista cult degli anni ’80, George Miller presenta Three Thousand Years of Longing. Tra le Cannes Premiere attesissima la serie di Marco Bellocchio Esterno notte che torna al rapimento di Aldo Moro, mentre pure Olivier Assayas torna a un suo mito, quello di Irma Vep nel film dallo stesso titolo. Tra gli Special Screening troviamo Ethan Coen con Jerry Lee Lewis: Trouble in Mind, che ci porta alla figura del grande pioniere del rock & roll; Patricio Guzmán con Mi país imaginario, ripercorre i disordini e le manifestazioni in Cile di tre anni fa, mentre Sergei Loznitsa pone riflessioni sulla guerra in The Natural History of Destruction, ispirato al libro di W.G. Sebald con footage di repertorio dalla Seconda Guerra Mondiale.

La Quinzaine des Réalisateurs, nell’ultimo anno con la direzione artistica di Paolo Moretti, si apre con L’envol, ispirato a Vele scarlatte di Aleksandr Grin. Degni di nota nella storica sezione parallela di Cannes dovrebbero essere Fogo-Fátuo del regista cult portoghese João Pedro Rodrigues, e Un beau matin di Mia Hansen-Løve.

Giampiero Raganelli

Riepilogo recensioni per sezione dal Festival di Cannes 2022

Concorso

Coupez! di Michel Hazanavicius

EO di Jerzy Skolimowski

Frère et soeur di Arnaud Desplechin

R. M. N. di Cristian Mungiu

Crimes of the Future di David Cronenberg

Tori et Lokita di Jean-Pierre e Luc Dardenne

Nostalgia di Mario Martone

Broker di Hirokazu Koreeda

Leila’s Brothers di Saeed Roustaee

Les Amandiers di Valeria Bruni Tedeschi

Decision to Leave di Park Chan-wook

Fuori Concorso

Top Gun: Maverick di Joseph Kosinsk

Elvis di Baz Luhrmann

Cannes Premiere

Esterno notte di Marco Bellocchio

Quinzaine des Réalisateurs

De humani corporis fabrica di Véréna Paravel e Lucien Castaing-Taylor

Fogo-Fátuo di João Pedro Rodrigues

Special Screenings

The Natural History of Destruction di Sergei Loznitsa

Approfondimenti

Intervista a João Pedro Rodrigues

 

Leave A Reply

sei − 1 =