Festa del Cinema di Roma 2020: covid e altri pasticci

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Un’inevitabile (?) assenza

Sappiamo tutti – o almeno quasi tutti – di aver affrontato e dover affrontare ancora momenti difficili a causa della pandemia di covid. E siamo ben consapevoli di doverci tuttora convivere, in una società modificata e per questo non più sotto controllo.
Appare quindi ovvio come ogni manifestazione organizzata, da quelle sportive a quelle artistiche – nella fattispecie cinematografiche, che è il campo di nostra competenza – siano costrette a pagare dazio in termini di partecipazione, in virtù delle misure messe in atto per rispettare il distanziamento. Tutto, insomma, ampiamente previsto, onde non ricorrere alle complete cancellazioni dei vari eventi.

Parliamo allora della Festa del Cinema di Roma, cercando di mettere in rilievo i sesquipedali errori commessi in fase di selezione per le richieste degli accrediti stampa. In primo luogo sorge una domanda: non era possibile coinvolgere da subito le varie testate, cartacee e online, alla ricerca di una soluzione delle molteplici problematiche? Il sottoscritto, in qualità di Direttore Editoriale della rivista, ha inviato una mail conoscitiva molto in anticipo sulla data d’inizio della Festa 2020, chiedendo informazioni su quanti accrediti stampa sarebbe stato possibile ottenere. Missiva del tutto ignorata. Non avendo avuto alcuna risposta sono state inviate quattro richieste per altrettanti redattrici/redattori. Di queste ne è stata accolta solamente una, decisa a discrezione dell’organizzazione. Spontaneo allora chiedere il perché dell’esclusione di redattori esperti e sempre – dicasi sempre – finora accreditati ad ogni edizione della Festa del Cinema per privilegiare altri. Se proprio si era nella possibilità di concedere un solo accredito stampa la scelta sarebbe dovuta spettare alla rivista, non certo all’ufficio accrediti della manifestazione. In base poi a criteri del tutto misteriosi e discutibili, come si è in seguito appurato.
Ci sarebbero poi altre due situazioni a suonare, a posteriori, pesantemente beffarde, denotando almeno – e non vogliamo sbilanciarci troppo – palesi carenze professionali. La prima: perché protrarre di qualche giorno i termini per far giungere le richieste di accredito? In genere si mette in pratica tale soluzione quando il numero di tali richieste è ritenuto basso; nella circostanza, invece si è operata una selezione tanto radicale quanto, appunto, scriteriata.
Secondo aspetto decisamente stonato. Nella mail in cui viene annunciata, al singolo redattore/redattrice, la mancata concessione dell’accredito (costo 60 euro, è bene ricordarlo), lo si invita testualmente a “prendere visione del programma e alle varie forme di promozione riservate al pubblico”. Come dire: niente accredito, se vuoi vedere i film in programma paghi il prezzo intero come un normale spettatore. Per i quali, evidentemente, le regole anti-assembramento contano ma fino ad un certo punto. Storie ai confini della realtà.

Noi di CineClandestino abbiamo sempre avuto il massimo rispetto per il lavoro altrui. Ci piacerebbe, pertanto, essere ripagati con la medesima moneta. Non amiamo molto fare raffronti, ma l’organizzazione della Mostra del Cinema di Venezia è filata liscia come l’olio a tutti i livelli, mentre spiace riscontrare evidenti falle in quella della Festa del Cinema di Roma. E il famigerato virus era presente per entrambi gli eventi.
Impossibile per noi, come conseguenza inevitabile di tale quadro, seguire allora l’edizione 2020 della Festa del Cinema con un solo redattore peraltro non disponibile a tempo pieno. Un fatto che ci danneggia pesantemente sul piano editoriale, oltre a quello relativo ai lettori quotidiani del nostro sito. Speriamo che nel 2021 la situazione sia rientrata nella normalità o che almeno determinate storture vengano corrette.
Compito sin troppo difficoltoso, vero?

Daniele De Angelis

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