Far East Film Festival 2020: bilancio

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Streaming in Action

Molti festival programmati la primavera scorsa hanno dovuto soccombere all’epidemia di COVID-19 e al conseguente “lockdown”. La ventiduesima edizione del Far East Film Festival invece non è stata annullata, ma è stata prima rimandata nella speranza di potersi disputare a Udine “dal vivo”, come ogni anno, per poi aver luogo dal 26 giugno al 4 luglio, in una inedita cornice “virtuale”: proiezioni in streaming, sulla piattaforma messa a disposizione da MyMovies, accompagnate da videomessaggi spesso molto divertenti e creativi dei registi in concorso (“I am a Fareaster“, la parola d’ordine scelta per l’occasione), interventi della direttrice Sabrina Baracetti e collegamenti con gli altri ospiti della kermesse friulana.
Che dire? Nulla di ciò può sostituire fino in fondo l’emozione di trovarsi fisicamente al Teatro Nuovo Giovanni da Udine e rivivere quell’avventura che va avanti da più di vent’anni, in una cornice festosa che coinvolge la città intera, dando vita a uno stimolante punto d’incontro tra artisti, cinefili, critici ed appassionati di tutto quel che riguarda l’Estremo Oriente. Ma si è fatta di necessità virtù, come si suol dire, nel miglior modo possibile, creando una piccola “comunità virtuale” che pur a distanza ha saputo convogliare il proprio interesse sulle proposte del festival.
Se questa diversa forma di interazione, per quanto possibile, ha funzionato, si deve ringraziare – oltre all’affetto dimostrato dai sostenitori e frequentatori storici del Far East – la particolare vivacità della selezione approntata nel 2020. Qualitativamente parlando una delle migliori edizioni degli ultimi anni, almeno agli occhi di chi scrive. Con in più alcune vette emotivamente di grande valore: dal modo sontuoso in cui si è chiusa, con Ip Man 4: The Finale, una delle saghe di arti marziali più valide e amate degli ultimi tempi; fino al commosso omaggio a Nobuhiko Obayashi, Maestro del cinema nipponico di cui è stato presentato l’ultimo film realizzato prima di morire, Labyrinth of Cinema.
E sempre in tema di cinema giapponese, che si è confermato per l’ennesima volta tra i più vitali dell’Estremo Oriente, il nostro desiderio di scoperte cinefile è stato brillantemente esaudito dal piccolo focus dedicato a Hirobumi Watanabe, cineasta indipendente dalla poetica inconfondibile. I film più apprezzati dal pubblico (della rete) hanno confermato, invece, una comprensibile predilezione per temi forti, attuali, declinati peraltro attraverso forme cinematografiche decisamente valide. Tra gli argomenti scomodi più gettonati vi è stato senz’altro il bullismo. E se il pur emotivamente intenso Better Days di Derek Tsang, premiato con il Gelso d’Oro, ha finito per generare qualche perplessità sui controlli esercitati dalla produzione cinese su certi risvolti drammaturgici, un po’ troppo “addomesticati”, la libertà espressiva e la robustezza del secondo classificato, Victim(s) di Layla Zhuqing Ji, ci hanno conquistato pienamente.
Volendo muovere una piccola critica all’assetto della manifestazione, diversi appassionati e addetti ai lavori si sono lamentati del fatto che a una sola ora dal termine ufficiale del Far East Film Festival, sabato 4 luglio, i film non erano più recuperabili on line. Qualcuno non a torto aspettava la domenica per recuperare con calma i lungometraggi premiati o altri ugualmente interessanti che potevano essergli sfuggiti.
Anche noialtri, che in un impeto di stoicismo siamo riusciti a vederli TUTTI nell’arco regolare del festival, riteniamo ragionevole tale riserva espressa dagli spettatori più stakanovisti. Ma l’accoglienza del pubblico è stata comunque molto buona. L’unico auspicio incontrovertibile, da parte nostra, resta quindi quello di poter tornare al più presto a incontrarci e abbracciarci di persona, in sala, a Udine come ad altri festival, perché vorrà dire che l’emergenza è passata.

Stefano Coccia

Riepilogo recensioni dal Far East Film Festival 2020

Beasts Clawing at Straws di Kim Young-hoon

The Captain di Andrew Lau

Changfeng Town di Wang Jing

Chasing Dream di Johnnie To

Dance with Me di Yaguchi Shinobu

Exit di Lee Sang-geung

Gundala di Joko Anwar

The House of Us di Yoon Ga-eun

i-Documentary of the Journalist di Mori Tatsuya

Impetigore di Joko Anwar

Ip Man 4: The Finale di Wilson Yip

I WeirDO di Liao Ming-yi

Labyrinth of Cinema di Nobuhiko Obayashi

My Sweet Grappa Remedies di Ohku Akiko

One Night di Shiraishi Kazuya

Victim(s) di Layla Zhuqing Ji

We Are Champions di Chang Ju-chi

Wotakoi: Love is Hard for Otaku di Yuichi Fukuda

Focus su Hirobumi Watanabe

I’m Really Good

Il mondo di Hirobumi Watanabe (saggio)

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