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Imprevisti digitali

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VOTO: 7.5

Tutto a portata di click

Cellulari, tablet, abbonamenti tv, infinite serie televisive, telefonate commerciali e tutta una serie di prodotti e servizi che fanno sì che tutti noi siamo costantemente controllati e totalmente dipendenti dai nostri dispositivi mobili. Ma cos’è diventata, al giorno d’oggi, la nostra società? E, soprattutto, quanto può apparire bizzarra – per non dire, a volte, anche ridicola – la condizione di chi vive dipendendo totalmente dalla tecnologia? Senza voler a tutti i costi dare una risposta in merito, i registi francesi Benoît Deléphine e Gustave Kervern si sono divertiti a mettere in scena situazioni al limite del paradossale nel loro ultimo lungometraggio, Éffacer l’historique (nella versione italiana Imprevisti digitali), presentato in Concorso alla 70° edizione del Festival di Berlino, nonché gustosa commedia corale dagli intenti chiaramente provocatori, in cui, nel bene o nel male, possiamo rispecchiarci praticamente tutti.

In una remota periferia della Francia, dunque, prendono il via le vicende di Marie – una donna separata, senza lavoro e con un figlio di quindici anni che vive con il padre, la quale viene ricattata da un giovane che ha girato un video hard dopo un incontro con lei – di Bertrand – un signore di mezza età che, mentre cerca di difendere la figlia adolescente dal cyberbullismo, flirta al telefono con l’operatrice di un call center – e di Christine – una donna che, a causa della sua dipendenza patologica dalle serie televisive, ha perso tutto e che cerca di rifarsi una vita con una nuova attività che, tuttavia, stenta a decollare. I tre, disperati, decideranno dunque di unirsi per combattere questo mondo in cui impera la tecnologia e riprendersi, così, le loro vite.
Non è facile, come ben sappiamo, realizzare un buon film corale. Ne sapeva qualcosa il buon Robert Altman, maestro indiscusso del genere. Eppure, di fianco a tanti prodotti non del tutto riusciti, c’è chi, fortunatamente – e grazie soprattutto a un buon lavoro in fase di scrittura – è riuscito a dar vita a qualcosa di più che dignitoso. E questo è proprio il caso del presente Éffacer l’historique, che vanta innanzitutto una buona sceneggiatura, bilanciata in modo soddisfacente e che si mantiene tale fino alla fine.
Impossibile non notare come gli stessi registi – i quali collaborano da ormai oltre vent’anni – si siano letteralmente divertiti a dar vita a un prodotto così bizzarro che sa a suo modo colpire nel segno, riuscendo a mettere in scena un tema più che mai attuale, senza, tuttavia, scadere facilmente nella banalità e nei luoghi comuni, come capita sovente nel momento in cui bisogna affrontare argomenti piuttosto spinosi.
Éffacer l’historique è, dunque, un vero e proprio fiume in piena, un lungometraggio pregno di riuscite gag e situazioni al limite del surreale, con veri e propri picchi esilaranti al proprio interno (vedi, su tutto, il momento in cui un uomo addetto alle consegne a domicilio, giunge con pesantissime casse d’acqua a casa di Marie).
Attingendo a piene mani da quanto realizzato in passato e citando e rivisitando momenti salienti di precedenti lavori (vedi, in particolare Tutti pazzi per Mary dei fratelli Farrelly o Her di Spike Jonze) Benoît Deléphine e Gustave Kervern sono riusciti a loro modo a dar vita a qualcosa di unico nel suo genere, per una comicità intelligente ma mai pretenziosa, che si rivela sì a suo modo polemica, ma anche, allo stesso tempo, decisamente benevola e indulgente nei confronti dei tre maldestri protagonisti, somiglianti ed esasperati ritratti di ognuno di noi.

Marina Pavido

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