Discount

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7.5 Awesome
  • voto 7.5

A mali estremi, estremi rimedi

Esistono almeno un paio di ottimi motivi per vedere Discount, fresco vincitore della sezione Panorama Internazionale alla sesta edizione del Bif&St, al quale auguriamo di riuscire a trovare presto una distribuzione nel cieco e poco lungimirante mercato nostrano. Il primo è che si tratta di un pregevole film d’esordio firmato da un giovane regista transalpino under trenta, ampiamente al di sopra della media di quelli partoriti dal ventre della cinematografia italiana; il secondo è che ci si trova al cospetto di una divertentissima e coinvolgente commedia corale che regala sorrisi e spunti di riflessione a profusione. Quanto basta per conquistare tanto il pubblico quanto gli addetti ai lavori, come accaduto in occasione della presentazione alla kermesse pugliese.
Quella scritta e diretta dal promettente Louis-Julien Petit è una pellicola che fa della semplicità e dell’immediatezza le sue armi vincenti. Doti, queste, che dalle nostre parti sembrano essere diventate “merce” sempre più rara da reperire. Merito di una scrittura essenziale che passa attraverso l’amore per ogni singolo personaggio, l’attenzione nella costruzione del racconto e la pregevolezza dell’impianto dialogico. Il tutto all’insegna di un’ironia mai volgare o ruffiana. Il regista francese preferisce puntare su uno humour travolgente e strabordante, ma anche pungente e sottile, che non ha paura di confrontarsi con temi attuali e delicati, come la crisi economica, la disoccupazione, il licenziamento e le cattive condizioni di lavoro. La storia è quella di una lotta contro l’istallazione di alcune casse automatiche condotta da un gruppo di impiegati di un supermercato, che vedono le loro posizioni messe a rischio. Creano così un “Discount Alternativo” clandestino, recuperando i prodotti destinati al macero.
I riferimenti al cinema di Ken Loach sono piuttosto evidenti, tanto vicini da instaurare con esso e con le tematiche affrontate dal regista britannico una vera e proprio affinità elettiva. Di conseguenza, vedendo Discount è impossibile non pensare a film come Paul, Mick e gli altri, Piovono pietre e In questo mondo libero…. Petit strizza l’occhio alla filmografia del collega inglese, portando sul grande schermo una piccola “odissea” quotidiana di gente comune, nella quale è facile rispecchiarsi. Il risultato è una forte empatia nei confronti della vicenda e di coloro che la vivono, che consente non solo al film di fare breccia nel cuore e nella mente del fruitore di turno, persino quello particolarmente esigente o con la puzza sotto il naso, ma anche allo spettatore di affezionarsi ai protagonisti e al loro destino.
Alla scorrevolezza narrativa e alla concretezza drammaturgica, il regista francese accompagna una maturità insolita per un’opera prima, riscontrabile sia nella regia che nella direzione degli attori; quest’ultimi capaci, con le loro performance davanti alla macchina da presa, di trasferire tutte le sfumature dei rispettivi personaggi.

 Francesco Del Grosso

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