Cinque tequila

0
7.0 Awesome
  • voto 7

Evviva la vita!  

Cosa c’è di meglio della rara quanto intensa soddisfazione che si prova uscendo da una sala cinematografica, dopo aver assistito ad una bella visione? Non necessariamente dobbiamo vedere un capolavoro per uscire con il sorriso dal cinema. Molte volte, infatti, basta un piccolo, onesto film ben realizzato e senza troppe pretese per far sì che non si provi la sgradevole sensazione di aver buttato via i soldi del biglietto. E, a questo proposito, Cinque tequila – diretto dal regista messicano Jack Zagha Kababie – è proprio uno di quei lungometraggi in grado di farti trascorrere un’ora e mezza decisamente gradevole.
Emiliano, Augustin, Benito e Pedro sono quattro ottantenni, amici di vecchia data. Durante uno dei loro soliti pomeriggi al bar, Pedro dà loro la notizia di essere malato terminale di tumore. Come unico desiderio ha quello di far sì che un vecchio tovagliolo autografato per lui dal cantante José Alfredo Jiménez venga consegnato al museo di Guanajuato. Dopo la morte dell’uomo, i tre amici rimasti partiranno, dunque, alla volta della lontana cittadina, al fine di esaudire l’ultimo desiderio di Pedro.
Forti sono le influenze – nel cinema messicano e, più in generale, sudamericano – del realismo magico. E questo è anche il caso di Cinque tequila, che vede un’interessante commistione tra reale e fantastico, con una forte impronta di misticismo che sta a regalare al tutto quel qualcosa in più. La vita, la morte, la vita dopo la morte sono temi ricorrenti in questo ultimo lungometraggio di Kababie, il quale, a sua volta, non ha la pretesa di darci delle risposte certe in merito, bensì si limita a raccontarci con garbo e leggerezza la sua versione, dicendoci, in qualche modo, di non avere paura di ciò che viene dopo. Interessanti – a questo proposito – le figure del cavallo bianco (visto da Emiliano durante il viaggio) e della “strega”, un’anziana signora incontrata durante il tragitto, nata con una malformazione al braccio e capace di leggere il futuro.
Visivamente parlando, nonostante i temi trattati, si è – giustamente – deciso di non calcare eccessivamente la mano per quanto riguarda le scene oniriche o le “irruzioni” del fantastico nella vita di tutti i giorni. Decisione, questa, che si è rivelata decisamente giusta, altrimenti si sarebbe rischiato un pericoloso effetto pomposo e didascalico, che avrebbe fatto perdere a tutto il film quella singolare freschezza che lo contraddistingue.
Un’ulteriore trovata vincente è stato quel tocco di humour nero che non guasta mai e che – qui, in particolare – sta ad esorcizzare qualcosa di cui tutti abbiamo – chi più, chi meno – paura. E diciamolo pure, ben venga ogni tanto agire in modo politically scorrect! Ma, in sostanza, cos’è Cinque tequila? Cinque tequila non è altro che una dichiarazione d’amore nei confronti della vita e nei confronti dell’amicizia, raccontata attraverso le insolite e bizzarre vicende di personaggi che fin da subito riescono ad entrare nel cuore della gente. Un piccolo film gradevole e ben riuscito, che non può non lasciarci con il sorriso.

Marina Pavido

Leave A Reply

20 − 13 =