Cineuropa Compostela 2018: bilancio

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Ultimo tango a Santiago

Escándalo! Grida il manifesto dell’edizione numero 32 del Festival Cineuropa Compostela, che raffigura una risma di giornali da prima edizione mattutina. Gli organizzatori hanno effettivamente ragione a definire questa trentaduesima tappa come scandalosa. In ventuno giorni sono state presentate trecento pellicole, con proiezioni ripetute due o anche tre volte per dare a tutti la possibilità di recuperare la visione nel caso la prima fosse stata persa. In poche parole, tutta quest’offerta cinematografica è una vera manna per un cinefilo incallito o anche per uno spettatore occasionale. Trecento pellicole provenienti da diversi paesi del mondo; opere che sono state premiate nei più rinomati festival internazionali (tra le molte proposte di Cineuropa c’è anche la Palma d’Oro a Cannes 2018 Un affare di famiglia). Pellicole recenti, quindi, ma anche ottimo cinema del passato. Già, che scandalo! Anche perché, nell’accezione di clamore, è fantastica tutta questa quantità di pellicole che giunge nella piccola e periferica città di Santiago di Compostela. E nuovamente, che scandalo! Cioè, nel senso che tra la folta programmazione, quest’anno il festival ha voluto dare un ampio spazio, che serpeggiava nelle svariate sezioni, al cinema erotico, con punte filmiche rappresentate da opere che rientrano direttamente nel filone hardcore, come rimarca una sezione speciale. Che scandalo!!

Per quanto riguarda la storia e descrizione del festival Cineuropa e le sensazioni che vi si respirano, si rimanda all’articolo dell’anno precedente, perché l’impostazione e gli umori di quest’anno sono rimasti identici, perché sono stati apportati sola piccoli cambiamenti per dare maggior cinema alla gente. Il dato più evidente è l’incremento dell’offerta filmica, passata da 164 a 300 pellicole. L’altro è di carattere “urbanistico”, cioè utilizzare una sala cinematografica periferica rispetto alle usuali situate nella zona vecchia o nella zona nuova. Il cinema adibito a questa iniziativa è la Sala Agustín Magán, situato nel quartiere di Santa Marta, zona sud di Santiago. La programmazione offriva ottimo cinema del passato, tanto spagnolo quanto straniero. Il prezzo dell’entrata è rimasto invariato (4 euro) con forti sconti attraverso l’abbonamento, ed entrata gratis alle proiezioni delle opere del passato. Molte proiezioni hanno avuto un successo strepitoso, come ad esempio quella di Loro 1 e Loro 2 di Paolo Sorrentino, e anche la proiezione di mezzanotte di Arancia Meccanica di Stanley Kubrick, con più di cento spettatori.

Anche quest’anno il festival è stato frazionato in sezioni (Sección oficial europea, Sección oficial internacional, Películas Premios Cineuropa, Latidoamericano, Dereithos humanos: a memoria é presente, Docs Cineuropa, O presente é muller, Mulleres experimentalistas de América Latina, Mostra do centro Simone Beauvoir, Lembranza de Lanzmann, Cinefilias, Panorama Audiovisual Galego, 100 anos de cine romanés, Escándalo: cinema sen lei nin mordazas, Foco Kôji Wakamatsu, Foco Eloy de la Iglesia, Rafael Azcona en Italia, Cult Movies, Fantastique Compostela, Maratón, Cineuropa Miúda, Cine e Xandrez). A queste abbondanti sezioni si aggiungono: l’evento di inaugurazione con la presentazione della pellicola La noche de 12 años di Álvaro Brechner; l’evento di chiusura con la proiezione del film Kursk di Thomas Vinterberg; la proiezione de Il gabinetto del Dottor Caligari, accompagnata dal vivo dalla filarmonica dell’Auditorium di Galizia.

Per quanto riguarda i riconoscimenti alle opere, c’è stato il verdetto del pubblico e quello della giuria. Il pubblico ha potuto partecipare dando il proprio voto a ogni pellicola nuova, con un voto da 1 a 10. Il film che ha ottenuto il premio del pubblico è stato Opera senza Autore di Florian Henckel von Donnersmarck. I premi dati dalla giovane giuria, tutta under 25, sono stati i seguenti: Miglior film Long Day’s Journey Into Night di Gan Bi; Miglior regia a Claire Denis per High Life; Miglior sceneggiatura a Peter Strickland per In Fabric; Miglior interpretazione femminile ad Alina Nasibullina per Crystal Swan di Darya Zhuk; Miglior interpretazione maschile a Félix Maritaud per Sauvage di Camille Vidal-Naquet; Menzione speciale a The Astronauts’ Bodies di Alisa Berger. Il Premio Dereitos Humanos è stato assegnato a Last Men in Aleppo di Feras Fayyad. Invece i premi Cineuropa, dati come riconoscimento a personalità dello spettacolo che hanno dato molto al cinema, sono andati a: Isaki Lacuesta (cineasta), Ángela Molina (attrice) e ad Antonio Durán «Morris» (attore, molto noto come co-protagonista nel serial Fariña).

Infine, per rilevare come il cinema italiano sia molto amato, sono state proiettate molte pellicole nostrane. Molto Marco Ferreri, attraverso l’omaggio a Rafael Azcona (di cui sono state presentate anche altre collaborazioni con altri autori italiani); il già citato Sorrentino e Dogman di Matteo Garrone; Michelangelo Antonioni con l’imperfetto Identificazione di una donna. Ma, soprattutto, per puro caso perché già era in programma, è stato proiettato Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci due giorni dopo la sua morte. Sala affollata per quest’omaggio, seppure la proiezione inizialmente sia stata contestata e quasi bloccata da un gruppo di femministe per la vicenda della violenza sull’attrice Maria Schneider a “opera” di Bertolucci, alla fine ha vinto il cinema e le immagini del film hanno nuovamente ammaliato gli spettatori. Adesso, bisognerà attendere il prossimo anno e vedere cosa ci riserverà questo festival… scandaloso.

Roberto Baldassarre

Riepilogo recensioni per sezione dal Cineuropa Compostela 2018

Film inaugurale

La noche de 12 años di Álvaro Brechner

Selezione Ufficiale Europea

Anna Karenina: Vronsky’s Story di Karen Sachnazarov

Arctic di Joe Penna

Claire Darling di Julie Bertuccelli

Frost di Sharunas Bartas

High Life di Claire Denis

History of Love di Sonja Prosenc

Jetzt. Nicht. di Julia Keller

L’homme fidéle di Louis Garrel

Sauvage di Camille Vidal-Naquet

The Load di Ogjen Glavonic

The Guilty di Gustav Möller

Panorama Internazionale

Belmonte di Federico Veiroj

Dressage di Pooya Badkoobeh

Brothers di Omür Atay

Las hijas del fuego di Albertina Carri

Mi obra maestra di Gaston Duprat

Praça paris di Lucia Murat

Until the End of Time di Yasmine Chouikh

Latino Americano

Las Vegas di Juan Villegas

Los vagos di Gustavo Biazzi

Revolver Mind di Alejandro Ramirez-Corona

Ojos de madera di Roberto Suarez e German Tejeira

Docs Cineuropa

Treasure Island di Guillaume Brac

Las hijas del fuego di Albertina Carri

Cinefilia

Bergman: A year in a Life di Jane Magnusson

The Green Fog di Evan Johnson, Galen Johson e Guy Maddin

Fantastico Compostela

High Life di Claire Denis

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