Chasing Dream

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8.0 Awesome
  • VOTO 8

Il lato divertente di To

Chi ha imparato a conoscere ed amare il cinema di Johnnie To potrà forse rimanere un tantino deluso da Chasing Dream, presentato alla 22° edizione del Far East Film Festival, che appare molto lontano ad esempio dai thriller che lo hanno reso famoso a livello internazionale; eppure l’energia positiva che trasmette, unita ad una tecnica registica sopraffina, una colonna sonora di tutto rispetto, una recitazione sopra le righe che diverte ed appassiona, lo rendono un eccentrico e delizioso ritorno al passato del regista, che unisce satira, musica e arti marziali. Ritorno al passato, sì, perché Chasing Dream vede riuniti nuovamente, e con successo, il celebre filmmaker e il coproduttore e sceneggiatore Wai Ka-fai, che ritrovano la loro vena di folle energia tipica delle loro produzioni degli inizi del Duemila (Love on a diet, My left Eye Sees Ghosts).

La storia è incentrata su Tiger (Jacky Heung), un combattente di arti marziali miste (MMA) di umili origini e di animo buono, e l’ingenua Cuckoo Du (Keru Wang), cantautrice di talento che, ingannata e derubata delle sue canzoni dal divo Qu Fengfeng (Ma Xiaohui), si è indebitata fino al collo proprio con il manager di Tiger e per sopravvivere ha trovato lavoro come ring girl, cioè una delle ragazze che incoraggiano i combattenti sul ring. Tiger, che ha anch’egli un sogno nel cassetto, porre fine alla sua carriera agonistica ed aprire un ristorante, decide di aiutare la ragazza a realizzare il suo sogno di prender parte al talent show Perfect Diva, co-condotto proprio dal suo ex Qu Fengfeng, per dimostrare il suo talento di cantante e ballerina. Una audizione dopo l’altra, Cuckoo riesce a conquistare il pubblico e l’altra conduttrice, e a far parte dello show fino al “round” finale, mentre Tiger decide di appendere i guantoni al chiodo. Tra sogni di rivalsa e rimpianti per la nonna che ha abbandonato senza una parola e che la aspetta a casa, Du riesce a conquistare il cuore di Tiger, che ha anch’egli il rimpianto di aver deluso il suo vecchio Maestro, tradendo i suoi insegnamenti per dedicarsi alle Arti Marziali Miste. È qui che si muovono le coscienze dei protagonisti: oltre la spettacolarità delle scene da musical e dei combattimenti sul ring, sono i sentimenti dei due protagonisti ad evolversi, tra incertezze e paure, fino a rivelarsi e sbocciare nell’amore reciproco. Ma il lieto fine non è così scontato; soprattutto se Fengfeng ci mette lo zampino per escludere Cuckoo dalla finale di Perfect Diva e il vecchio Maestro di Tiger decide di combattere nell’MMA per salvare la sua palestra. Come Rocky, Tiger tornerà sul ring per vendicare il suo Maestro, mentre la sua Adriana correrà a sostenerlo. Epicità e sentimento, dramma sportivo e commedia sentimentale, la maestosità del musical (spettacolare e d’effetto la scena sul tetto della casa della nonna) unita all’eleganza delle arti marziali, il tutto diretto con l’organicità tipica della regia di To: scenari distinti e ben definiti, in cui si muovono coreografie ben studiate ed interpretate, danno vita a due universi determinati che si incontrano e quasi si fondono per la forza dell’amore tra i due protagonisti.

Per la leggerezza, Chasing Dream può apparire una semplice commedia pop rivolta ad un target di pubblico giovanissimo; lo stesso titolo originale cinese del film, traducibile come “Il mio fidanzato è un campione di boxe”, sembrerebbe indicare che si tratti “solamente” di una commedia sentimentale, ben lontana dalla vena noir e dai personaggi sfaccettati che To ci ha mostrato negli anni. Ma se il genere è cambiato, se il noir ha acquisito colori più variegati, dando spazio alla commedia, sentimentale e musicale, la regia di To ha mantenuto la sua energia e la sua visione d’insieme, realizzando un film tecnicamente ed organicamente perfetto e dal respiro più ampio, che trasmette solarità, speranza e positività. I due protagonisti di Chasing Dream ben si amalgamano e portano sullo schermo questi sentimenti; la bonomia di Tiger e l’ingenuità di Du si riconoscono e si confondono, portando istintivamente lo spettatore dalla loro parte. Notevole soprattutto per l’intensità delle sue interpretazioni canore è la bravissima Keru Wang, che nei panni di Du vediamo crescere esibizione dopo esibizione fino ad esprimere totalmente se stessa.

In Chasing Dream non troviamo l’iconicità dei film di Johnnie To, ma la sua maestria risulta evidente anche quando la indirizza verso generi diversi; nel film riesce infatti perfettamente a dare una visione d’insieme organica dell’individuo, del gruppo, della scena, unificati dall’occhio della Settima Arte, come risulta evidente soprattutto nel finale, in cui convivono i due set (quello del talent show e quello del ring) per far ritrovare i due protagonisti. Maestria cinematografica unita a passione ed energia; è quel che rende To un grande regista.

Michela Aloisi

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