Bif&st 2015: i premi

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Kermesse bagnata, kermesse fortunata

Calato il sipario sulla sesta edizione del Bif&St è tempo di un breve bilancio sulla kermesse pugliese diretta da Felice Laudadio, che tornerà nel 2016 dal 2 al 9 aprile con una serie di novità e una retrospettiva dedicata a Marcello Matroianni, realizzata in occasione del ventennale dalla sua scomparsa.  La otto giorni barese non è stata clemente dal punto di vista metereologica, con un mix di pioggia e vento a fare da padrone,  ma fortunata per quanto concerne il riscontro da parte del pubblico che ha riempito le sale del Multicinema Galleria e il Teatro Petruzzelli. Quest’ultimo ha fatto da cornice alle affollatissime lezioni di cinema di maestri del calibro di Parker, Annaud, Gavras, Scola, Wajda, Reitz, von Trotta e Moretti, ai quali sono andati altrettanti riconoscimenti alla carriera. Particolarmente apprezzate e seguite anche le personali al compianto Francesco Rosi e a Fritz Lang, ai quali il festival ha reso un doveroso omaggio, contribuendo non solo al loro ricordo, ma in primis alla riscoperta del loro cinema da parte delle nuove generazioni.
Il programma 2015 ha riservato più di una sorpresa, a cominciare dal folgorante esordio del regista scozzese John Maclean dal titolo Slow West, western atipico, esilarante e ultracitazionista, interpretato da Michael Fassbender, presentato a Bari nella sezione Anteprime Internazionali e prossimamente nelle sale nostrane con BIM. Sezione, questa, nel quale hanno trovato spazio l’autobiografico e personalissimo thriller a sfondo familiare  di Margarethe von Trotta, The Misplaced World, oltre al ritorno dietro la macchina da presa del sudafricano Neill Blomkamp con lo Sci-Fi Humandroid, maionese impazzita di omaggi al genere, risate e azione. Delusioni cocenti arrivano, invece, dall’action-thriller The Gunman firmato da Pierre Morel, dalla barcollante seconda regia di Marco Pontecorvo, la commedia corale Tempo instabile con probabili schiarite, ma anche dall’insoluto fanta-thriller Ex_Machina di Alex Garland, pregevole nella confezione tecnica, indeciso e inconcludente nella resa drammaturgica.
Non da meno la sezione denominata Panorama Internazionale, che in questa edizione ha riservato al pubblico intervenuto alle proiezioni della fascia pomeridiana piacevoli scoperte come le opere prime del giovane transalpino Louis-Julien Petit (Discount) e del noto attore britannico Paul Bettany (Shelter), ma anche splendide conferme: il Miss Julie di Liv Ullman e Accused di Paula van der Oest.
Ma come ogni festival di cinema che si rispetti non potevano mancare i premi, consegnati nella serata conclusiva del Petruzzelli prima e dopo la proiezione del film di chiusura, Ritorno al Marigold Hotel di John Madden. La giuria, espressa dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani e composta da Franco Montini (presidente del SNCCI), Vito Attolini, Paola Casella, Francesco Gallo, Andrea Martini, Cristiana Paternò e Federico Pontiggia, ha assegnato i seguenti premi: Premio Mario Monicelli per il miglior regista a Francesco Munzi per Anime nere; Premio Franco Cristaldi per il miglior produttore a Luigi Musini per Anime nere di Francesco Munzi e per torneranno i prati di Ermanno Olmi; Premio Tonino Guerra per il miglior soggetto a Marcello Mazzarella per Biagio di Paquale Scimeca; Premio Luciano Vincenzoni per la migliore sceneggiatura a Edoardo Leo e Marco Bonini per Noi e la Giulia di Edoardo Leo; Premio Anna Magnani per la migliore attrice protagonista ad Alba Rohrwacher per Hungry Hearts di Saverio Costanzo; Premio Vittorio Gassman per il miglior attore protagonista a Elio Germano per Il giovane favoloso di Mario Martone; Premio Alida Valli per la migliore attrice non protagonista ad Anna Foglietta per Noi e la Giulia di Edoardo Leo; Premio Alberto Sordi per il miglior attore non protagonista a Carlo Buccirosso per Noi e la Giulia di Edoardo Leo; Premio Ennio Morricone per le migliori musiche a Paolo Fresu per torneranno i prati di Ermanno Olmi; Premio Giuseppe Rotunno per il miglior direttore della fotografia a Fabio Cianchetti per Hungry Hearts di Saverio Costanzo; Premio Dante Ferretti per il miglior scenografo a Giuseppe Pirrotta per torneranno i prati di Ermanno Olmi; Premio Roberto Perpignani per il miglior montatore a Cristiano Travaglioli per Anime nere di Francesco Munzi; Premio Piero Tosi per la miglior costumista a Nicoletta Ercole per Incompresa di Asia Argento.
Per la sezione Panorama Internazionale, la giuria popolare, presieduta da Valerio De Paolis, ha assegnato il Premio Internazionale al miglior regista: Louis-Julien Petit per il suo film Discount; Menzione speciale al regista Oles Sanin per Povodyr (The Guide).
Infine, il Premio Francesco Laudadio per la Migliore Opera prima/seconda è andata a Più buio di mezzanotte di Sebastiano Riso, anch’esso assegnato da una giuria popolare presieduta dal critico Jean Gili, mentre il Premio Nuovo Imaie Migliori Attori è stato assegnato ad Alba Rohrwacher per Vergine giurata di Laura Bispuri e a Pierfrancesco Favino per Senza nessuna pietà di Michele Ahlaique.

Francesco Del Grosso

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