Beyond the Infinite Two Minutes

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10.0 Awesome
  • VOTO 10

Un incredibile viaggio nel tempo lungo due eterni minuti

Vincitore del Pipistrello d’Oro alla 41ma edizione del Fantafestival, dove è stato presentato in anteprima italiana ed in collaborazione con l’Istituto Giapponese di Cultura, l’originalissimo Beyond the Infinite Two Minutes di Junta Yamaguchi cattura lo spettatore nel suo vortice temporale, dove passato presente e futuro si intrecciano e si confondono fino alla soluzione finale.

Girato magistralmente in un lunghissimo piano sequenza di 70 minuti, il regista racchiude l’intera storia in ‘Infiniti due minuti’: sono quelli che separano il televisore di un bar dal pc del suo proprietario, che vive nella stanza 202 proprio al piano superiore. In un vorticoso sali scendi, la storia prende forma e ritmo sempre più accelerato, senza mai perdere il gusto della commedia e l’attenzione ai risvolti umani.

Il bar di Kato è al centro di una anomalia temporale: chiamato al pc dal se stesso futuro, il protagonista si ritrova nell’occhio del ciclone di avvenimenti controllabili ed incontrollati quando si uniranno alla scoperta la sua barista, gli amici e la ragazza del negozio accanto, per la quale Kato ha un interesse sentimentale. L’anomalia verrà infatti amplificata da lui ed i suoi amici sino all’estremo grazie ad un effetto Droste: come nella pubblicità da cui prende il nome, l’immagine del passato-futuro contiene in sé la sua immagine più piccola che ne contiene un’altra ancora più piccola, mentre i 2 minuti di ‘delay’ allungano la visione del futuro di 2 minuti in 2 minuti immagine dopo immagine. Stratagemma che salverà i protagonisti, finiti in un brutto affare proprio per seguire le indicazioni dei loro stessi futuri. Per evitare paradossi temporali, infatti, il gruppo si attiene fedelmente a quanto essi stessi si rivelano dal video, ma l’interrogativo principe è: il futuro è fissato o può essere cambiato?

Il tema del viaggio nel tempo è ricorrente nel mondo scifi: dal sempreverde Doctor Who, longeva serie tv che ha preso il via negli anni 60 e continua ancora oggi, alla trilogia di Ritorno al Futuro, commedia cult degli anni ’80, andare avanti e indietro negli anni ha sempre affascinato l’essere umano, desideroso di cambiare il passato e modificare il futuro, in bilico tra rimpianti per cose mai fatte e rimorsi per altre che avrebbe voluto evitare. In Beyond the Infinite Two Minutes questo si concretizza nella ricerca di soldi facili, ma il limite dei due minuti cambia la prospettiva: ecco l’artificio per allontanare la visione del futuro di 2 minuti in 2 minuti trasformando la tv temporale in TV Droste, ma le conseguenze saranno imprevedibili.

I richiami a Fujiko F. Fujio e alla loro creatura Doraemon, gatto robot venuto dal futuro, come anche i distributori di giocattoli in palle di plastica, portano lo spettatore nel mondo del manga nipponico, ed in fondo la storia ed i suoi protagonisti sembrano a tratti usciti proprio da un incredibile fumetto; e la magnifica realizzazione in unico piano sequenza amplifica l’impressione di assistere ad un anime vivente, nella cui creazione il Giappone è Maestro. Ricordiamo a questo proposito il bellissimo e altrettanto ben realizzato How to build Mazinger Z’s Hangar (Come costruire l’Hangar di Mazinga Z), presentato al recente JFF Plus: Online Festival, in cui, come qui, realtà e fantasia si intrecciano indissolubilmente, creando una realtà vera ed irreale allo stesso tempo. E alla fine della visione di Beyond the Infinite Two Minutes, anche viaggiare nel tempo diventa possibile.

Michela Aloisi

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