Signore e signori vi preghiamo di prendere posto: lo spettacolo sta per iniziare
Insieme alla Mostra del Cinema di Venezia e al Festival di Cannes, la Berlinale, si sa, è ormai da anni uno degli appuntamenti cinematografici più attesi a livello internazionale. Ed ecco che, anche quest’anno, sta per aprirsi un altro capitolo della sua storia. Siamo arrivati, per l’esattezza, alla 67° edizione e, come tradizione vuole, ciò che sta per esserci presentato si preannuncia – malgrado perplessità e polemiche di routine – estremamente ricco e variegato.
Per quanto riguarda il concorso ufficiale, ad esempio, non poca curiosità ha destato il biopic Django, film di apertura diretto da Etienne Comar che mette in scena la vita del musicista Django Reinhardt. E che dire dell’attesissimo The Other Side of Hope, del maestro finlandese Aki Kaurismäki? Non c’è da stupirsi del fatto che si tratti di uno dei film su cui pubblico e critica hanno maggiormente riposto le speranze in quanto possibile Orso d’Oro, all’interno di un concorso giudicato ad una prima, sommaria lettura dei titoli presenti, di livello piuttosto medio. Ma non traiamo conclusioni affrettate. Di fatto, qualche nome di sicuro interesse c’è eccome. Basti pensare, ad esempio, al coreano Hong Sangsoo, con il suo On the Beach at Night Alone, a Teresa Villaverde (Colo), o a Sally Potter (The Party). E quali sorprese potranno riservare il film di animazione Have a Nice Day, del cinese Liu Jian o Ana, mon amour, di Călin Peter Netzer? Di sicuro, ce ne sarà per tutti i gusti!
Tra i lungometraggi che non concorreranno all’ambito Orso d’Oro, uno dei titoli di cui si è maggiormente parlato è senza dubbio T2 Trainspotting, diretto da Danny Boyle, nonché – non serve neanche dirlo – attesissimo sequel di quello che ormai è diventato vero e proprio cult della storia del cinema. Ma non dimentichiamo anche la partecipazione di Alex De La Iglesia, con il suo El bar o di Stanley Tucci, con Final Portrait, volendo solo fare qualche nome a caso.
Nessun italiano presente in competizione per l’Orso d’Oro, quest’anno. Eppure, all’Italia un importante riconoscimento andrà eccome. Basti pensare, infatti, al prossimo conferimento dell’Orso d’Oro alla Carriera alla costumista italiana Milena Canonero, entrata di diritto nella storia del cinema grazie ai costumi di pellicole del calibro di Arancia meccanica, Barry Lyndon, Shining, Momenti di gloria, Marie Antoinette e Grand Budapest Hotel – solo per citare alcuni titoli.
Ovviamente, però, il programma della Berlinale, come ogni anno, non si esaurisce qui. Di fatto ci sono anche le sezioni Panorama (dove troviamo il nostro connazionale Luca Guadagnino con il suo Chiamami col tuo nome, ad esempio), Forum e Generator, dove andare alla ricerca di perle della cinematografia di tutto il mondo non può che rivelarsi una sfida entusiasmante. Con l’unico rammarico che – di fatto – data la vastità del programma offertoci, sarà del tutto impossibile riuscire a recuperare anche solo la metà dei titoli presenti. Nonostante questo, però, siamo sicuri che anche questa 67° edizione – che vede come presidente di giuria il cineasta Paul Verhoeven, reduce dal successo del suo Elle, non ci deluderà. Basta soltanto lasciarsi incantare e trasportare da questa magica invenzione che è il Cinema.
Ed ora, bando alle ciance. Si spengano le luci e si faccia silenzio in sala: lo spettacolo sta per cominciare.
Marina Pavido
Riepilogo recensioni per sezione della sessantasettesima edizione della Berlinale
Concorso
Django di Etienne Comar
On Body and Soul di Ildikó Enyedi
Félicité di Alain Gomis
Wilde Maus di Josef Hader
Una mujer fantástica di Sebastián Lelio
Pokot di Agnieszka Holland
Mr. Long di Sabu
The Party di Sally Potter
The Other Side of Hope di Aki Kaurismäki
Beuys di Andres Veiel
Colo di Teresa Villaverde
Return to Montauk di Volker Schlöndorff
Ana, mon amour di Călin Peter Netzer
On the Beach at Night Alone di Hong Sang-soo
Fuori Concorso
Final Portrait di Stanley Tucci
El bar di Álex de la Iglesia
T2 Trainspotting di Danny Boyle
Logan di James Mangold
Sage femme di Martin Provost
Viceroy’s House di Gurinder Chadha
Panorama
I Am Not Your Negro di Raoul Peck
Dall’altra parte di Zrinko Ogresta
Honeygiver Among the Dogs di Dechen Roder
When the Day Had No Name di Teona Strugar Mitevska
The Wound di John Trengove
Hostages di Rezo Gigineishvili
Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino
Insyriated di Philippe Van Leeuw
1945 di Ferenc Török
God’s Own Country di Francis Lee
Forum
House in the Fields di Tala Hadid
My Happy Family di Nana Ekvtimishvili e Simon Groß
Strange Birds di Elise Girard
Casting di Nicolas Wackerbarth
Barrage di Laura Schroeder
Generation
As Duas Irenes di Fabio Meira
Estiu 1993 di Carla Simón
Freak Show di Trudie Styler
Berlinale Special
Acht Stunden sind kein Tag di Rainer Werner Fassbinder
The Lost City of Z di James Gray
Le jeune Karl Marx di Raoul Peck
In Times of Fading Light di Matti Geschonneck
Cortometraggi
Os humores artificiais di Gabriel Abrantes