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Becoming the Queen of the North

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VOTO: 7

Diventare se stessa

Uno dei consigli che più spesso vengono dati a chi è più giovane è quello di tendere a diventare la migliore versione possibile di sé stessi. Un qualcosa molto più facile a dirsi che a farsi. L’automiglioramento è un processo contraddittorio ed irto di ostacoli. Innanzitutto, è necessario capire chi si è davvero. Cosa già di per sé tutt’altro che semplice. Calando il discorso all’interno del mondo del wrestling professionistico prova a dare un saggio di tentativo di affermazione e scoperta di sé il giovane regista Aziz Altamimi. L’autore britannico, grande appassionato di wrestling, come esempio sceglie la figura della giovane wrestler Gia Adams. Altamimi ne fa la protagonista del proprio corto documentario, intitolato proprio Becoming the Queen of the North e presentato in concorso all’ultima edizione del festival IndieCinema. Il cortometraggio rappresenta l’esordio dietro la macchina da presa per Aziz Altamimi. Di questa freschezza e forse anche un poco di inesperienza se ne ha sentore nella confezione di un’opera che pur risultando molto gradevole si dimostra anche schematica nel suo sviluppo. Tuttavia, guardando con attenzione ci si può accorgere di come sia un’opera ben pensata e realizzata con coerenza. Altamimi non nasconde di essere un grande appassionato di wrestling. Di conseguenza ha ben presente la dimensione di intrattenimento che questo pseudo-sport ha connaturato al proprio interno. Si sviluppano dunque due dimensioni ben distinte all’interno della pellicola: quella legata a Gabby, il vero nome della giovane protagonista, e quella legata a Gia Adams, il personaggio che interpreta all’interno del mondo del wrestling. Attraverso il montaggio Altamimi prima accosta e poi fonde queste due dimensioni, di fatto trasmettendoci l’idea di come un wrestler diventi anche il suo personaggio e di come la scelta di questa strada abbia permesso a Gabby di capire chi vuole essere. Le transizioni durante le quali si passa all’interno della stessa scena dalla dimensione di Gabby a quella di Gia Adams testimoniano abbastanza chiaramente questo intento del regista. Il confine tra le due dimensioni del cortometraggio diventa dunque sempre più fluido, fino ad annullarsi. Tornando al discorso dell’inizio. Il parlare di una stella nascente del wrestling indipendente in Inghilterra offre dunque ad Altamimi la possibilità di affrontare il tema della scoperta e soprattutto della realizzazione di sé. Gabby è una giovane donna che ha già fatto il primo e più importante passo, ha capito chi è e, soprattutto, chi vuole essere. Vuole essere una grande wrestler professionista, vuole essere Gia Adams The Queen of the North. Ritiene che sia questa la sua dimensione e la strada che la porterà ad essere la versione migliore di sé stessa. Dunque, una storia apparentemente giocosa e superficiale si scopre essere una ben più profonda e meditata riflessione sul difficile percorso che ognuno deve affrontare per poter affermare sé stesso in questo mondo. Confidiamo che sia il regista che la sua protagonista riescano nell’impresa.

Luca Bovio

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