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Mercoledì

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VOTO: 8.5

Un apparente caso di Anomia

E così la famiglia Addams è tornata in una nuova versione, questa volta orchestrata dal regista americano Tim Burton. L’autore però si concentra su uno dei componenti la macabra famigliola, sarcastica caricatura della tipica famigliola americana, la figlia primogenita di Gomez e Morticia, Mercoledì. Burton ne fa la protagonista assoluta delle serie Netflix che è il suo più recente lavoro. Qui Mercoledì, interpretata con talento da una Jenna Ortega che si qualifica come una futura stella, è un’adolescente brillante ma poco incline a socializzare. Dopo l’ennesima espulsione viene mandata dai genitori alla Nevermore Academy, scuola privata in cui anch’essi furono studenti e che accoglie i cosiddetti “reietti”, ovverosia i giovani rampolli di mostri e creature magiche. La giovane, tuttavia, si troverà al centro di oscuri intrighi che dovrà svelare. La serie presenta molte delle caratteristiche tipiche dell’opera del regista, come il gusto per un’ambientazione macabra ed un marcato black humour a stemperare i tratti più lugubri dell’atmosfera. Tuttavia, non sono una cornice e dei personaggi atti ad accogliere lo stile narrativo di Burton il vero punto forte. Già, perché è il lavoro sui personaggi e come vengono inseriti nella trama che qualifica questa serie come davvero degna di nota. Partendo da personaggi macchiettistici e bidimensionali, per quanto divertenti, Burton e la sua squadra creano una storia più profonda di quanto si possa credere a prima vista e con personaggi credibili. Avendo voglia di seguire la serie, che risulta godibile fin dall’inizio, si scopre ben presto che Tim Burton non si limita a mettere in live action un fumetto né a creare una versione gotica di Nancy Drew. Il regista crea un’opera sull’adolescenza e sul doversi destreggiare per riuscire a trovare e difendere la propria identità. Il personaggio di Mercoledì ne è l’esemplificazione perfetta. Il concetto di “Anomia”, che indica un’assenza o mancanza di norme, solo superficialmente descrive la ragazza. Quello che Burton mette in scena è un romanzo adolescenziale su di una giovane che faticosamente ed attraverso errori evolve la sua visione del mondo e della vita avviandosi verso un percorso di maturazione che la porterà ad aprirsi al mondo ed a capire che in fondo non essere un’isola può essere una cosa buona. Nel suo non condividere l’imposizione secondo la quale ci sarebbero canoni per poter giudicare cosa sia normale e cosa no, Burton si unisce ad un regista come Del Toro. Un rifiuto dei comuni canoni sociali, che spesso servono a nascondere mostri peggiori di quelli comunemente considerati, del quale Mercoledì Addams sembra poter diventare la nuova paladina, capace di determinare un nuovo canone, nel quale abbattere le barriere di uno zuccheroso e stucchevole passato grazie a queste nuove eroine che non desiderano integrarsi ma affermare sé stesse in libertà ed autonomia. Con la speranza che il loro messaggio possa attecchire e non disperdersi.

Luca Bovio

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