XX – Donne da morire

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7.0 Awesome
  • voto 7

Artefici d’orrore

Dimenticate l’usuale descrizione della donna, nell’ambito del genere horror, come vittima designata o al massimo eroina dall’ugola indefessamente pronta all’uso. Appare infatti cosa buona e giusta, in pieno revival del film antologico, l’aver affidato a quattro registe di sesso femminile altrettante storie tinte di dark, unite tra loro sia da una bellissima cornice d’animazione in stop motion surreale e dadaista che soprattutto dalla tipica visione profonda e problematica appartenente al fu gentil “gender”. Questo è XX – Donne da morire.
Fatti salvi gli inevitabili squilibri insiti in questo tipo di operazioni, un filo conduttore salta immediatamente agli occhi dopo la visione dei quattro episodi: la donna impegnata, con alterne fortune, come fulcro narrativo in contesti famigliari sia effettivi che virtuali. E non solo per celebrarne in modo sterile la figura, ma anzi per metterne fortemente in discussione quelle caratteristiche così “rassicuranti” secondo stereotipo. Il primo segmento, a nostro avviso il più efficace, si intitola “The Box” ed è diretto dalla canadese Jovanka Vuckovic, vera e propria promotrice del progetto. Tratto da un ispirato racconto del grande Jack Ketchum mette al centro della narrazione una madre di famiglia appagata e felice, con due figli piccoli. Di ritorno dallo shopping natalizio in metro il bambino chiede all’anziano vicino di posto di vedere cosa contiene il pacco regalo che egli tiene in mano. La visione del contenuto, celata agli spettatori, lo sconvolge al punto di rinunciare al cibo per i giorni successivi. E l’armonia famigliare frana verso le più tragiche conseguenze. L’episodio riesce a creare un insostenibile clima d’angoscia, benissimo reso dall’impotenza della figura materna di fronte all’assurdità della situazione. Il secondo, diretto dalla cantante statunitense St. Vincent (al secolo Annie Clark) è più dichiaratamente ironico. “The Birthday Party” vede ancora una volta una mamma alle prese con la preparazione della festa di compleanno della piccola figlia. Falsa partenza di giornata: la brava Melanie Lynskey trova il marito cadavere alla scrivania del proprio studio. Parte la missione impossibile di occultare la verità per non rovinare il compleanno della bambina. Momenti comici tinti di macabro per un ritratto materno sull’orlo di una giustificata crisi di nervi. Donne nei guai ma che non si tirano indietro davvero di fronte a nulla…
Il terzo frammento “Don’t Fall”, firmato da Roxanne Benjamin, è anche quello più convenzionalmente horror. Quattro amici a sesso speculare sono in solitaria gita sulle montagne del Grand Canyon. Trovano delle antiche incisioni pellirosse a carattere minaccioso sulle rocce, poi una componente del gruppo si ferisce ad una mano sulle stesse. Nella notte si trasformerà in un antico demone, facendo strage degli altri. Il ribaltamento della figura femminile da passività destinata a pessima fine sino a carnefice sanguinaria è sin troppo didascalica per funzionare. Non c’è inquietudine nella metamorfosi (questione di budget?) e tutto scorre nei binari consolidati del déjà vu. Si migliora molto nell’episodio finale “Her Only Living Son”, diretto con accenti persino melodrammatici dall’ottima Karyn Kusama del recente The Invitation (2015). Giunto il figlio al diciottesimo anno d’età, una madre scopre senza più ombra di dubbio di aver partorito il diretto discendente di Satana. Cosa fare? Senza effettacci di quart’ordine Karyn Kusama penetra in un dramma assoluto che mette la donna di fronte al più doloroso degli interrogativi: ripudiare il sangue del proprio sangue oppure proteggerlo sino alla conseguenze più estreme per l’umanità intera? Ancora personaggi femminili descritti a tutto tondo nella loro insondabile profondità, in questa versione aggiornata del classico Rosemary’s Baby polanskiano; sempre però in grado di operare scelte definitive e senza ritorno.
Il bel blu ray edito da Koch Media nella collana Midnight Factory – ottimo sia da un punto di vista tecnico che per la presenza di sfiziosi extra sia pur privi di sottotitolazione italiana – rende giustizia ad un’opera che ci auguriamo non rappresenti un unicum assoluto in un panorama, quello del cinema di genere, ormai da tempo incartato in perniciosi loop a destinazione adolescenziale. Voci estranee al coro, a maggior ragione se fuori da un genere a stretta prerogativa maschile, non possono che essere le benvenute. Visione dunque senza dubbio consigliata, al di là dei trascurabili difetti presenti.

Daniele De Angelis

XX – Donne da morire
Regia: Jovanka Vuckovic, St. Vincent, Roxanne Benjamin, Karyn Kusama  Canada, USA 2017  Durata: 77′
Cast: Natalie Brown, Melanie Lynskey, Chrisitna Kirk
Lingue: Italiano 5.1 DTS-HD, Inglese 5.1 DTS-HD Master Audio  Sottotitoli: Italiano
Formato: 16:9 (2.35:1)
Extra: Featurette, Interviste, Trailer
Distribuzione Midnight Factory per Koch Media