Visioni dal Mondo 2018: presentazione

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I racconti del reale

Prenderà il via il 13 settembre con le parole della madrina Lorenza Indovina la quarta edizione del Festival Internazionale del Documentario Visioni dal Mondo, Immagini dalla Realtà e lo farà con un programma ampio e di tutto rispetto che sta a indicare la crescita esponenziale di una manifestazione che, anno dopo anno, si sta ritagliando uno spazio sempre più importante e significativo nel circuito festivaliero.
La quattro giorni della kermesse meneghina, inserita a sua volta all’interno del cartellone della prima edizione di Milano MovieWeek (la settimana dedicata al cinema promossa e coordinata dal Comune di Milano, Assessorato alla Cultura in collaborazione con Fuoricinema srl.), si presenta ai nastri di partenza con una line-up sulla carta davvero interessante, dove figurano opere e ospiti di prestigio che animeranno le location scelte per ospitare la manifestazione. Quest’anno a fare da cornice principale al festival diretto da Francesco Bizzarri e Fabrizio Grosoli non sarà l’UniCredit Pavilion di Piazza Gae Aulenti ma la Triennale di Milano, alla quale si vanno ad aggiungere altre due sedi: il centro culturale Fondazione Giangiacomo Feltrinelli e il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci. Qui andrà in scena una quattro giorni ricca di anteprime in e fuori concorso, incontri (“Un nuovo sguardo femminile sul cinema del reale” con quattro giovani registe: Silvia Bellotti, Martina di Tommaso, Martina Melilli e Maria Tilli), masterclass (con Costanza Quatriglio) e pitch (la sezione Industry “Visioni Incontra”), dove sarà possibile fruire e confrontarsi con il cinema del reale di recente produzione e anche del futuro.
Eccetto il cambio di location, la formula resta la stessa delle edizioni precedenti, a cominciare dalla competizione che accoglie tredici produzioni made in Italy inedite tra cui il documentario d’inchiesta The Wash e il biografico Mauro da Budelli. Nel primo Tomaso Mannoni ci catapulta nella zona di esercitazione militare su larga scala costruita dalla NATO in Sardegna a Capo Teulada dopo la Seconda Guerra Mondiale, ad oggi causa di malattie e decessi nella popolazione locale. Nel secondo Marco Tagliabue ci porta, invece, sull’isola di Budelli al seguito dell’unico abitante Mauro Morandi, che da trent’anni difende la “Spiaggia Rosa” dagli attacchi dei turisti provando a trasmettere la sua filosofia di vita a stretto contatto con la natura. Anche il fuori concorso offrirà al pubblico di Visioni dal Mondo una serie di opere battenti bandiera tricolore degne di nota. La sezione non competitiva ospiterà tra gli altri My Home, in Libya di Martina Melilli che ricostruisce attraverso le voci di ieri e di oggi il passato dei nonni italiani fuggiti dalla Libia dopo il colpo di stato di Gheddafi. Qui troveranno visibilità pure La Spartenza di Salvo Cuccia ispirato all’omonima autobiografia di Tommaso Bordonaro e Seven Women di Yvonne Sciò dove sette donne tra giornaliste, costumiste, attrici e non solo si confessano all’obiettivo della regista.
Ma i veri pezzi grossi li potremo trovare nella sezione “Panorama Internazionale, anch’essa non competitiva ma dal peso specifico non indifferente. Tra i titoli da non perdere assolutamente segnaliamo Wall, Crime + Punishment e The Guardians. Il primo, diretto da Cam Christiansen e realizzato con le tecniche dell’animazione, è interpretato da David Hare, che il The Washington Post ha definito “il più importante drammaturgo politico che scrive in inglese”. Il film, tratto dall’omonimo pièce di David Hare messa in scena per la prima volta al Royal Court Theatre di Londra e poi al Public Theatre di New York, esplora la realtà del muro che separa Israele e Palestina come mai fatto prima. Il secondo, diretto da Stephen Maing, è uno sguardo intimo e travolgente sulle vite e le lotte di un gruppo di poliziotti infiltrati che rischiano tutto, la loro carriera e la loro sicurezza, per denunciare alcune pratiche scorrette di discriminazione razziale da parte di una frangia della polizia locale di New York. Un’indagine senza precedenti, di oltre quattro anni, sul più potente dipartimento di polizia degli Stati Uniti. Mentre il terzo, che porta la firma di Billie Mintz, indaga sulle accuse di corruzione all’interno delle associazioni di assistenza agli anziani nello Stato del Nevada e del coinvolgimento del Sistema giudiziario civile (del diritto di famiglia) nel sequestro legalizzato di persone anziane. Il film mette in luce una lucrosa industria e un’impresa criminale che tratta gli anziani come merci e ci rivela il numero di persone coinvolte in una cospirazione sistemica contro i membri più vulnerabili della nostra società.
Non ci resta che augurarvi tante buone visioni e darvi appuntamento sulle nostre pagine, dove potrete trovare nei prossimi giorni recensioni e approfondimenti realizzati sul campo.

Francesco Del Grosso

Riepilogo recensioni per sezione della quarta edizione di Visioni dal Mondo

Concorso Italiano

Sa Femina Accabadora – La dama della buona morte di Fabrizio Galatea

The Wash di Tomaso Mannoni

Mauro da Budelli di Marco Tagliabue

Panorama Internazionale

Wall di Cam Christiansen

Transformer di Michael Del Monte

The Guardians di Billie Mintz

Crime + Punishment di Stephen Maing

Fuori Concorso

My Home, in Libya di Martina Melilli