Transformer

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6.5 Awesome
  • voto 6.5

Sentirsi bene nella propria pelle

«Ho perso tutto ciò che avevo come uomo per diventare donna», è una delle frasi che ascoltiamo nei primi minuti di Transformer, documentario diretto da Michael Del Monte e presentato in Panorama Internazionale alla IV edizione di Visioni dal Mondo – Immagini dalla realtà. Si comincia da quello che scopriremo essere un momento topico nella vita di Janae, dal quale non si può tornare indietro. Cosa vuol dire sentirsi in una pelle non propria? Probabilmente solo chi ha concretamente provato questa percezione può comprenderla fino in fondo. Il documentarista si avvicina con delicatezza alla storia di Matt, il quale si identifica con un genere diverso rispetto a quello con cui è nato, al contempo, però, vorrebbe mantenere due elementi fondamentali: «essere forte ed essere donna». Come conciliare tutto ciò? Lo scopriamo ripercorrendo le fasi cruciali della sua esistenza, dall’infanzia (in particolare tramite foto e testimonianze) alle scelte successive, come quella di entrare nei marine. Emerge benissimo dal film come optare per una determinata strada – dura come quella delle forze armate – fosse anche una repressione dei sentimenti femminili. Parallelamente al sollevamento pesi, Matt frequenta la scuola di farmacia e continua a porsi delle domande: «non sapevo se in me c’era qualcosa di autentico».
Matt ‘Kroc’ Kroczaleski diventa, gara dopo gara, un campione mondiale di body building, macinando vittorie su vittorie, ma qualcosa continua a non farlo sentire bene in quella pelle (nel frattempo ha superato anche un cancro ai testicoli). Uno youtuber, nel luglio 2015, rivela il suo essere transgender ed è questo che lo porta a voler narrare in prima persona ciò che è accaduto e come si sente.
«Quando ho incontrato Janae la prima volta, ho percepito l’ansia che lei stava provando riguardo alla sua decisione se vivere come uomo o come donna. Il conflitto che stava affrontando era reale e ho voluto catturare quella sensazione, evitando la trappola di renderla sensazionale», ha dichiarato Del Monte. Transformer riesce a trasmettere al pubblico tutte le difficoltà fisiche (si assiste anche alle operazioni) ed emotive di questa “trasformazione”. A nostro parere – proprio per la reazione matura dei tre figli – sarebbe stato opportuno e interessante approfondire ancor più questo aspetto; per quanto riguarda invece l’elemento della vulnerabilità interiore di Janae è fortemente espressa.
Questo percorso umano ci fa cogliere cosa voglia dire provare a «essere fedeli a se stessi» e il prezzo da pagare per potersi guardare allo specchio e vedere un’immagine che finalmente si ama.

Maria Lucia Tangorra