Torino Film Festival 2018: presentazione

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Qualità, quantità ed eterogeneità

133 lungometraggi, 23 mediometraggi e 22 cortometraggi, scelti tra più di 4000 film visionati dal comitato organizzativo, delle quali 36 sono opere prime e seconde, con 34 anteprime mondiali, 23 internazionali e 59 italiane. Quando si presenta la line-up annuale del Torino Film Festival ci piace sempre partire dai numeri, che nel caso della kermesse piemontese diretta da Emanuela Martini hanno sempre il loro peso e sono importanti per dare agli addetti ai lavori e al nutrito pubblico la portata di un cartellone sempre di grande qualità e quantità.
L’edizione numero 36 segue le linee programmatiche delle ultime, di conseguenza non perderemo tempo a elencarvele per l’ennesima volta, ma con qualche cambiamento che riguarda soprattutto gli spazi dedicati all’annuale Guest Director (con Pupi Avati che presenta una raccolta di pellicole battezzata “Unforgettables” che sintetizza il suo insieme tra cinema e musica, con film come Let’s Get Lost di Bruce Weber o Jazz on a Summer’s Day di Bert Stern), al premio alla carriera (a Jean-Pierre Léaud), ai restauri (Trevico –Torino di Ettore Scola e Processo a Caterina Ross di Gabriella Rosaleva) e alle immancabili retrospettive (su Michael Powell, Emeric Pressburger e Jean Eustache), ai quali si va ad aggiungere un sincero e dovuto “Olmi Day” con un no stop dedicato al compianto regista bergamasco il 28 novembre.
Per il resto, la carrellata sul ricchissimo e variegato programma prosegue con le sezioni competitive, a cominciare dal concorso lungometraggi che vedrà la giuria presieduta da Jia Zhangke assegnare i vari riconoscimenti tra i 15 titoli (opere prime, seconde e terze) in gara. Scorrendo la lista si nota una significativa presenza di pellicole europee tra cui l’unica battente bandiera tricolore, ossia Ride, l’esordio dietro la macchina da presa di Valerio Mastandrea. Da segnalare nella rosa anche il passaggio alla regia dell’attore Paul Dano con Wildlife, oltre ai ritorni in quel di Torino di Guillaume Senez e Gábor Reisz, rispettivamente con l’intenso dramma familiare Nos batailles e la commedia dai toni fumettistici sull’impossibilità di essere felici, Bad Poems. E competitive sono anche le sezioni internazionali e italiane curate da Davide Oberto dedicate al cinema del reale “TFFdoc” e quella incentrata sulla produzione breve made in Italy, “Italiana.Corti”.
E non sono da meno le altre vetrine non competitive, che arricchiscono il già nutrito palinsesto torinese e che portano all’ombra della Mole Antonelliana una serie di interessanti e variegate proposte filmiche per tutte le esigenze e per tutti i palati. Per quelli più esigenti e sopraffini votati alla ricerca di nuovi linguaggi e alla sperimentazione c’è “Onde”, la sezione curata da Massimo Causo che avrà tra i suoi protagonisti gli ultimi lavori di Luca Ferri (Dulcinea), Tonino De Bernardi (Ifigenia in Aulide), Teresa Villaverde (O Termometro de Galileu), Gürcan Keltek (Gulyabani) e Jean-Charles Hue (Topo y Wera). Per quelli, invece, amanti delle bizzarrie, degli orrori e del mistery c’è “After Hours”, con la quale sarà possibile fare indigestione di sapori forti e al limite. Qui il pubblico potrà imbattersi nel nuovo durissimo e nerissimo action di Brillante Mendoza, Alpha, the Right To Kill; nella tensione, nel ritmo e nell’entusiasmante risultato visivo di The Unthinkable, il catastrofico-mélo-apocalittico realizzato dal collettivo Crazy Pictures; nell’ansiogena rincorsa con il tempo di El reino dello spagnolo Rodrigo Sorogoyen; oppure nel claustrofobico, malsano e inquietante, L’ultima notte di Francesco Barozzi. E, infine, per chi proprio non riesce a decidersi, last but not least il contenitore “Festa Mobile”, laddove è racchiuso il meglio della stagione pescato nel circuito festivaliero internazionale e presentato in anteprima italiana e non solo: dai film di apertura e chiusura The Front Runner di Jason Reitman e Santiago, Italia di Nanni Moretti al cangiante gangster-movie Ash Is Purest White di Jia Zhangke, dal nuovo lussureggiante mélo di Stanley Kwan dal titolo First Night Nerves al biopic The White Crow di Ralph Fiennes su Rudolf Nureyev, passando per il sentimentale Pretenders di James Franco, la commedia americana Papi Chulo dell’irlandese John Butler e Happy New Year, Colin Burstead, il nuovo corrosivo, mobilissimo affresco umano di Ben Wheatley.
Questo è solo un piccolissimo assaggio dell’invitante menù che la Martini e il suo staff hanno in serbo per noi e per voi nella nove giorni torinese che vi invitiamo a seguire ancora una volta in presa diretta sulle pagine di CineClandestino.

Francesco Del Grosso

Riepilogo recensioni per sezione della 36esima edizione del Torino Film Festival

Torino 36

The Guilty di Gustav Möller

53 Wars di Ewa Bukowska

Wildlife di Paul Dano

Nos batailles di Guillaume Senez

Nervous Translation di Shireen Seeno

Ride di Valerio Mastandrea

Atlas di David Nawrath

Pity di Babis Makridis

Temporada di André Novais Oliveira

All These Small Moments di Melissa B. Miller-Costanzo

Bad Poems di Gábor Reisz

Angelo di Markus Schleinzer

Vultures di Börkur Sigþórsson

Marche ou crève di Margaux Bonhomme

Festa Mobile

Dovlatov di Aleksej German Jr.

Ash Is Purest White di Jia Zhangke

The Front Runner di Jason Reitman

Blaze di Ethan Hawke

L’amour debout di Michaël Dacheux

Ovunque proteggimi di Bonifacio Angius

The White Crow di Ralph Fiennes

First Night Nerves di Stanley Kwan

Juliet, Naked di Jesse Peretz

La Flor di Mariano Llinás

L’uomo che rubò Banksy di Marco Proserpio

Santiago, Italia di Nanni Moretti

Happy New Year, Colin Burstead di Ben Wheatley

Colette di Wash Westmoreland

After Hours

Alpha. The Right to Kill di Brillante Mendoza

Heavy Trip di Juusio Laatio e Jukka Vidgren

Incident in a Ghostland di Pascal Laugier

Piercing di Nicolas Pesce

Mandy di Panos Cosmatos

L’ultima notte di Francesco Barozzi

El reino di Rodrigo Sorogoyen

High Life di Claire Denis

In Fabric di Peter Strickland

The Unthinkable di Crazy Pictures

Onde

Nueva Era di Matti Harju

Blue Amber di Jie Zhou

Torino FilmLab

History of Love di Sonja Prosenc

The Night Eats the World di Dominique Rocher