The Young Offenders

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7.0 Awesome
  • voto 7

In un’Irlanda dove non piove mai…

Una ventata di freschezza. Un vero e proprio inno alla gioia ed alla giovinezza. È così che si potrebbe descrivere in pochissime parole The Young Offenders, ultima fatica del cineasta irlandese Peter Foott, presentato alla decima edizione dell’Irish Film Festa, a Roma, dove si può tranquillamente affermare che lo stesso Foott è ormai di casa. Il regista, di fatto, non nasconde di essersi egli stesso divertito a mettere in scena una storia così fresca e così bizzarra. La storia di una bella amicizia e di un’estate destinata ad essere ricordata a lungo. La storia di un’avventura fuori dal comune. Una storia ispirata a reali fatti di cronaca. Vediamo nello specifico di cosa si tratta.
Conor e Jock sono compagni di scuola ed amici per la pelle. Talmente amici da somigliarsi quasi fisicamente. Entrambi hanno situazioni famigliari non facili e sognano, un giorno, di poter andare via dalla cittadina di provincia in cui sono nati e cresciuti. Le cose sembrano cambiare nel momento in cui arriva la notizia che numerose balle di cocaina sono disperse in mare, in seguito ad un sequestro della polizia finito male. L’opportunità di recuperare una balla e di diventare ricchi spingerà i due ragazzi ad intraprendere un viaggio di centosessanta chilometri a bordo di due biciclette rubate. Ovviamente, ne accadranno di tutti i colori.
Data l’ambientazione – in una cittadina di provincia, all’interno di famiglie con grosse difficoltà economiche e che vivono quasi ai margini della società – verrebbe quasi di pensare ad una tipica commedia loachiana. Eppure The Young Offenders, pur mantenendo di base i temi tanto prediletti dal cineasta britannico, si discosta da quest’ultimo dando vita a qualcosa di leggero, scanzonato, con espedienti comici che talvolta potrebbero quasi essere definiti “demenziali”, ma ad ogni modo genuini. Tipici elementi dei teen movies statunitensi, ma con la delicatezza ed il lirismo di autori come Michel Gondry e Fatih Akin, i quali con i loro ultimi lavori (Microbo & Gasolina e Goodbye Berlin) pure si sono cimentati – chi con risultati migliori, chi con risultati più discutibili – nell’arduo compito del raccontare l’adolescenza.
Al di là di ogni qualsivoglia riferimento, però, The Young Offenders vanta di una propria, sicura e ben marcata identità. È qui, infatti, che le periferie irlandesi vengono messe in scena in modo fedele e con un occhio critico e benevolo allo stesso tempo. È qui che il paesaggio e la natura diventano di diritto coprotagonisti della storia. È qui che viene messa in scena un’amicizia del tutto fuori dal comune. Se a tutto ciò aggiungiamo uno script semplice e lineare, che vede la creazione di personaggi ben caratterizzati, stereotipati ma mai retorici (ne sono un esempio la madre di Conor e l’imbranato poliziotto appassionato di biciclette sulle tracce dei due ragazzi), ecco una commedia di tutto rispetto, modesta ma ben realizzata. Cosa, questa, che fa sempre piacere.
Piccola chicca: in The Young Offenders c’è sempre il sole. Altro che Irlanda cupa e piovosa!

Marina Pavido