The Bride

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7.0 Awesome
  • VOTO 7

Va’ dove ti porta il folklore

Dove guardare se non si ha passato? Il porsi la domanda ha del sorprendente se si appartiene a una nazione che ha contribuito all’evoluzione dell’arte cinematografica come pochi. Ma la Russia è vittima di un clamoroso buco per quanto riguarda la produzione horror, genere nel quale ha pochissimi titoli di rilievo. Forse il solo Vij (1967) può vantare a tutti gli effetti il titolo di classico e anche allargando all’intera ex Unione Sovietica, vengono in mente il bielorusso Dikaya okhota korolya Stakha (La caccia selvaggia di re Stakh, 1980), il lettone Zirneklis (Il Ragno, 1992) e poco altro. Ha probabilmente contribuito la storica allergia reciproca del genere horror e dei regimi, spirito libero per eccellenza il primo, nemici di tutto ciò che non sono pienamente sottomessi i secondi.

Stupisce poco quindi che nella formazione del proprio background, il giovane regista Svyatoslav Podgaevskiy abbia dovuto guardare oltre i confini nazionali, atterrando idealmente nell’ovvia Mecca dell’industria cinematografica, non solo horror: gli Stati Uniti. Come ha ricordato lui stesso, il film a innescare l’amore per il genere fu Miriam si sveglia a mezzanotte e ora il punto di riferimento è quello più naturale, per un cineasta indipendente: la Blumhouse, il nome che più di ogni altro nella storia recente dell’horror ha saputo imporsi come modello non solo sul lato economico, ma anche estetico. Riportare la casa come topos di un intero valore stilistico è stato forse il più grande merito della madre di Insidious e Scappa – Get Out e The Bride ha saputo guardare all’esempio con uno sguardo personale. Non che il film sia un vortice di originalità, né che sia privo di sbavature, anche a livello tecnico (soprattutto in certi effetti speciali che mostrano il fianco del budget); ma interpretare il canone gotico di cui la casa è luogo imperatore per miscelarlo con un sottogenere prettamente britannico come il folk horror, appoggiandosi al ricchissimo folklore della propria madrepatria, è un pregio lampante. Podgaevskiy cita con sapienza e qualità (i cunicoli de la Casa Nera di Wes Craven, l’Usher di Corman, la Casa Maledetta di Whale, con il padre dello sposo che ricorda il muto Karloff), regala momenti di indubbia potenza cinematografica, come quelli delle sepolture e trova nel personaggio di Liza uno spessore umano encomiabile. Poco importa se qualche scivolone verso l’intrattenimento più banale rendono The Bride imperfetto, poiché è anche quello che lo ha reso un successo di botteghino in Russia.

E ancora meno importa se i critici storcono il naso: The Mermaid: Lake of the Dead (con la candidata scream queen dell’est Viktoriya Agalakova ancora protagonista) è appena uscito in madrepatria e la sanguisuga Hollywood ha già in produzione il remake della sposa dagli occhi pitturati. Podgaevskiy ha piantato il seme, sperando che ora l’industria russa porti a fiorire quel filone di genere che al suo cinema manca da troppo tempo.

COMMENTO ALL’EDIZIONE BLU RAY MIDNIGHT FACTORY
Una stranezza è protagonista di questa edizione home video di The Bride, vale a dire l’assenza della traccia audio originale. Una mancanza molto probabilmente dovuta all’assenza di diritti, ma che ha stupito tutti noi viziati dalla qualità della casa del “male fatto bene”. Oltretutto non si può dire di trovarci di fronte a un doppiaggio particolarmente brillante. Anche sul reparto extra, un breve dietro le quinte è tutto ciò che viene offerto. Non si tratta quindi di un’edizione impeccabile, né ai livelli Midnight. Resta comunque il valore della proposta di un titolo che altrimenti sarebbe rimasto per chissà quanto tempo da noi inedito.

Riccardo Nuziale

The Bride (Nevesta)
Russia, 2017
Regia di Svyatoslav Podgayevsky
Con Victoria Agalakova, Vyacheslav Chepurchenko, Aleksandra Rebenok, Igor Khripunov, Victor Solovyev
Aspect Ratio: 2.35:1
BD-50
Durata: 96 minuti
Audio: Italiano – 5.1 DTS HD master audio
Sottotitoli: Italiano (solo per extra)
Extra: Trailer, dietro le quinte, booklet con commento critico di Manlio Gomarasca e Davide Pulici, fondatori di Nocturno