Separati ma non troppo

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6.0 Awesome
  • voto 6

Ci siamo ma non troppo

Quando una coppia si separa, si sa, non è mai facile. Soprattutto quando ci sono di mezzo i figli. E da ogni situazione, tra l’altro, possono nascere le conseguenze più disparate. Ne sa qualcosa la Francia, la quale – da sempre, cinematograficamente parlando, attenta ai problemi coniugali – risulta particolarmente propensa a raccontare per immagini storie di coppie più o meno in crisi e, soprattutto, a indagare sul perché sia così difficile mantenere in piedi una relazione oggi. Il tutto, ovviamente, quasi sempre sotto forma di commedia. Se pensiamo, infatti, anche solo alle produzioni dell’ultima stagione cinematografica, non possiamo non ricordare pellicole come Tutti gli uomini di Victoria (diretta da Justine Triet) o Famiglia allargata, per la regia di Emmanuel Gillibert. Ecco, se pensiamo in particolare a quest’ultimo lavoro, di certo ci verrà in mente la figura elegante e raffinata della protagonista, interpretata dalla giovane Louise Bourgoin. L’ attrice e modella francese pare stia vivendo un momento particolarmente interessante per quando riguarda la sua carriera. Dopo il sopracitato lungometraggio, infatti, abbiamo visto la giovane interprete in un’altra commedia in cui, appunto, ci si concentra sui sempre complicati rapporti di coppia. Stiamo parlando di Separati ma non troppo, diretta dall’attore e regista Dominique Farrugia, il quale, in questa occasione, ha voluto raccontarci le bizzarre vicende di Yvan e Delphine, coppia sposata da anni a cui mancano gli stimoli per andare avanti, al punto da spingere Yvan a tradire la propria moglie. La separazione e il conseguente divorzio, dunque, sembrano le uniche soluzioni. A scapito anche dei due figli. Tutto sembra ormai deciso, se non fosse per il fatto che Yvan, trovandosi senza lavoro, non ha un posto dove andare e, pertanto, deve essere ospitato proprio dalla moglie, forte del fatto di possedere il 20% della casa che a loro tempo avevano acquistato. Da qui, ovviamente, prenderanno il via situazioni al limite del paradossale, atte a strappare più di un sorriso anche allo spettatore più esigente.
E, di fatto, alcune gag risultano anche piuttosto riuscite, come, ad esempio, il momento in cui vediamo un geloso Yvan interrompere un incontro amoroso tra Delphine e una sua malcapitata fiamma. Si tratta, tuttavia, di trovate spesso piuttosto scontate, con non pochi set up – pay off mal sfruttati (vedi la foto imbarazzante con protagonisti Yvan e la ex suocera) e soluzioni spesso improvvisate o troppo affrettate (nessuna conseguenza sembra avere, a tal proposito, la decisione dei due figli di andare a vivere dalla nonna). L’unica finalità, appunto, sembra quella di voler creare un sostanzioso numero di situazioni assurde finalizzate al puro intrattenimento, a scapito della linearità e della credibilità della storia stessa, la quale, di conseguenza, finisce inevitabilmente per risultare debole e banale, facendo sì che un prodotto come il presente Separati ma non troppo si confonda fino quasi a sparire all’interno della miriade di commedie realizzate ogni anno in Francia, le quali, spesso e volentieri, mancano proprio di personalità.
Fatta eccezione, dunque, per il particolare carisma di entrambi i protagonisti (la sopracitata Louise Bourgoin e l’ottimo Gilles Lelouch) uno dei pochi punti di forza per questa commedia di Dominique Farrugia sembrerebbe proprio il finale aperto e intelligentemente enigmatico, con una risata di Delphine che potrebbe significare qualunque cosa. Tale soluzione non salva completamente l’intero lavoro, ma almeno lo rende complessivamente meno scontato di quanto possa sembrare. Cosa, questa, certamente non da poco.

Marina Pavido