Secondo me

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6.0 Awesome
  • voto 6

Una vita comune”

Presentato in concorso nella sezione Visti da vicino alla 35esima edizione del Bergamo Film Meeting, Secondo me di Pavel Cuzuioc vorrebbe offrire uno sguardo partendo da una professione specifica – o almeno questo è quello che, leggendo, la scheda si intuisce.
Si parte presentando i tre protagonisti, tramite un rito (in particolare la vestizione) che compiono per recarsi sul posto di lavoro, da alcuni dettagli (come le scarpe consumate) si comincia a cogliere che non tutto è oro ciò che luccica. A tratti le scelte che ci mostra l’obiettivo della macchina da presa fanno sorridere di noi – basti pensare alla donna che si cambia le scarpe davanti al bancone del guardarobiere. Ecco svelata la professione di Ronald Zwanziger, Flavio Fornasa e Nadezhda Sokhatskaya, rispettivamente guardarobieri alla Wiener Staatsoper di Vienna, al Teatro alla Scala di Milano e al Teatro Nazionale dell’Opera e del Balletto di Odessa in Ucraina.
Con queste premesse ci si aspetterebbe sì uno sguardo inedito, ma sulla macchina teatrale, invece Cuzuioc sceglie di entrare silenziosamente nelle vite di questi uomini e di questa donna per raccontare loro, catturandoli anche nei momenti in cui si esprimono su quel determinato argomento (di qui il titolo). Ad esempio ci si ritrova con Fornasa in piazza Fontana, l’uomo illustra – qui più in qualità di cittadino – le due lapidi dedicate a Giuseppe Pinelli; simpatica la situazione in cui arriva un passante che, a sua volta, si esprime ed esemplifica, dallo spirito del film, la frase: «io leggo e poi mi faccio la mia idea».
Secondo me è un documentario che «indaga il pensiero, le emozioni, le aspettative della gente comune, e il loro rapporto con il passare del tempo». È come se idealmente calasse la maschera in cui i tre sono costretti per il ruolo da guardarobiere e indossassero, fuori da quelle mura e dai lampadari, i propri abiti. Questo è senza dubbio un pregio, ma, allo stesso tempo, ci sono dei punti in cui l’opinione diventa gratuita o comunque fine a se stessa e magari lo spettatore di turno, invece, avrebbe voluto scoprire qualche aneddoto o quantomeno entrare ancora più a fondo nella vita sempre con rispetto parlando.

Maria Lucia Tangorra