Save Me

0
7.5 Awesome
  • voto 7.5

Prove apparentemente schiaccianti

Inizialmente avrebbe dovuto essere un film per il grande schermo, ma come spesso accade da qualche anno a questa parte, in particolare ora che le produzioni e l’offerta si sono intensificate con il proliferare delle piattaforme on demand e dei canali tematici per assecondare le numerose richieste del mercato, il plot al centro di Save Me si è tramutato nella materia narrativa e drammaturgica di un prodotto seriale per la televisione.
Nel caso della miniserie britannica diretta da Nick Murphy, trasmessa in madre patria su Sky Atlantic lo scorso 28 febbraio 2018 (disponibile dallo stesso giorno anche su Sky Box Sets e Now TV) e in Italia in onda a partire dal 28 settembre (sempre su Sky Atlantic), il racconto e i suoi sviluppi hanno richiesto un’estensione della timeline. Ciò ha portato alla nascita di 6 puntate (il pilot è stato mostrato in anteprima nazionale nel cartellone della prima edizione di Series Day) per una durata complessiva di 270’, nei quali vengono narrate le disavventure legali di Nelson “Nelly” Rowe, uno squattrinato con la passione del bere che conduce una vita ordinaria e molto superficiale e la cui esistenza viene sconvolta quando Jody, la figlia da lui non riconosciuta tredici anni prima, scompare misteriosamente nel nulla. Per la polizia e per l’ex moglie e il suo nuovo compagno è lui l’unico sospettato del rapimento, con tutte le prove e gli indizi sulla carta schiaccianti che sembrano inchiodarlo. Inizia così una ricerca instancabile e parallela a quella delle forze dell’ordine per trovare la figlia scomparsa e dimostrare la sua innocenza, ma il percorso non sarà per nulla semplice e per giungere alla verità dovrà fare di tutto: salvare vittime, trovare altre persone scomparse, riunire i propri cari e rischiare la sua stessa vita. Nonostante si ritrovi più volte faccia a terra, Nelly si rimette sempre in piedi, trasformandosi suo malgrado in una specie di investigatore privato.
Nei panni del protagonista troviamo Lennie James, già presente nel cast di numerose pellicole (tra cui Lost in Space, Snatch e Blade Runner 2049), e diventato popolare grazie al personaggio di Morgan Jones nella celebre serie The Walking Dead, al quale va riconosciuto il merito di aver interpretato, creato e sceneggiato un prodotto davvero avvincente da fruire tutto d’un fiato sin dalla primo episodio dal titolo “Il lato oscuro”. La pilota, infatti, getta le basi di una corsa contro il tempo adrenalinica, appassionante e coinvolgente, che avrà sviluppi e intrecci fatali davvero imprevedibili. Merito di una scrittura ben calibrata e di una regia capace in fase di trasposizione e messa in quadro di valorizzarne le atmosfere malsane e di pericolo costante, dove la linea mistery regge il peso della serialità senza particolari intoppi grazie alle accelerate ritmiche iniettate nella timeline. E qui entra in gioco il contributo notevole alla causa dato dalle performance attoriali di James in primis e di alcune spalle di peso come Stephen Graham nei panni di Melon, amico di vecchia data del sospettato. Quest’ultimo è uno dei tanti tasselli di un puzzle fatto di segreti e bugie dove tutti, ma proprio tutti, hanno i propri scheletri nell’armadio da preservare.
La regia “sporca” ed efficace del cineasta inglese, che avevamo già apprezzato in film come 1921 – Il mistero di Rookford e Blood, fa il resto trascinando lo spettatore di turno al seguito di Nelly nel pieno di un’odissea metropolitana che pare non avere una via d’uscita. Nel suo mescolare dramma, crime, noir e poliziesco, Save Me crea un ponte ideale tra la serie Innocent di Richard Clark e il classico schema collaudato di hitchcokiana memoria, ossia dell’uomo sbagliato nel posto sbagliato gettato senza rete di protezione in una situazione più grande di lui.

Francesco Del Grosso