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		<title>CineClandestino.it</title>
		<link>http://www.cineclandestino.it/</link>
		<description>Rivista di cinema e informazione cinematografica</description>
		<language>it</language>
		<pubDate>03/02/2012 5.53.06</pubDate>
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			<title>Nella ragnatela della mente</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=70&amp;art=6832</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/1/Piccolo%20schermo/Spider/Spider-cvr80.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Chi meglio di David Cronenberg avrebbe potuto realizzare un'opera in grado di dare - peraltro in maniera impeccabile - forma visiva alla realt&#224; distorta di un individuo con problemi mentali? Il film in questione &#232; ovviamente Spider (2002), che il maestro canadese gir&#242; sotto il preciso input dell'attore Ralph Fiennes, innamoratosi del romanzo di Patrick McGrath. Un connubio perfetto che dimostra ancora una volta la meravigliosa grandezza di un autore come Cronenberg, capace di passare dalle orrorifiche mutazioni del corpo dei suoi incomparabili horror a quelle pi&#249; sottili della psiche, insinuando nello spettatore un senso di angoscia non comune. Con anche alcune sequenze di straordinaria e dolorosa poesia, che punteggiano l'esistenza di un uomo - il Dennis Cleg interpretato da Fiennes - con troppe sofferenze nel passato per essere considerato &quot;normale&quot;. Sempre ammesso che il resto della societ&#224; lo sia... 
&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;tv in chiaro&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;03/02/2012&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;CineClandestino&lt;/strong&gt;</description>
			<category>tv in chiaro</category>
			<pubDate>03/02/2012</pubDate>
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			<title>Una storia per ragazzi</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=71&amp;art=1861</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2008/12/12/Piccolo%20Schermo/Oliver%20Twist/Oliver-Twist-cover80.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Cosa c'entra una autore come Roman Polanski, che ha (quasi) sempre affrontato, nel suo cinema, tematiche strettamente adulte quando non decisamente scabrose, con il classico capolavoro dickensiano? C'entra eccome, perch&#232; anche il celeberrimo romanzo presenta i suoi bravi aspetti &quot;dark&quot;, che Polanski, pure realizzando - per sua stessa ammissione - una pellicola per i suoi figli, non si premura certo di nascondere sotto una patina di buonismo. Ecco quindi che pure Oliver Twist rientra a pieno titolo (anzi, potrebbe esserne in qualche modo vero e proprio paradigma...) in quella filmografia che ha da sempre indagato sull'oscurit&#224; insita nell'essere umano, solo al mondo e che solo sulle sue forze pu&#242; contare per sopravvivere. La confezione del film &#232; poi davvero extra-lusso, ma ovviamente non &#232; la cosa pi&#249; importante...&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;digitale&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;03/02/2012&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;CineClandestino&lt;/strong&gt;</description>
			<category>digitale</category>
			<pubDate>03/02/2012</pubDate>
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			<title>Oltre un decennio fa</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=70&amp;art=783</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2008/8/Piccolo%20schermo/Il%20sesto%20senso/Il-sesto-senso-cover.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Correva l'anno 1999 quando un giovane regista americano di origine indiano si affacci&#242; prepontentemente alla ribalta hollywoodiana con un horror che non era un horror o, se preferite, un thriller che non era un thriller. O forse, pi&#249; semplicemente, un noir che non era un noir. Si trattava de Il sesto senso, e M. Night Shyamalan fu bravissimo a ribaltare la prospettiva, la nostra percezione del reale: noi viviamo in un incubo popolato da morti. Non raccontiamo oltre per non sciupare la sopresa a quei pochi che ancora non l'hanno visto; di certo c'&#232; che Shyamalan da allora ne ha fatta di strada, conoscendo le gioie dell'incensazione ma anche i dolori di vedere fraintese alcune sue ultime opere, tipo ad esempio il penultimo Lady in the Water.&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;tv in chiaro&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;02/02/2012&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;CineClandestino&lt;/strong&gt;</description>
			<category>tv in chiaro</category>
			<pubDate>02/02/2012</pubDate>
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			<title>Come ti rifaccio un capolavoro</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=70&amp;art=1538</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2008/11/11/Piccolo%20schermo/Psycho%20V_S_/Psycho-V_S_-cover.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Non proprio la solita febbre da remake. Correva l'anno 1998 (o magari un po' prima..) quando Gus Van Sant mise mano ad uno dei pi&#249; importanti capolavori della Storia del Cinema, firmato da Sir Alfred Hitchcock. Probabilmente si chiese, da grande autore qual'&#232;, se fosse mai esistito un modo per non deturparlo. Trov&#242; la risposta: filologia. Rifarlo cio&#232; praticamente eguale, inquadratura per inquadratura, solo aggiornandolo con il colore e mostrando qualche sequenza ad argomento &quot;sessuale&quot; che la censura dell'epoca non avrebbe mai fatto passare. Nacque cos&#236; Psycho secondo Gus Van Sant, primo -e finora unico- esempio di rifacimento in fotocopia di un grande classico del passato. Quel che si dice un gran servigio alle nuove generazioni... 
Anche se, bisogna proprio dirlo senza che Vince Vaughn se la prenda, il Norman Bates di Anthony Perkins era, per dirla alla Nanni Moretti, &quot;un po' tutta un'altra cosa&quot;...&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;tv in chiaro&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;01/02/2012&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;CineClandestino&lt;/strong&gt;</description>
			<category>tv in chiaro</category>
			<pubDate>01/02/2012</pubDate>
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			<title>Prime Visioni</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=72&amp;art=8933</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2012/2012/1/Piccolo%20schermo/Satellite/P_-Vis_-feb-12-cover.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Ottimo cinema d'autore, per il mese di Febbraio sui canali di cinema targati Sky. Onori della copertina ad un &quot;piccolo&quot; film dall'aura indipendente firmato un po' a sorpresa dal solitamente magniloquente Sam Mendes: American Life (CULT luned&#236; 6 h 21,00 e gioved&#236; 23 h 23,10) racconta la tenera, divertita ma anche drammatica storia di una giovane coppia in cerca di una propria strada nel sottovuoto spinto dell'America contemporanea. Un affresco sullo stato delle cose con momenti - tipo il bellissimo epilogo - di purissima poesia. Da non perdere. A proposito di stile, impossibile non citare anche il survoltato, eccessivo ma magistrale nella regia Il cigno nero (Sky Cinema 1 luned&#236; 20 h 21,15), thriller fisico (l'ambientazione &#232; nel mondo del balletto) ma soprattutto psicologico firmato da un Darren Aronofsky notoriamente a proprio agio con atmosfere torbide. E anche se la tematica del doppio &#232; trattato in sceneggiatura attraverso schemi non del tutto imprevedibili, l'opera &#232; di quelle capaci di lasciare il segno, anche per merito della straordinaria interpretazione di Natalie Portman. Esattamente come il godibilissimo Tamara Drew - Tradimenti all'inglese (Sky Cinema 1 gioved&#236; 16 h 21,10), commedia al cianuro very british diretta dal vecchio marpione Stephen Frears, il quale utilizza al meglio sia l'arguta graphic novel di riferimento che la bella e brava Gemma Arterton nei panni dell'eroina del titolo. Gran divertimento speziato di sopraffina intelligenza. Per chiudere il quartetto delle pellicole da segnarsi in agenda ecco l'encomiabile black comedy belga vincitrice - molto meritatamente - del Festival Internazionale del Film di Roma 2010: Olias Barco firma, con Kill Me Please (CULT luned&#236; 27 h 21,00) un'opera affilata contro tutto e tutti, che non far&#224; certo piacere alla Francia di Sarkozy. Nell'occasione osservata e vivisezionata nei suoi aspetti pi&#249; deteriori. Si parte dal delicato tema dell'eutanasia, si arriva fino a... Chi vedr&#224; sapr&#224;.&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;satellite&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;01/02/2012&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;CineClandestino&lt;/strong&gt;</description>
			<category>satellite</category>
			<pubDate>01/02/2012</pubDate>
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			<title>Il Cinema che fu</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=72&amp;art=8932</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2012/2012/1/Piccolo%20schermo/Satellite/Cin_-fu-feb-12-cover.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Il mese di Febbraio &#232; sinonimo di Oscar, almeno salvo bizzarrie del calendario hollywoodiano. Ecco dunque che il canale MGM prontamente si adegua con un ciclo dedicato alle pellicole che pi&#249; hanno fatto man bassa delle prestigiose statuette. Ogni domenica del mese in prima serata si potranno dunque ammirare film e stars nello splendore di un tempo passato. Si parte il 5 del mese con Yentl (1983), pellicola drammatica di buona qualit&#224; diretta ed interpretata dalla premiatissima Barbra Streisand, in cui una donna sfida la rigidit&#224; della tradizione ebraica in materia di parit&#224; dei sessi. Capolavoro assoluto &#232; invece Passaggio in India (1984) di David Lean - trasmesso domenica 12 alle 21,00 - in cui una donna inglese accusa ingiustamente un indiano di averle usato violenza sessuale. Splendida metafora della inconciliabilit&#224; di fondo di due culture troppo distanti per essere unite in modo coatto, la pellicola rappresenta un'ottima occasione per (ri)scoprire uno dei maggiori registi che abbiano mai lavorato nell'ambito della Settima Arte. Altro giro ed altro regalo, domenica 19, con il celeberrimo musical evergreen Sette spose per sette fratelli (1956) di Stanley Donen. Alzi la mano chi non lo ha visto almeno una volta; ma rivedere la storia dei sette fratelli Pontipee in cerca di moglie regala sempre una sensazione di incontrollabile piacere... Chiusura, domenica 26 sempre alle 21,00,  con Gente comune (1980), drammone familiare forse un pochino sopravvalutato che all'epoca segn&#242; l'esordio alla regia di Robert Redford. Risultato? Una pioggia di statuette dorate forse un filino eccessive per un'opera comunque nobilitata da un grande cast, in cui svettarono uno straordinario Donald Sutherland ed un giovanissimo Timothy Hutton. Altri tempi, decisamente....&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;satellite&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;31/01/2012&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;CineClandestino&lt;/strong&gt;</description>
			<category>satellite</category>
			<pubDate>31/01/2012</pubDate>
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			<title>La sporca politica</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=71&amp;art=7381</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/4/Piccolo%20Schermo/L&#39;uomo%20nell&#39;ombra/Luomo-nellombra-cvr80.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Roman Polanski e gli sporchi giochi della politica. Ne L'uomo nell'ombra (2010) l'autore di origine polacca scava implacabilmente nella doppiezza insita nei giochi di potere, dove davvero sembra impossibile mantenere un qualsiasi tipo di integrit&#224; morale. Ci prova il protagonista del film, un ghost writer chiamato dal primo ministro britannico Adam Lang - ma leggete pure tranquillamente Tony Blair, visto che l'estensore del testo ispiratore &#232; stato a lungo assistente proprio dell'ex Primo Ministro di Sua Maest&#224; - a redigere la di lui biografia. E gli intrighi che si trover&#224; di fronte non prometteranno nulla di buono.... Giocando da par suo alla Hitchcock, con l'uomo ordinario catapultato in una situazione straordinaria, Polanski rivela ancora una volta la sua profonda sfiducia nel genere umano, permeando di lucido pessimismo un film che non pu&#242; essere letto in altro modo come un accusa verso le manipolazioni del potere a cui non &#232; immune nemmeno la carta stampata. I cui fogli - nel riuscito finale - volano via insieme a qualsiasi speranza di verit&#224;... 
&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;digitale&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;31/01/2012&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;CineClandestino&lt;/strong&gt;</description>
			<category>digitale</category>
			<pubDate>31/01/2012</pubDate>
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			<title>Un arciere da leggenda</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=70&amp;art=8918</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2012/2012/1/Piccolo%20schermo/Robin-Hood-cvr80.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Si ricompone la premiata accoppiata Ridley Scott (regista)-Russell Crowe (protagonista), gi&#224; foriera di Oscar per Il gladiatore. Stavolta tocca al mitico arciere di Sherwood finire nelle grinfie del furbo cineasta britannico, uno che sa (quasi) sempre ottenere il risultato desiderato. Che, in Robin Hood (2010) &#232; quello di confezionare un film poco attento all'aspetto &quot;politico&quot; dell'eroe e molto concentrato sulla parte formale, con una sovrumana cura nelle sequenza d'azione - che sono tante - e nella fotografia patinata in generale. Ed anche su Russel Crowe comincia a setire il peso - e la ciccia - degli anni, c'&#232; sempre la divina Cate Blanchett a tenere in piedi senza problemi la baracca di un film che mantiene esattamente ci&#242; che promette: un divertimento da pop corn in versione extra-lusso.&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;tv in chiaro&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;31/01/2012&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;CineClandestino&lt;/strong&gt;</description>
			<category>tv in chiaro</category>
			<pubDate>31/01/2012</pubDate>
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			<title>Il Cinema invisibile</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=72&amp;art=8931</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2012/2012/1/Piccolo%20schermo/Satellite/Cin_-inv_-feb-12-cover.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Non ricchissimo, per il mese pi&#249; corto dell'anno, il panorama dei film inediti (o quasi) capaci di catturare un qualche interesse da parte dello spettatore televisivo della pay tv satellitare.
In ordine cronologico, partiamo con una doppietta di pellicole, previste per la prima e la seconda serata di domenica 5 Sky Cinema Passion. Alle 21,00 &#232; il turno della commedia Vite parallele, dove il Giorno del Ringraziamento diventa l'occasione di tracciare un bilancio per la tipica famiglia americana. Dirige lo sconosciuto Neill Fearnley, mentre tra gli interpreti spicca il nome di Daphne Zuniga, un tempo remoto protagonista di alcuni simpatici teen movie anni ottanta tipo Sacco a pelo a tre piazze di Rob Reiner (1985).  Subito dopo - alle 22,35 - tocca sorprendentemente ad un film italiano, La marea silenziosa di Tommaso Cavallini, una commedia venata di sentimentalismo che vede il ritorno in Italia di un giovane emigrato negli Stati Uniti per prendersi cura del nonno malato. Cast di perfetti sconosciuti per un piccolo film che potrebbe riservare qualche lieta novella, almeno cos&#236; ci auguriamo.
Promette invece assai poco la fanta-commedia sentimentale Meant to Be - Un angelo al mio fianco (Sky Cinema Passion venerd&#236; 10 h 21,00), produzione belga firmata dal carneade Paul Breuls in cui un angelo custode si innamora perdutamente della ragazza sulla quale dovrebbe vegliare dando cos&#236; il via ad una lunga serie di equivoci. Da vedere solo per la presenza della bella Kelly Reilly, ora purtroppo nella vita reale accoppiata a Guy Ritchie. I maschietti se ne faranno una ragione... Sempre su Sky Cinema Passion, ma domenica 12 h 21,00, anche il dramma con interpreti afroamericani Tiffany Rubin - Storia di una madre, dove si racconta la disperata lotta di una mamma per riavere la custodia di suo figlio di sette anni, sottrattogli dall'ex marito. Dirige un cast di attori poco noti tale Gary Harvey. Cosa aspettarsi?&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;satellite&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;30/01/2012&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;CineClandestino&lt;/strong&gt;</description>
			<category>satellite</category>
			<pubDate>30/01/2012</pubDate>
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			<title>Il velo squarciato</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=70&amp;art=2665</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/9/Piccolo%20schermo/False-verit%C3%A0-cvr80.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Cosa si annida dietro le deviazioni e le ipocrisie dello show-business televisivo? La risposta a False verit&#224; (2005) film di Atom Egoyan interpretato dai bravissimi Kevin Bacon e Colin Firth, nel ruolo di due popolari anchor-men televisivi coinvolti nell'omicidio di una ragazza, su cui indaga - a distanza di quindici anni dai fatti - una giornalista. Bella riflessione su star-system, potere e sfrenato edonismo, condatta da Egoyan secondo le regole del suo cinema, cio&#232; attraverso un percorso d'indagine cerebrale che penetra la psicologia dei personaggi. Ma che riesce sempre ad essere avvincente...&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;tv in chiaro&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;30/01/2012&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;CineClandestino&lt;/strong&gt;</description>
			<category>tv in chiaro</category>
			<pubDate>30/01/2012</pubDate>
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			<title>Gli sguardi del Cinema</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=72&amp;art=8929</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2012/2012/1/Piccolo%20schermo/Satellite/Sgu_-Cin_-Feb-12-cover.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;L'autentico pezzo da novanta del panorama documentaristico per i canali di riferimento del palinsesto Sky s'intitola Inside Job (2010) ed &#232; trasmesso da Sky Cinema Hits sabato 25 alle 23,20. Il film - una produzione statunitense dirette da Charles Ferguson - rappresenta un'esaustiva analisi alla radice della crisi economica che attanaglia l'intero globo ormai da diversi anni, cercando di scoprire cause e proporre possibili (o impossibili?) rimedi. Un durissimo atto d'accusa da vedere per cercare di capire come sia potuta accadere una catastrofe finanziaria come quella che stiamo vivendo.
Passando ad argomenti pi&#249; &quot;tradizionali&quot; ma senz'altro non meno pericolosi, parte il 2 del mese alle 22,00 - e per tutti i gioved&#236; dello stesso al medesimo orario - la serie Gli eroi del ghiaccio - Le Ande, dove un terzetto di fegatosi avventurieri di nome Lisa, Hugh e Rick cercheranno di attraversare la famosa cordigliera semplicemente a bordo del loro camion, tra temperature glaciali ed ambiente tutt'altro che ospitale. Quasi una sorta di reality senza costruzioni narrative preconfezionate. Altra serie che promette un certo interesse &#232; quella in onda ogni venerd&#236; del mese su Nat Geo Adventure alle 21,00: s'intitola I viaggi pi&#249; sportivi del mondo ed &#232; consigliabile a tutti gli appassionati di sport e, magari, con qualche soldino in tasca, visto che il programma fornisce consigli sulle principali manifestazioni programmate in ogni angolo del globo. E ovviamente non si tratta di eventi universalmente conosciuti tipo i mondiali di calcio o il torneo di tennis di Wimbledon...&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;satellite&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;29/01/2012&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;CineClandestino&lt;/strong&gt;</description>
			<category>satellite</category>
			<pubDate>29/01/2012</pubDate>
		</item>
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			<title>Guai a sbagliare strada...</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=71&amp;art=3502</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2009/2009/6/Piccolo%20Schermo/Wrong%20Turn/Wrong-Turn-cover80.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;La primavera riporta l'horror sui palinsesti televisivi. Ed i tanti appassionati del genere farebbero bene a non perdere Wrong Turn (2003), una delle pellicole pi&#249; riuscite del genere trionfalmente inaugurato negli anni settanta dal leggendario Non aprite quella porta di Tobe Hooper. Riguardo alla trama, dunque, nulla di particolarmente innovativo: il solito gruppo di ragazzi che, sbagliando strada, finisce nelle fauci di un gruppo di pericolosissimi cannibali-deformi che imperversano in una zona boschiva. Quello che per&#242; rende decisamente appetibile per i fans (e non solo) un film come Wrong Turn &#232; la messa in scena estremamente spettacolare - c'&#232; un inseguimento tra le cime degli alberi che toglie il respiro come poche volte &#232; capitato in un film di genere... - ed in pi&#249; il regista Rob Schmidt ci mette un tocco &quot;fiabesco-perverso&quot; alla Hansel &amp; Gretel che nel caso specifico calza davvero a pennello.&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;digitale&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;29/01/2012&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;CineClandestino&lt;/strong&gt;</description>
			<category>digitale</category>
			<pubDate>29/01/2012</pubDate>
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			<title>Il buono dei settanta</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=70&amp;art=6440</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2010/2010/10/Piccolo%20schermo/L&#39;ultima%20corv%C3%A9/Lultima-corv%C3%A8e-cvr80.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Tutto il bello, cinematograficamente parlando, degli anni settanta: rabbia, critica sociale ma anche la precisa consapevolezza che solo attraverso i rapporti umani si poteva (pu&#242;) combinare qualcosa di positivo nella vita. L'ultima corv&#233; (1973) dell'ottimo Hal Ashby &#232; assolutamente esemplificativo in questo senso; perch&#232; la storia dei due ufficiali di marina che scortano attraverso mezza America un soldato condannato ad una lunga pena per un piccolo furto &#232; assieme prezioso racconto di formazione umanista e allo stesso tempo durissima critica contro l'ottusit&#224; del potere, quello nefasto per il quale ogni persona &#232; semplicemente un numero da catalogare. Grande Jack Nicholson, la cui recitazione insolitamente sotto le righe &#232; perfettamente assecondata da una regia capace di insinuare la macchina da presa tra gli stati d'animo dei tre personaggi principali nonch&#232; di allargarla, in modo simbolico, ad un paese intero. 
&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;tv in chiaro&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;28/01/2012&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;CineClandestino&lt;/strong&gt;</description>
			<category>tv in chiaro</category>
			<pubDate>28/01/2012</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Il fiume della Memoria</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=71&amp;art=862</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2010/2010/3/Piccolo%20schermo/Mystic%20River/Mystic-River-cvr80.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;L'ultimo dei classici (anche se l'affermazione andrebbe rivista, soprattutto dopo Gran Torino), all'apice della sua classe. Con questo piccolo gioco di parole si potrebbe definire la regia del mitico Clint Eastwood in Mystic River. Tre amici, un'infanzia violata, un presente adulto fatto di dolore e rimpianti. E quel fiume immoto da centinaia e centinaia d'anni, dove vengono sepolti dolori ed orrori. Cast ai massimi livelli (Sean Penn su tutti, ma anche Tim Robbins e Kevin Bacon giganteggiano da par loro...) per un' opera che &quot;usa&quot; una trama quasi da giallo esistenzialista per raccontare come il tempo che inesorabile scorre corrompa (pure) gli animi delle persone. E nel fiume del titolo finiscono anche i residui tormenti etici di chi &#232; ancora capace di provarli.  La speranza &#232; che il Padreterno sia cinefilo e ci preservi Clint ancora a lungo.&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;digitale&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;27/01/2012&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;CineClandestino&lt;/strong&gt;</description>
			<category>digitale</category>
			<pubDate>27/01/2012</pubDate>
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			<title>Clint against The President</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=70&amp;art=3388</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2009/2009/6/Piccolo%20Schermo/Potere%20assoluto/Potere-assoluto-cover80.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Un'atipica situazione thriller: un celebre, ricercatissimo ed attempato ladro assiste casualmente all'omicidio di una donna. Il problema &#232; che l'assassino &#232; nientemeno che il Presidente degli Stati Uniti in carica e per il nostro eroe - ovvio che si parteggi per il ladro, visto che &#232; interpretato dal grande Clint, ma non solo per questo... - sar&#224; assai dura venirne fuori. 
Potere assoluto, che Clint Eastwood diresse nel 1996, &#232; un film dalla grande forza morale, che lascia trasparire tutta la visione etica del suo autore. I valori generali sono capovolti: un criminale sui generis diviene l'unico capace di smascherare un potere politico corrotto e degradato. Ma nemmeno per lui il mondo &#232; &quot;rose e fiori&quot;, con un rapporto con la figlia praticamente inesistente (una costante questa del cinema &quot;del sentimento&quot; di Eastwood, vedere anche Million Dollar Baby o l'ultimo Gran Torino). Si percepisce che l'Eastwood autore &#232; interessato a tutt'altro che al semplice meccanismo narrativo tinto di giallo, che infatti vacilla in qualche punto; il cuore di Potere assoluto risiede nella inestimabile limpidezza dello sguardo morale di un uomo che ha fatto della coerenza nel mettere sempre e comunque tutto in discussione la propria bandiera... 
&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;tv in chiaro&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;26/01/2012&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;CineClandestino&lt;/strong&gt;</description>
			<category>tv in chiaro</category>
			<pubDate>26/01/2012</pubDate>
		</item>
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			<title>Il mitico Drugo</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=70&amp;art=6347</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2010/2010/10/Piccolo%20schermo/Il%20grande%20Lebowski/Il-grande-Lebowski-cvr80.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;C'&#232; un film che &#232; un po' come una droga. Cio&#232; da una non quantificabile dose di piacere ad ogni visione. Senza per&#242; fare male, anzi. Il grande Lebowski (1998) &#232; il film di culto per eccellenza dei mitici fratelli Coen. Lo &#232; per come ti scaraventa in un mondo - quello del protagonista Jeffrey &quot;Drugo&quot; (Dude, in originale) Lebowski - che &#232; una sorta di &quot;via di fuga&quot; per chi ancora crede in un altra vita possibile. E Drugo resiste. Tiene duro di fronte ad un intrigo giallo la cui illogicit&#224; farebbe impalldire quella de Il grande sonno (e Il grande Lebowski potrebbe essere considerato una rilettura aggiornata del capolavoro di Howard Hawks) e fronteggia le brutture del mondo a furia di spinelli e infinite partite di bowling. E poi c'&#232; John Turturro/Jesus, grande giocatore e forse pedofilo. Ma soprattutto c'&#232; una grande, ineccepibile, morale in sottofondo: prendere le cose cos&#236; come vengono. Grande Drugo, straordinari Coen ed eccezionale il film.&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;tv in chiaro&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;25/01/2012&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;CineClandestino&lt;/strong&gt;</description>
			<category>tv in chiaro</category>
			<pubDate>25/01/2012</pubDate>
		</item>
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			<title>Le tentazioni borghesi</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=71&amp;art=2221</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2009/2009/2/Piccolo%20Schermo/Il%20laureato/Il-laureato-cover80.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Ci sono film che rappresentano, per quello che descrivono e raccontano, un vero e proprio manifesto di un' epoca. Il laureato, diretto da Mike Nichols nell'ormai &quot;lontano&quot; 1967, &#232; esattamente uno di questi. Tutti i malesseri della societ&#224; del tempo, le lotte di classe e sessuali, le tentazioni dell'alta borghesia di far il vuoto attorno a s&#232; per prendere le redini della situazione; la storia d'amore &quot;vero&quot; rapportata a quella esclusivamente &quot;fisica&quot;. Eccezionale il cast, con un giovane ma gi&#224; eccellente Dustin Hoffman sedotto da una straordinaria Anne Bancroft nelle vesti, diciamo cos&#236;, della mitica Mrs. Robinson. A chi accusa il film, anche con qualche ragione, di mostrare oggi qualche ruga da invecchiamento rispondiamo che si pu&#242; sempre ascoltare la colonna sonora della stesso, quella s&#236; autenticamente immortale, composta dalle indimenticabili canzoni del duo Simon &amp; Garfunkel.&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;digitale&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;25/01/2012&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;CineClandestino&lt;/strong&gt;</description>
			<category>digitale</category>
			<pubDate>25/01/2012</pubDate>
		</item>
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			<title>Una vecchia conoscenza cinefila</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=70&amp;art=2887</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2009/2009/4/Piccolo%20Schermo/Perdita%20Durango/Perdita-Durango-cover80.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Strano soggetto, il regista spagnolo Alex de la Iglesia; il suo cinema pencola tra  assurdo e grottesco, sempre ai limiti del parossistico e, talvolta, pure del buon gusto. Perdita Durango risale al 1997 e solo ora, dopo una pessima distribuzione cinematografica a scoppio ritardato anch'essa, &#232; riproposta in seconda visione televisiva su Italia 1 la notte tra sabato 15 e domenica 16 Maggio alle 3,35. Trattamento sostanzialmente ingiusto per una pellicola che sembra davvero un distillato della &quot;poetica&quot; del suo autore: visionaria, confusa, piacevolmente oltraggiosa, vagamente kitsch. Del resto il nome del personaggio del titolo non dovrebbe suonar nuovo agli appassionati di cinema: alla sua al tempo amata Isabella Rossellini il grande David Lynch affibi&#242; quel nome nel magnifico Cuore Selvaggio (1990), uno dei suoi innumerevoli cult. Di cui Perdita Durango - stavolta interpretata da Rosie Perez - &#232; una sorta di (liberissimo) spin-off. 
E nel caso specifico, a patto di non fare paragoni improponibili tra le due pellicole, ci si pu&#242; anche divertire, in compagnia anche dell'ottimo Javier Bardem,  come in un percorso sulle montagne russe...&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;tv in chiaro&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;24/01/2012&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;CineClandestino&lt;/strong&gt;</description>
			<category>tv in chiaro</category>
			<pubDate>24/01/2012</pubDate>
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			<title>La Citt&#224; degli Angeli</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=70&amp;art=3341</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2009/2009/6/Piccolo%20Schermo/Vivere%20e%20morire%20a%20Los%20Angeles/Vivere-e-morire__-cover80.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Uno dei capolavori assoluti degli anni ottanta, e non solo nell'ambito del sottogenere noir metropolitano. Vivere e morire a Los Angeles, che il grande William Friedkin de L'esorcista diresse nel 1985, &#232; un film teso e senza speranza, con un ritmo cinematografico impossibile anche solo da imitare per i tanti (troppi) mestieranti che hanno provato, nel corso degli anni, a bazzicare il genere, magari contaminandolo con la commedia. Bene e male che si mischiano, sovrappongono, confondono in questa storia di crimini e vendette dove l'unica cosa tenuta accuratamente alla larga dai personaggi del film - soprattutto, ovvio, dagli agenti dell'F.B.I. - &#232; l'etica della giustizia. Un gran film dai nitidi risvolti anche morali, dove per&#242; l'estetica dell'azione pura  regna sovrana regalandoci la migliore sequenza d'inseguimento automobilistico mai vista al cinema: un &quot;contromano&quot; in una superstrada della citt&#224; californiana da applausi a scena aperta. Ed una menzione speciale al cast: oltre ad un Willem Dafoe perfetto nella parte dell'amorale falsario, il protagonista &#232; il &quot;televisivo&quot; William Petersen (C.S.I.), allora ben pi&#249; giovane, che nel medesimo anno fu protagonista sia di Vivere e morire a Los Angeles che di Manhunter di Michael Mann; la sua carriera cinematografica praticamente termin&#242; l&#236; ma fu splendido in entrambe le parti di queste pietre miliari...&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;tv in chiaro&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;23/01/2012&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;CineClandestino&lt;/strong&gt;</description>
			<category>tv in chiaro</category>
			<pubDate>23/01/2012</pubDate>
		</item>
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			<title>Horror-pastiche</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=71&amp;art=6142</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2010/2010/8/Piccolo%20schermo/Slither/Slither-cvr80.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Avviso a tutti gli appassionati di cinema horror, specie quelli dell'ultima generazione; perch&#233; &#232; in arrivo uno dei film pi&#249; &quot;enciclopedici&quot; e citazionisti che siano mai stati girati in tempi recenti. Si tratta di Slither (2006), film diretto dall'ex Troma James Gunn il quale, per l'occasione, si &#232; molto divertito a mescolare istanze narrative e formali prese di petto da tanto cinema del passato, dal cult Society di Btrian Yuzna al mitico Il demone sotto la pelle di David Cronenberg sino agli zombie di George A. Romero e tantissimi altri. Ed il bello &#232; che lo ha fatto con ottima competenza, realizzando un film divertente e pieno di ritmo prendendo semplicemente a pretesto il classico parassita alieno chiss&#224; come arrivato sulla Terra. a &quot;movimentare&quot; la vita di una tranquilla cittadina di provincia. Niente di particolarmente serio, ovviamente, ma un bel bicchiere di acqua ghiacciata davvero dissetante...&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;digitale&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;22/01/2012&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;CineClandestino&lt;/strong&gt;</description>
			<category>digitale</category>
			<pubDate>22/01/2012</pubDate>
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