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		<title>CineClandestino.it</title>
		<link>http://www.cineclandestino.it/</link>
		<description>Rivista di cinema e informazione cinematografica</description>
		<language>it</language>
		<pubDate>03/02/2012 5.53.07</pubDate>
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		<managingEditor>info@cineclandestino.it</managingEditor>
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			<title>Febbraio 2012</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=93&amp;art=8934</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2012/2012/1/MondoCorto/mondocorto-gennaio2012-80x110.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Enrico Casarosa in corsa per l'Oscar di categoria. Il corto dal titolo La luna, inserito nella cinquina che si contender&#224; l'ambita statuetta il 26 febbario in quel di Los Angels, racconta la storia di un bambino che per la prima volta va in mare, una sera, con il nonno e il padre, per capire il loro lavoro. L'angolo del cortista di febbraio rende omaggio proprio all'animazione con una raccolta di piccole perle del genere di recente produzione, provenienti da tutto il mondo e realizzate con le diverse tecniche. Buona visione!&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;l&#39;angolo del cortista&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;31/01/2012&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Francesco Del Grosso&lt;/strong&gt;</description>
			<category>l&#39;angolo del cortista</category>
			<pubDate>31/01/2012</pubDate>
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			<title>Gennaio 2012</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=93&amp;art=8805</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/12/il-baratto-80x110.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Il nuovo anno in compagnia de L'Angolo del Cortista si apre all'insegna del cortometraggio d'autore made in Italy. Nell'appuntamento di Gennaio 2012, la rubrica dedicata al &quot;mondo&quot; della produzione breve propone ai lettori di MondoCorto due cortometraggi diretti da Giuseppe Silipo: Come i gamberi e Il baratto. Entrambi si caratterizzano per la capacit&#224; di mescolare senza soluzione di continuit&#224;, in maniera sapiente ed equilibrata, generi e registri differenti: dalla commedia al melodramma, passando per il dramma e il racconto surreale. Da notare la regia sobria sempre al servizio della narrazione, la qualit&#224; fotografica e l'interpretazione dei protagonisti. Buona visione!&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;l&#39;angolo del cortista&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;31/12/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Francesco Del Grosso&lt;/strong&gt;</description>
			<category>l&#39;angolo del cortista</category>
			<pubDate>31/12/2011</pubDate>
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			<title>Dicembre 2011</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=93&amp;art=8631</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/11/MondoCorto/Bloody-Mary-Christmas-80x110.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Con dicembre le feste sono alle porte e cineclandestino regala ai lettori de L&amp;#8217;angolo del cortista due short a sfondo natalizio: Bloody Mary Christmas di Claudio Centimeri e Last Christmas di Dennis Renaissence. Entrambi i lavori dimostrano che il vecchio con la barba bianca pu&#242; portare nel suo sacco anche doni inaspettati. Nell&amp;#8217;augurarvi in anticipo buone feste, nel frattempo vi auguriamo buona visione!&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;l&#39;angolo del cortista&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;01/12/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Francesco Del Grosso&lt;/strong&gt;</description>
			<category>l&#39;angolo del cortista</category>
			<pubDate>01/12/2011</pubDate>
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			<title>Ottobre 2011</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=93&amp;art=8311</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/9/MondoCorto/FB-Rabbath-80x110.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;In attesa di poterlo giudicare sulle lunghe distanze con una pellicola di prossima uscita, L&amp;#8217;Angolo del Cortista di Ottobre propone una carrellata sulla ricca filmografia breve di Fred Claude Rabbath, prolifico regista egiziano classe 1986. Nonostante la giovane et&#224;, Rabbath ha gi&#224; al suo attivo un interessante e variegato portfolio di titoli, alcuni dei quali vincitori di importanti riconoscimenti nel circuito festivaliero internazionale. La rubrica di questo mese ospita una raccolta di cortometraggi firmati dall&amp;#8217;eclettico filmaker dal 2004 al 2011, una raccolta che spazia tra i diversi generi da lui affrontati in questi anni: dall&amp;#8217;animazione al thriller, dal war movie al dramma intimista, passando per la sua specialit&#224;, la commedia. Con Rabbath continua il viaggio alla scoperta dei talenti del &amp;#8220;mondo&amp;#8221; dello short, del quale sentiremo sicuramente parlare. Buona visione!&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;l&#39;angolo del cortista&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;30/09/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Francesco Del Grosso&lt;/strong&gt;</description>
			<category>l&#39;angolo del cortista</category>
			<pubDate>30/09/2011</pubDate>
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			<title>In attesa dell'avvento - Gli autori</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=13&amp;art=8242</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/9/MondoCorto/In%20attesa%20dell&#39;avvento/In-attesa-dellavvento-cvr200.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Un connubio dimostratosi ancora una volta di qualit&#224; quello tra Felice D'Agostino e Arturo Lavorato dopo Il canto dei nuovi emigranti (insignito del Premio Persol per il miglior documentario italiano 2005 al Festival di Torino e del Premio CasaRossaDoc al Festival di Bellaria).
In concorso alla 68 Mostra del Cinema di Venezia, il loro In attesa dell'avvento ha ricevuto il Premio Orizzonti Cortometraggio. Questa la motivazione della giuria di Orizzonti presieduta da Jia Zhangke e composta da Stuart Comer, Odile Decq, Marianne Khoury e Jacopo Quadri: &amp;#8220;Dando nuova energia alla lunga tradizione di cinema che utilizza materiale d&amp;#8217;archivio, In attesa dell&amp;#8217;avvento crea un prisma cinematografico che esplora i lati oscuri delle politiche passate e delle cruciali implicazioni sulle incertezze del presente&amp;#8221;. Continuando a sviluppare la loro attivit&#224; di ricerca sulla Calabria, nella ricorrenza dell'Unit&#224; d'Italia, scelgono di &amp;#8220;giocare&amp;#8221; &#171;con questa banalit&#224; della storia fatta di date&#187;, inserendo tra il 1861 e il 2011, il 1971, anno della rivolta a Reggio Calabria.
Vi proponiamo l'interessante conferenza stampa svoltasi al Club Orizzonti il 6 c.m. alla presenza dei due giovani registi e moderata da Marie-Pierre Duhamel, sinologa e critica, e Giorgio De Vincenti, docente di Estetica del Cinema e dei Media presso Roma3.&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;mondocorto&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;19/09/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Maria Lucia Tangorra&lt;/strong&gt;</description>
			<category>mondocorto</category>
			<pubDate>19/09/2011</pubDate>
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			<title>Settembre 2011</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=93&amp;art=8133</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/8/MondoCorto/torri-gemelle-80x110.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;A dieci anni dagli attentati terroristici dell'11 Settembre, L'angolo del cortista ripropone ai suoi lettori gli undici cortometraggi del film collettivo 11'09''01. Undici episodi per altrettanti registi provenienti da ogni angolo del &amp;#8220;pianeta&amp;#8221; cinema, chiamati a mettere in scena la propria visione dei fatti dell&amp;#8217;11 settembre: il risultato &#232; una serie di &amp;#8220;campi controcampi&amp;#8221; stilistici ed emozionali impressi in maniera indelebile sulla pellicola, undici sguardi che destrutturano e rielaborano in modi radicalmente diversi l'attacco al World Trade Center, l'evento pi&#249; documentato della storia mondiale. Ogni regista ha avuto un budget di 400.000 dollari per girare un cortometraggio che ricordasse i tragici eventi che sconvolsero il mondo intero. 11'09''01  &#232; un &amp;#8220;puzzle filmico&amp;#8221; nel quale ogni tassello sembra non avere nessuna collocazione ben precisa, nessuna corrispondenza o filo rosso visivo-narrativo in grado di guidare lo spettatore nella difficile e dolorosa ricostruzione. Ed &#232; molto probabilmente questa profonda diversit&#224; il punto di forza di un progetto che vuole essere in primis una raccolta di testimonianze dirette da parte di cineasti cos&#236; lontani tra loro per nazionalit&#224;, cultura e religione. C&amp;#8217;&#232; chi come il messicano Alejandro Gonz&#225;lez I&#241;&#225;rritu sceglie di affidare l&amp;#8217;orrore a strazianti onde sonore e a uno schermo completamente nero, attraversato da flash subliminali di morte e disperazione; o chi, al contrario, preferisce affidare il tutto ad un impietoso fuori campo, portando sullo schermo coincidenze temporali (Ken Loach), potenti metafore sulla guerra (Shohei Imamura) e miscele perfettamente riuscite di onirismo e melodramma (Youssef Chahine). Purtroppo ve ne possiamo mostrare soltanto nove perch&#232; due (quelli firmati da Mira Nair e Amos Gitai) sono irreperibili in rete. Potete per&#242; recuperarli tutti nell'edizione italiana in dvd distribuita da Bim. Per non dimenticare!&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;l&#39;angolo del cortista&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;31/08/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Francesco Del Grosso&lt;/strong&gt;</description>
			<category>l&#39;angolo del cortista</category>
			<pubDate>31/08/2011</pubDate>
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			<title>&quot;D Gi&#242;&quot;, un corto da Cannes</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=95&amp;art=8144</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/8/MondoCorto/D%20Gi%C3%B2/D-Gi%C3%B2-cvr200.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Volont&#224; e Passione. Da questi due sostantivi che si sono trasformati in forze cosmiche &#232; nato D Gi&#242;, il cortometraggio diretto dall&amp;#8217;attrice e regista Matilde De Feo, tratto dal teleplay Hey Joe di Samuel Beckett.  Classe 1978, la De Feo  &#232; uno di quei giovani talenti che mettono la propria creativit&#224; a servizio della sperimentazione portando avanti da sei anni Mald&amp;#8217;&#232; , un progetto di ricerca che vuole mettere insieme il cinema,  la video-arte e il teatro. Proprio dai primi esperimenti fatti con Mald&amp;#8217;&#232; inizia a ronzare in testa alla De Feo di portare al cinema Samuel Beckett. Puntare su un autore come Beckett, che &#232; stato tra i padri del Teatro dell&amp;#8217;Assurdo, significa possedere un&amp;#8217;alta dose di coraggio, azzardo e follia, del resto, per un cineasta indipendente sono degli imperativi categorici per andare avanti. Influenzata dalla sua forte formazione teatrale e dal lungo studio fatto sul lavoro poliedrico del drammaturgo irlandese, Matilde decide di riadattare per lo schermo Hey Joe, un complesso testo scritto per la TV e che fu commissionato a Beckett dalla BBC nel 1965 come primo esempio di teleplay, genere difficile da codificare che relaziona il teatro al linguaggio video e televisivo . Partendo da qui, la regista scrive la sceneggiatura di questo piccolo film di otto minuti, inserendo Gi&#242; in un fatiscente appartamento, bunker dei suoi ricordi. Gi&#242; &#232; un uomo di sessant&amp;#8217;anni, abbandonato a se stesso.  Ha scelto di vivere isolato dal mondo, allontanando dalla sua mente ogni pensiero che possa condurlo ad un&amp;#8217;emozione. Soffre di alessitimia, una patologia che psicosomatizza gli stati emotivi; coloro che ne sono affetti sono incapaci di esprimere i sentimenti a parole e in maniera assertiva. Gi&#242; non parla, ma utilizza il cavo orale per nascondere la propria esistenza. C&amp;#8217;&#232; solo una voce che fa da uncino, tirando fuori uno ad uno i suoi dolori e i suoi rimorsi. Si penetra nell&amp;#8217;inconscio di Gi&#242; dove vivono le immagini di un amore tragico.&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;ultimi articoli&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;24/08/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Antonia Fiorenzano&lt;/strong&gt;</description>
			<category>ultimi articoli</category>
			<pubDate>24/08/2011</pubDate>
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			<title>Agosto 2011</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=93&amp;art=8022</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/8/MondoCorto/breathe-warner-brown-80x110.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Sulla scia di sangue e radioattivit&#224; lasciata dalla tragedia nucleare che ha travolto il Giappone e il referendum popolare che sembra per il momento aver scongiurare il pericolo di aperture nel nostro Paese di nuove centrali per l'energia nucleare, L'Angolo del Cortista di agosto propone ai suoi lettori una raccolta di cortometraggi a sfondo apocalittico. Cos&#236; come il lungometraggio con pellicole del calibro di The Road, Codice Genesi e Io sono leggenda anche la produzione breve si confronta con il tema.
Scenerai apocalittici e devastazioni nucleari fanno da sfondo a una raccolta di cortometraggi: Stalker, Downfall, Into the Valley, Eater of the Sun, Apart e Breathe.&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;l&#39;angolo del cortista&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;02/08/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Francesco Del Grosso&lt;/strong&gt;</description>
			<category>l&#39;angolo del cortista</category>
			<pubDate>02/08/2011</pubDate>
		</item>
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			<title>And the winner is... 2011</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=92&amp;art=7910</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/7/Adriano-Sforzi-80.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Tutti vincitori dei principali riconoscimenti del cinema italiano del 2011 nella categoria cortometraggio: David di Donatello, Nastri d'Argento e Globi d'Oro. 
Buona visione!


DAVID DI DONATELLO
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JODY DELLE GIOSTRE 
di Adriano Sforzi 
Trailer
Jody &#232; un bambino delle giostre in una Festa di un piccolo paese italiano. Quando sei quel bambino sei &quot;diverso&quot; e la tua diversit&#224; ti insegnano a viverla come una missione: Noi siamo la Festa! Quello che non ti dicono &#232; che un bimbo &quot;normale&quot; pu&#242; insegnarti l'infinito valore di una sconfitta. 


NASTRI D'ARGENTO
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Miglior corto 
HABIBI 
di Davide Del Degan 
Estratti
Il film racconta di due bambini di 8 e 13 anni immersi in un contesto di guerra. Grazie alla loro energia di bimbi, e a un po' di sfrontatezza e coraggio, riescono a vivere alla giornata in maniera pi&#249; leggera. Il rovescio della medaglia &#232; che tendono ad accettare come normale una realt&#224; che invece non lo &#232;...

Miglior regia e menzione speciale per la fotografia  
DIARCHIA 
di Ferdinando Cito Filomarino 
Trailer
Giano e Luc si conoscono a malapena. Stanno guidando nel mezzo di una foresta per trovare riparo dalla pioggia nell&amp;#8217;enorme villa di Luc. Dopo aver rotto il ghiaccio iniziando a chiacchierare, non essendo delle stesse opinioni iniziano a lottare giocosamente ma improvvisamente avviene un incidente. Gian, immobilizzato per il panico non riesce a capire se Luc &#232; morto o ha semplicemente perso conoscenza. La sorella di Luc arriva a casa inaspettatamente. Giano si nasconde, atterrato dal senso di colpa, poi trova il coraggio di parlare alla ragazza, ma lei lo ignora virtualmente. Approfittando del vagare della ragazza intorno alla villa, Giano copre il corpo di Luc e lo porta silenziosamente verso l&amp;#8217;auto. Se ne va nuovamente dalla foresta da cui erano venuti. Trova il coraggio di guardare il corpo senza vita. Luc lo sta fissando: i due amici si scambiano uno sguardo di complicit&#224;.

Miglior regista esordiente e menzione speciale per la fotografia 
ARMANDINO E IL MADRE 
di Valeria Golino 
Trailer
Debutto alla regia con un cortometraggio per Valeria Golino. Il suo Armandino e il Madre racconta la storia di un piccolo rom, intermediario d'amore tra suo fratello maggiore ed una giovane restauratrice francese. Fa da sfondo la splendida cornice del Museo di Arte Contemporanea (MADRE) di Napoli. 

Miglior attore protagonista a Nicola Nocella 
Menzione speciale per il complesso delle qualit&#224; techiche e artistiche 
OMERO, BELLO DI NONNA 
di Marco Chiarini 
Video completo
Omero vive con la nonna in una bella casa che la sua mente di uomo-bambino popola di creature fantastiche e avventure mirabolanti. Una mattina la nonna si dimentica di prendere le sue medicine e durante il pranzo si sente male; per dare l&amp;#8217;allarme e salvarla, Omero si trover&#224; cos&#236; costretto a lasciare la casa che lo protegge e ad affrontare le sue paure pi&#249; grandi&amp;#8230;

Targa per il miglior corto di animazione 
IL PIANETA PERFETTO 
di Astutillo Smeriglia
Video completo
Un pianeta dove c&amp;#8217;&#232; sempre bel tempo, i soldi crescono sugli alberi e i semafori sono sempre verdi.

Menzioni speciali per il complesso delle qualit&#224; estetiche 
e l&amp;#8217;originalit&#224; dell&amp;#8217;impianto narrativo 
e al produttore Massimo Cristaldi per il successo internazionale 
RITA 
di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza
 
Menzioni speciali per la sceneggaitura
COME SI DEVE 
di Davide Minnella

Menzione speciale per il soggetto
VOMERO TRAVEL 
di Guido Lombardi

Talento rivelazione dell&amp;#8217;anno 
Laura Bispuri

GLOBI D'ORO

DIO CI SIA 
di Gianluigi Tarditi
Trailer
L'enigma de sa Femina Agabbadora per un amaro ritratto di famiglia, nel cortometraggio firmato da Gianluigi Tarditi per la  Ophir Production: un'intensa Clara Murtas e un cast indovinato svelano una Sardegna arcaica, tra i riti della fine e dell'inizio, nella spietata trama dei ricordi.&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;cortocircuito&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;13/07/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Francesco Del Grosso&lt;/strong&gt;</description>
			<category>cortocircuito</category>
			<pubDate>13/07/2011</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Luglio 2011</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=93&amp;art=7858</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/6/MondoCorto/Fear-of-the-Living-Dead-Randy-Smith-80x110.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;L'Angolo del Cortista di luglio si tinge di rosso sangue, quello sporco e infetto che scorre nelle vene degli zombie. A loro e al prolifico genere dello zombie movie &#232; dedicato l'appuntamento di questo mese. Di seguito una divertente e orripilante carrellata di corti provenienti da tutto il mondo: dal Canada all'Arabia Saudita, passando per la Gran Bretagna. Buona visione!&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;l&#39;angolo del cortista&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;30/06/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Francesco Del Grosso&lt;/strong&gt;</description>
			<category>l&#39;angolo del cortista</category>
			<pubDate>30/06/2011</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>The Wholly Family</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=90&amp;art=7712</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/6/MondoCorto/The%20Wholly%20Family/The-Wholly-Family-cvr200.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Potrebbe terminare con The Wholly Family [1] l&amp;#8217;avventura produttiva nella Settima Arte del celebre Pastificio Garofalo, che con questo quarto e forse ultimo cortometraggio dopo i pregevoli L&amp;#8217;Alchimia del Gusto (2008) di Edo Tagliavini, Questioni di Gusto (2009) di Pappi Corsicato e Armandino e il Madre (2010) di Valeria Golino, cala il poker chiudendo in grande stile il progetto cinematografico chiamando alla propria corte mister Terry Gilliam. E il regista americano risponde alla grande con una piccola perla che porta sullo schermo il suo inconfondibile stile e marchio di fabbrica. Lavorando sull&amp;#8217;immaginario comune, sui luoghi e sui simboli della citt&#224; partenopea (comprese le montagne di immondizia maleodorante tra le strade), Gilliam costruisce l&amp;#8217;ennesimo e &amp;#8220;mondo altro&amp;#8221;, dimensione mnemonica sospesa tra realt&#224; e sogno dove tutto &#232; possibile, persino essere inghiottiti vivi nella pancia di un gigantesco Pulcinella. Come al solito la fantasia non ha limiti quando &#232; nelle mani di Gilliam e anche in questo short finisce con il prendere, dopo un breve prologo in quel di San Gregorio Armeno, definitivamente il sopravvento. Il sogno si trasforma come sempre nel suo cinema in un incubo ad occhi aperti, un incubo che in The Wholly Family &#232; popolato da decine e decine di dispettose Pulcinella e da altri personaggi bizzarri e fuori dagli schemi. In questa dimensione onirica si consuma un viaggio affascinante che sa di romanzo di formazione per un bambino che scopre via via i misteri di una Napoli fuori dal tempo e dallo spazio. Proprio il viaggio fisico, mentale o onirico, &#232; uno degli elementi imprescindibili nella sua filmografia, cos&#236; come l&amp;#8217;infanzia per certi versi negata. La storia di The Wholly Family ci riporta alla mente Tideland o Parnassus, ma anche le stravaganti e fantasmagoriche vicende raccontate in Le avventure del barone di M&#252;nchausen. Il giovane protagonista (la sorpresa Nicolas Connolly) entra attraverso la pancia di un Pulcinella in un incubo che prima di spaventare entusiasma e diverte.&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;vetrina&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;05/06/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Francesco Del Grosso&lt;/strong&gt;</description>
			<category>vetrina</category>
			<pubDate>05/06/2011</pubDate>
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			<title>Giugno 2011</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=93&amp;art=7686</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/5/the-raven-80.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;L&amp;#8217;Angolo del Cortista continua a esplorare il ricco e variegato &amp;#8220;mondo&amp;#8221; dello short alla scoperta di giovani talenti del quale si sentir&#224; presto parlare. Il viaggio nella produzione breve internazionale fa tappa questo mese in Per&#249;, paese di origine di uno dei registi emergenti pi&#249; interessanti della nuova ondata. Dopo l&amp;#8217;uruguayano Federico Alvarez, autore del folgorante e spettacolare Ataque De P&#224;nico!, &#232; il turno di Ricardo De Montreuil, peruviano di nascita ma statunitense di scuola. Il suo The Raven ha letteralmente stregato la Hollywood che conta, tanto da convincere Mark Wahlberg e la sua casa di produzione a prendere seriamente in considerazione l&amp;#8217;idea di trasformare il corto in un lungometraggio per le sale. Si tratta di un thriller dalle venature sci-fi dal forte impatto visivo che trascina lo spettatore in una Los Angeles futuristica. Effetti speciali di ottima fattura e una sceneggiatura che unisce adrenalina e mistero, supportano magnificamente la regia di De Montreuil, che dimostra senza alcun dubbio di meritarsele tutte queste attenzioni. Di seguito, vi proponiamo il cortometraggio e un breve making of. Buona visione!&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;l&#39;angolo del cortista&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;30/05/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Francesco Del Grosso&lt;/strong&gt;</description>
			<category>l&#39;angolo del cortista</category>
			<pubDate>30/05/2011</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Maggio 2011</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=93&amp;art=7486</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/5/MondoCorto/panic-attack-80.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;L&amp;#8217;Angolo del Cortista di Maggio 2011 ci porta alla scoperta del giovane talento uruguayano Federico Alvarez e del suo cult no budget dal titolo &#161;Ataque de P&#225;nico! Il corto &#232; diventato in pochissimo tempo un vero e proprio caso sulla rete grazie ai migliaia di contatti avuto su You Tube, tanto da aver attirato l&amp;#8217;attenzione di Hollywood e in particolare di Sam Raimi, che con la sua casa di produzione, la Ghost House, produrr&#224; il primo lungometraggio di Alvarez. Piccola perla in live action realizzata nell&amp;#8217;arco di un anno (2009) con software di fortuna tra le quattro mura di casa e un budget di soli 300 dollari, lo short mostra una spettacolare invasione di robot giganti e navicelli spaziali che radono al suolo l&amp;#8217;intera Montevideo. In tal senso, la mente non pu&#242; che ritornare alla sterminata filmografia Sci-Fi incentrata sull&amp;#8217;invasione aliena con titoli celebri - e relativi remake - come Ultimatum alla Terra e La Guerra dei Mondi, oltre ai gettonati Independence Day, World Invasion e Cloverfield. Dal punto di vista visivo, gli artigianali ma efficacissimi VFX firmati dallo stesso regista uruguagio ricordano pi&#249; quelli dal look retr&#242; di Sky Captain and the World Tomorrow che quelli ammirati in Trasformers. Di seguito potrete gustarvi il cortometraggio, il trailer, un&amp;#8217;intervista al regista e un videoclip diretto dallo stesso Alvarez di un brano cantato dal gruppo Snake ispirato allo short. Buon divertimento!&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;l&#39;angolo del cortista&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;01/05/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Francesco Del Grosso&lt;/strong&gt;</description>
			<category>l&#39;angolo del cortista</category>
			<pubDate>01/05/2011</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Night Fishing</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=90&amp;art=7367</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/4/Festival/night-fishing-200.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;I trentatr&#233; minuti di Night Fishing (Paranmanjang, 2011), cortometraggio realizzato dal celebre cineasta coreano Park Chan-wook e dal fratello Chan-kyong, regalano parecchi spunti di riflessione, oltre a uno spettacolo di raffinata fattura. Insomma, la serata inaugurale del tredicesimo Far East Film Festival di Udine parte col piede giusto &amp;#8211; considerando anche il buffo Welcome to Shama Town (Jue Zhan Sha Ma Zhen, 2010) del cinese Li Weiran e gli spettacolari combattimenti del wuxia The Lost Bladesman (Guan Yunchang) dei navigati Alan Mak e Felix Chong.
L'iPhone. Si pu&#242; realizzare un film con questa sorta di utile/inutile status symbol? Night Fishing, almeno apparentemente, sembrerebbe aprire nuovi orizzonti per il cinema a basso budget, indipendente e/o amatoriale. Ma a ben guardare, il budget a disposizione dei fratelli Park non era poi cos&#236; basso (130.000 dollari e un cast corposo), gli iPhone per le riprese erano otto e massicci sono stati gli interventi in post-produzione (correzione digitale del colore, effetti in computer grafica e via discorrendo). E, dulcis in fundo, ai telefonini sono stati attaccati degli obiettivi. Insomma, quello che luccica, almeno per questa volta, &#232; effettivamente oro. Rimane valido, ovviamente, il concetto di poter realizzare opere per il grande schermo senza dover passare attraverso la pellicola e le tradizionali macchine da presa: ma questa &#232; una storia oramai vecchia... In definitiva, l'operazione iPhone, oltre all'ottimo e astuto marketing, dimostra che prima del mezzo tecnico e del budget ci devono essere sempre un'idea e del talento. E l'idea, sia chiaro, deve essere sia narrativa che estetica.&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;vetrina&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;30/04/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Enrico Azzano&lt;/strong&gt;</description>
			<category>vetrina</category>
			<pubDate>30/04/2011</pubDate>
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			<title>Ordalia</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=90&amp;art=7397</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/4/MondoCorto/Ordalia/Ordalia-cvr200.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Se qualcuno di noi, uno qualsiasi, si alzasse dal letto, in un giorno qualunque, e guardasse la vita con gli occhi del disincanto, difficilmente potrebbe ammettere di essere stato, da sempre, felice. Spesso non saprebbe neppure trovare circostanziata ragione, se si tratti pi&#249; di un&amp;#8217;aristotelica incapacit&#224; di contemplazione teorica o di un&amp;#8217;atarassia epicurea che l&amp;#8217;afferma e la nega al tempo stesso, ricercando il solo piacere catastematico che metta al riparo dal dolore della vita, con il suo carico di imprevedibile aleatoriet&#224;.
I filosofi greci, cos&#236; antichi ed altrettanto profetici, tanto che in pochi hanno saputo dirci di pi&#249; e dircelo meglio, chiamavano, la felicit&#224;, eudaimonia che letteralmente significa &amp;#8220;spirito buono&amp;#8221;. E Francesca, interpretata da Anna Godano, efficace protagonista del corto/mediometraggio Ordalia, sembra davvero essere guidata da un demone prospero quando la vediamo giocare nel solingo parco di una inquietante nowhere, insieme alla meticcia Sprite (Petra, per la prima volta sullo schermo!).
Eppure la pace, fin dai primi accenni del racconto filmico, si incrina attraverso l&amp;#8217;iterazione spasmodica e stridula del nome dell&amp;#8217;animale, incolpevole (?) terzo incomodo di un rapporto che ci viene prefigurato come assenza, come insania del corpo (l&amp;#8217;assenza tragica del disfacimento organico), ma anche come il parossismo affettivo tra una figlia ed un padre che non compare mai, ma il cui male, un infarto grave, forse avvisato, condiziona l&amp;#8217;intera narrazione. Ogni rapporto ne &#232; vittima e carnefice: quello con la madre, accusata di averne trascurato i segnali, quello con l&amp;#8217;amato animale domestico, divenuto aguzzino ideale per la propria vivacit&#224; incontenibile. 
La felicit&#224; di una giovane donna, a passeggio con il proprio cane, in un pomeriggio qualunque, di un&amp;#8217;esistenza che non si vuol meglio determinare n&#233; definire, &#232; insomma interrotta dal passaggio improvviso, ma atteso, antropologicamente atteso, della sofferenza. La felicit&#224;, fosse anche quella della stasi, e pu&#242; sembrare un ragionamento ossimorico, non ci appartiene, non ci &#232; destinata per antonomasia religiosa e filosofica, da quel dio distante che Francesca, incerta e sfiduciata, invoca per alleviare le proprie umane pene. E&amp;#8217; come una primavera di colori destinati a sfiorire, il fuoco di un fal&#242; che avvicina per il suo calore, ma respinge per il terrore di bruciarsi. E&amp;#8217; una cascata d&amp;#8217;acqua che dirompe e sfugge al controllo degli occhi, spandendosi in orifizi e golfi senza scelta, senza pause: Vivevano nella vita./ Permeati da un grande vento./Con sorti gi&#224; decise./Fin dalla nascita in corpi da commiato./Ma c&amp;#8217;era in loro un umida speranza,/una fiammella nutrita del proprio luccichio&amp;#8230; ( Wislawa Szymborska). Ma non c&amp;#8217;&#232; solo la chiave di lettura letteraria e filosofica a muovere il misterioso ed affascinante lavoro di Marco Bonfanti, il cui talento visivo speriamo possa trovare spazio e movimento libero in questa Italia mediocre e parassitaria.
&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;vetrina&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;16/04/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Ilaria Mainardi&lt;/strong&gt;</description>
			<category>vetrina</category>
			<pubDate>16/04/2011</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Aprile 2011</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=93&amp;art=7329</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/4/MondoCorto/born-free-Romain-Gavras-80.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Il viaggio nel mondo dei cortometraggi di genere continua con tre shorts action. L'aprile dell'Angolo del Cortista &#232; all'insegna dell'adrenalina e dell'azione.
Dopo l'animazione e l'horror continua il viaggio de L'Angolo del Cortista nel mondo dei cortometraggi di genere. Ad aprile &#232; il turno dell'action con tre shorts adrenalinici a base di inseguimenti, sparatorie e combattimenti corpo a corpo. Buona visione!&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;l&#39;angolo del cortista&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;01/04/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Francesco Del Grosso&lt;/strong&gt;</description>
			<category>l&#39;angolo del cortista</category>
			<pubDate>01/04/2011</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Non chiamateli Spot - Volume 3</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=91&amp;art=7153</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/3/MondoCorto/Non-chiamateli-spot-cvr80.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Terzo appuntamento con Non chiamateli spot, spazio che Spot &amp; Clip di MondoCorto offre ai propri lettori. Anche stavolta la rubrica propone una selezione di commercial firmati da affermati registi per note marche. La carrellata parte con l'elegante e sofisticato Midnight Poison che Wong Kar Wai ha realizzato per Dior sulle note di Space Dementia dei Muse con Eva Green, prosegue con lo storico commercial firmato da Sergio Leone per la Renault 18 sulle note inconfondibili di Ennio Morricone, il divertentissimo e adrenalinico Fate di David Fincher per la Nike che ci porta sui campi da gioco della NFL, per chiudersi con Fly Weight Jeans che Spike Jonze dirige per Levi's. Buona visione!?&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;spot and clip&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;16/03/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Francesco Del Grosso&lt;/strong&gt;</description>
			<category>spot and clip</category>
			<pubDate>16/03/2011</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Marzo 2011</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=93&amp;art=7150</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/2/MondoCorto/matrimonio-in-collina-80.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;A gennaio, L'Angolo del Cortista ha reso un piccolo omaggio alla cinematografia breve di animazione. Nell'appuntamento di marzo la rubrica dedicata al &quot;mondo&quot; dello short sposta l'attenzione sull'horror e il thriller, regalando ai lettori una quaterna di corti provenienti dalle diverse latitudini: l'horror paranormale in notturna made in Indonesia dal titolo Maya  di Maten et Bala, il thriller psicologico 152 ambientato in Giappone e diretto da Darryl Knickrehm, gli zombie movie made in Italy Matrimonio in collina di Cristiano Stocchi e Alex Fog di Andrea Savatteri. Buona visione!&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;l&#39;angolo del cortista&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;01/03/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Francesco Del Grosso&lt;/strong&gt;</description>
			<category>l&#39;angolo del cortista</category>
			<pubDate>01/03/2011</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>perFiducia 3</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=94&amp;art=7064</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/2/MondoCorto/PerFiducia-80.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Con il 2011 giunge al terzo appuntamento il progetto perFiducia, fortemente voluto dal gruppo bancario Intesa Sanpaolo che da alcuni anni ha deciso di investire nel cinema nostrano attraverso la produzione di una serie di cortometraggi legati a tematiche sociali. Investimento che, allargato a macchia d&amp;#8217;olio anche ad opere lunghe come l&amp;#8217;attesissimo This Must Be Place di Paolo Sorrentino, a conti fatti ha gi&#224; dato importanti risultati, soprattutto dal punto di vista del riscontro mediatico e dei numerosi riconoscimenti ottenuti nel circuito festivaliero nazionale e internazionale dai sei titoli realizzati nelle prime due fasi: La partita lenta di Paolo Sorrentino, Stella di Gabriele Salvatores, Il premio di Ermanno Olmi, L&amp;#8217;altra met&#224; di Pippo Mezzapesa, L&amp;#8217;ape e il vento di Massimiliano Camaiti e La pagella di Alessandro Celli. A questi va aggiunto ovviamente il ritorno (indiretto) pubblicitario e di conseguenza economico dell&amp;#8217;operazione, spinta e sostenuta dagli incentivi fiscali che Tax Credit e Tax Shelter (destinati per il momento a cessare nel prossimo giugno) hanno messo a disposizione di tutti quei privati decisi ad investire le proprie risorse nella Settima Arte. Rimanendo confinati al &amp;#8220;mondo&amp;#8221; dello short anche la Garofalo, celebre marchio campano di pasta, ha messo le proprie finanze al servizio della causa breve per la produzione di un tris di corti: Questione di gusti di Pappi Corsicato, Armandino e il Madre di Valeria Golino e il prossimo The Wholly Family di Terry Gilliam. C&amp;#8217;&#232; da dire comunque che le marche sopraccitate non risultano mai invasive e fanno la loro comparsa solo nei titoli di coda, a dimostrazione di un rispetto nei confronti delle opere che, in questo modo, non vengono assolutamente utilizzate - almeno direttamente con una pubblicit&#224; spudorata &amp;#8211; come un vero e proprio spot come accaduto nei corti prodotti in passato dalla BMW (la serie The Hire) e dalla Pirelli (The Call di Antoine Fuqua e Mission Zero di Kathryn Bigelow).&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;materiali&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;10/02/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Francesco Del Grosso&lt;/strong&gt;</description>
			<category>materiali</category>
			<pubDate>10/02/2011</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>(Un)Useful Mind</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=90&amp;art=7012</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/2/MondoCorto/unuseful-mind-cover200.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Con (Un)Useful Mind Omar Pesenti compie almeno un paio di passi indietro rispetto ai lavori precedenti. Quinta di una ricca e variegata filmografia dal punto di vista dei temi e degli stilemi affrontati, l&amp;#8217;ultima fatica breve del regista bergamasco non ha il brio e la concretezza drammaturgica e narrativa delle performance passate. Questo cortometraggio dovrebbe sancire il passaggio del suo autore alla fantomatica boa, quella che ogni artista deve prima o poi attraversare per capire quale direzione e impronta dare al modo di fare e concepire il proprio atto creativo. Eppure non ci sentiamo di affermare che questo per Pesenti rappresenti il suddetto passaggio, piuttosto un ulteriore avvicinamento alla boa che si manifesta attraverso il desiderio di sperimentare qualcosa di totalmente diverso rispetto ai &amp;#8220;mondi&amp;#8221; e alle tipologie di cinema fino a questo momento esplorati.
Il suo viaggio appassionato e appassionante nella sterminata - per varianti e codici narrativo-strutturali in ballo - cinematografia di genere, iniziato nel 2006 con il noir Un passo pi&#249; lungo e proseguito nelle stagioni successive con l&amp;#8217;horror vampiresco Frattura (2007), il giallo travestito da mafia movie Di chi &#232; ora la citt&#224;? (2008) e quello che fino a questo momento &#232; senza ombra di dubbio l&amp;#8217;assolo migliore, il thriller metropolitano dalle venature poliziesche 27 minuti di purezza (2009), con (Un)Useful Mind pare subire una sosta. Il nuovo short firmato da Pesenti sceglie la strada dell&amp;#8217;originalit&#224;, vale a dire un distacco, anche se non completo, da schemi pre-esistenti come quelli imposti dal cinema di genere nel quale l&amp;#8217;adattamento e la rielaborazione di figure, azioni, personaggi e via dicendo, sono inevitabili e fanno parte del gioco. Distacco parziale perch&#233; di fatto ci si trova al cospetto di un&amp;#8217;operazione che, nonostante sia proiettata verso una scrittura impegnata (sul versante dei temi), libera da istanze, sviluppata su pi&#249; livelli spazio-temporali (quello del presente mescolato a quello alterato e distorto del protagonista) e drammaturgicamente pi&#249; aperta, finisce con l&amp;#8217;innestare nel plot elementi di genere e una successione di cambi di registro senza volerli assolutamente dichiarare. Si tratta dunque di uno script ibrido che da una parte guadagna per professionalit&#224;, ma dall&amp;#8217;altra perde di scorrevolezza ed efficacia. I cambi di registro da commedia a dramma, passando per thriller e persino fantascienza, non funzionano come dovrebbero e il pi&#249; delle volte fanno fatica a passarsi il testimone narrativo. Il consueto utilizzo del voice over (sempre presente nelle sceneggiature di Pesenti), che trattandosi di una storia dai forti connotati mnemonici potrebbe rappresentare un fattore di arricchimento, qui assume ancora di pi&#249; le sembianze di un escamotage narrativo. Ne scaturiscono intoppi e stasi che destabilizzano la storia e il suo protagonista, soprattutto quando tocca alle inquadrature di raccordo creare un collante tra un registro e l&amp;#8217;altro. Il vero tallone d&amp;#8217;Achille &#232; dunque la sceneggiatura, troppo ripiegata su se stessa e ridondante, nonostante il regista cerchi in tutti i modi di farla scivolare con il minor numero possibile di inquadrature. Peccato perch&#233; le atmosfere morbosamente claustrofobiche (marchio di fabbrica del cinema di Pesenti), eternamente sospese tra realt&#224; e alterazione psichica (che poi sono le due dimensioni spazio-temporali in cui vive il protagonista), che caratterizzano la storia dal primo all&amp;#8217;ultimo fotogramma, non sono davvero niente male e riportano la mente a quelle che si respirano nei film di Bred Anderson.
A risentirne &#232; soprattutto la messa in scena, piuttosto piatta e prevedibile, lontana dalle soluzioni visive che caratterizzavano le ultime due fatiche brevi di Pesenti. La regia di (Un)Useful Mind &#232;, a differenza del passato, decisamente pi&#249; al servizio della storia. Questo &#232; un bene, perch&#233; prefigura futuri equilibri tra forma e sostanza narrativa. Il filmmaker lombardo dimostra di essersi lasciato definitivamente alle spalle l&amp;#8217;accademia, figlia di leziosaggini e ghirigori tecnici, a favore di una maturit&#224; registica in grado di consentirgli di individuare di volta in volta lo stile pi&#249; adatto alla storia che si appresta a raccontare. La fotografia di Marco Malizia disegna spazi inquietanti e varianti cromatiche interessanti, ma purtroppo non basta a colmare i limiti di una scrittura non in linea con le potenzialit&#224; dell&amp;#8217;argomento trattato. Qui c&amp;#8217;&#232; spazio anche per qualche effetto di computer grafica di buona fattura, ma sono gocce d&amp;#8217;acqua in un oceano dove &#232; facile affondare.
Allora non resta che incasellarlo in quello che generalmente viene definito passo falso e ci sta tutto, perch&#233; di sali e scendi nelle filmografie dei registi, anche quelli pi&#249; quotati, le cinematografie a tutte le latitudini ne sono piene. Pesenti ha dimostrato con coraggio di volersi confrontare con &amp;#8220;altro&amp;#8221;, con qualcosa che gli desse la possibilit&#224; di evadere dalla mera catalogazione del genere per partorire un&amp;#8217;ibridazione filmica che avesse la forma e la sostanza di un contenitore nel quale riversare cose, emozioni, personaggi, storie e atmosfere, differenti e soprattutto nuove rispetto a quelle proposte in precedenza. Il risultato a nostro avviso non &#232; sufficiente, ma comunque lascia la testimonianza di un tentativo che, anche se andato un po&amp;#8217; troppo al di l&#224; rispetto al bersaglio, resta lo stesso un tentativo da fare. Adesso le carte e le potenzialit&#224; di Pesenti sono sul tavolo, agli occhi di tutti. Lo abbiamo visto misurarsi con la cinematografia di genere in un evidente crescendo e con quella pi&#249; autoriale come in questo caso, con esiti diametralmente opposti, e solamente ora possiamo attribuire al suo prossimo lavoro il valore di una boa che indicher&#224; alla platea di turno e agli addetti ai lavori quale via creativa il regista bergamasco avr&#224; deciso di percorrere: ritornare al genere, distaccarsene, oppure&amp;#8230;&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;vetrina&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;04/02/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Francesco Del Grosso&lt;/strong&gt;</description>
			<category>vetrina</category>
			<pubDate>04/02/2011</pubDate>
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