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		<title>CineClandestino.it</title>
		<link>http://www.cineclandestino.it/</link>
		<description>Rivista di cinema e informazione cinematografica</description>
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		<pubDate>29/07/2010 6.31.15</pubDate>
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			<title>7. Giornate degli Autori</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=2&amp;art=6015</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2010/2010/7/Festival/Venezia%2067/Giornate%20degli%20Autori/et-in-terra-pax-cover200.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Sala Perla 2 addio... ad appena un anno dalla svolta &amp;#8220;espansionistica&amp;#8221; della Mostra, che dedicava una sala nuova di zecca (per quanto improvvisata nel bel mezzo del piazzale del Casin&#242;) alla programmazione della Settimana della Critica e delle Giornate degli Autori, ecco una repentina quanto inevitabile marcia indietro. Le due sezioni collaterali si vedono dunque assegnate, per disegnare il proprio palinsesto festivaliero, la sala Darsena (ex-Paladido e Palagalileo) e la sala Volpi: il motivo? Gli scriteriati tagli del governo Berlusconi, che ha pensato bene di colpire a destra e a manca nel settore della cultura, falcidiando di fatto la proposta cinematografica da sempre fiore all'occhiello della penisola. Al posto della Sala Perla 2 pare ci sia ora una gigantesca buca di terra con una ruspa piantata nel mezzo.
Questo almeno &#232; stato il resoconto offerto durante la conferenza stampa dei Venice Days; un incontro come al solito particolarmente gremito di addetti ai lavori, e che ha visto svelare le carte su un programma piuttosto atteso. Da quando hanno visto la luce nel 2004, anno primo dell'era M&#252;ller al Lido, le Giornate degli Autori si sono infatti distinte per una selezione di qualit&#224; in grado di proporre il meglio dell'autorialit&#224; &amp;#8220;indipendente&amp;#8221; mondiale, senza per questo relegare in un cantuccio un'anima di quando in quando sanamente popolare. Una sorta di Quinzaine des realisateurs all'italiana, per semplificare la questione: i risultati finora sono stati convincenti, pur con gli alti e bassi che contraddistinguono sempre e comunque la vita di una kermesse cinematografica. Il punto di forza della sezione, al di l&#224; del ruolo svolto dalla selezione, si riscontra nello slancio di proporre un confronto continuo, durante le giornate della mostra, sul cinema e sulla realt&#224; con la quale &#232; costretto suo malgrado a scontrarsi: compito che le Giornate si assumono anche in questo 2010, continuando a proporre molte delle iniziative condotte con convinzione nel corso del tempo. &#200; cos&#236; per il progetto curato da Fabio Ferzetti 100   1. Cento film e un paese, l'Italia, con il quale ci si impegna a portare il cinema italiano degli anni d'oro nelle scuole superiori del Paese; a ci&#242; si aggiunge invece l'inedita collaborazione con il Parlamento Europeo (e insieme a Europa Cinemas e Cineuropa) per quanto concerne il Prix Lux, con il quale il parlamento si propone  di premiare con una distribuzione capillare in tutti e ventisette le nazioni membri dell'Unione Europea un'opera particolarmente rimarchevole sotto il punto di vista politico e culturale.
Ma al di l&#224; di tutte le disquisizioni filosofiche, politiche e culturali, al di l&#224; di ogni chiacchiera da bar, ci&#242; che veramente conta in una sezione di un festival di cinema sono i film che vi vengono presentati... la selezione di quest'anno &#232; profondamente eurocentrica, tendenza che continua a farsi largo anno dopo anno in tutti gli eventi collaterali della Mostra, apparentemente restii ad aprire le porte all'estremo oriente, quasi si trattasse di una reazione al cospicuo numero di produzioni asiatiche solitamente messe sul piatto da M&#252;ller e dal suo staff nelle sezioni principali. Quale che sia la verit&#224;, tra i ventidue titoli che si potranno vedere (la maggior parte nelle sale della Mostra, un gruppetto solo nella Villa degli Autori, quartier generale della sezione) solo cinque non riguardano, se non in minima parte, il Vecchio Continente: tra questi spicca l'interessante Pequenas voces dei colombiani Jairo Carrillo e Oscar Andrade, opera prima che mette in mostra un'animazione scarna, basica ma all'apparenza tutt'altro che sprovveduta. Molto parrebbe promettere The Happy Poet dello statunitense Paul Gordon, e c'&#232; curiosit&#224; nei confronti de La vida de los peces del cileno Matias Bize, tornato in patria dopo aver vissuto per anni in Spagna, dove produsse l'incompiuto ma affascinante Lo bueno de llorar. 
Ma &#232; in Europa che si trovano i nomi oramai consolidati: &#232; cos&#236; per Antonio Capuano, che con L'amore buio torna a raccontarci la realt&#224; partenopea contemporanea (regalandoci l'ultima interpretazione di Corso Salani, prematuramente scomparso di recente), ed &#232; cos&#236; anche per Danis Tanovic, che abbandona il Kurdistan e Colin Farrell per tornare in Bosnia con il nuovo Cirkus Columbia. E che dire del Bertrand Blier di Le Bruit de glacons, definita dal Delegato Generale Giorgio Gosetti come una commedia &amp;#8220;letale&amp;#8221;? L'Italia presenta nella Selezione Ufficiale, oltre a Capuano, anche il curioso Cielo senza terra di Giovanni Davide Maderna e Sara Pozzoli &amp;#8211; i dialoghi tra un padre e un figlio in campeggio in montagna &amp;#8211; e l'esordio dei giovanissimi Matteo Botrugno e Daniele Coloccini, Et in terra pax, nel quale confluiscono drammatiche storie di vita della periferia romana. Anche se forse il vero pezzo da novanta potrebbe essere visibile solo ai frequentatori della Villa: le prime, rapide e suggestive immagini di Fate la storia senza di me di Mirko Capozzoli ci hanno letteralmente stregato. Il documentario ripercorre la tragica e picaresca vicenda umana di Albertino, tra i leader del movimento contestatario del 1977: un modo per raccontare la storia di ieri, unico modo per trovare un senso all'oggi e cercare di comprendere cosa sar&#224; il domani.
Anche se il futuro, forse, potremo svelarlo a partire dall'1 settembre...&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;festival&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;28/07/2010&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Raffaele Meale&lt;/strong&gt;</description>
			<category>festival</category>
			<pubDate>28/07/2010</pubDate>
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			<title>25. Settimana Internazionale della Critica</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=30&amp;art=5996</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2010/2010/7/Festival/Venezia%2067/Settimana%20della%20critica/Dad-cover200.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Nell'incipit delle dichiarazioni del Delegato Generale Francesco Di Pace sulla selezione di quest'anno della Settimana Internazionale della Critica, si pu&#242; leggere: &amp;#8220;Famiglie disfunzionali, rapporti conflittuali genitori/figli, sullo sfondo di una crisi economica che mette a dura prova l'esistenza quotidiana delle giovani generazioni ma non solo di quelle; movimenti di migrazione miranti alla ridefinizione del proprio futuro ma anche alla rilettura del proprio passato; il suicidio, o l'omicidio, come impossibilit&#224; di accettare il presente e la perdita dei propri punti di riferimento&amp;#8221;.
Anche quest'anno il primo programma a essere svelato all'interno del palinsesto della Mostra del Cinema di Venezia (che tocca nel 2010 quota sessantasette primavere) &#232; quello della SIC: un appuntamento di un certo rilievo, se si considera che si tratta della venticinquesima edizione di una sezione collaterale nata nel 1984 &amp;#8211; ai primordi fu sospesa per un paio di anni &amp;#8211; grazie allo sforzo teorico e pratico di Lino Miccich&#233;. Proprio Miccich&#233; &#232; stato ricordato durante la conferenza stampa tenutasi, com'&#232; oramai prassi consolidata, nella sala principale del cinema Quattro Fontane a Roma: uno slancio nostalgico che &#232; apparso decisamente naturale, perch&#233; ci&#242; che davvero si pu&#242; leggere tra le righe di una selezione di opere come sempre interessante e &amp;#8220;misteriosa&amp;#8221;, non fosse altro per la scelta di mettere in fila solo ed esclusivamente opere firmate da registi all'esordio, &#232; la pervicace volont&#224; di proseguire su una strada coerente, ripercorribile in linea retta su un fil rouge critico inappuntabile. 
Mantenendo un'uniformit&#224; rispetto al lavoro dell'anno scorso, anche in questa occasione si ha a che fare con una selezione principalmente euro-centrica: fanno eccezione Martha, film messicano sulla crisi di una donna che vede sfuggirle di mano l'unico elemento d'interesse della propria esistenza, vale a dire il lavoro come archivista in una societ&#224; assicurativa, Limbunan (La stanza della sposa), esordio alla regia del ventiseienne filippino Gutierrez Mangansakan II nel quale si narra di un matrimonio combinato e dei rituali di una societ&#224; divisa tra arcaismo e modernit&#224; e l'israeliano noir sui generis Naomi di Eitan Zur, che &#232; per&#242; stato portato a termine grazie a una coproduzione con la Francia. Per il resto si potr&#224; assistere a un ampio sguardo sulla realt&#224; contemporanea europea, partendo proprio dalla Francia (Ang&#232;le et Tony di Alix Delaporte) per arrivare alla Grecia delle manifestazioni di piazza contro il governo messa in scena in Homeland di Syllas Tzumerkas. Nel mezzo l'esordio della macchina da presa di Pernilla August (Beyond), a quasi trent'anni dal Fanny e Alexander di Ingmar Bergman che la segnal&#242; agli occhi del mondo: a interpretare il ruolo della protagonista nella sua pellicola &#232; Noomi Rapace, assurta agli onori delle cronache grazie alla trilogia Millenium, tratta dai celeberrimi romanzi di Stieg Larsson. 
Due sono per&#242; le opere che ci incuriosiscono maggiormente, per scelta stilistica e contenutistica: da un lato l'originale gioco a due di Dad (Oca) dello sloveno Vlado &amp;#352;kafar, con padre e figlio sperduti nella campagna; dall'altro l'italiano Hai paura del buio, esordio nel cinema di finzione di Massimo Coppola, che mette a confronto una ragazza rumena e una italiana, sullo sfondo della crisi della FIAT a Melfi, puntando l'obbiettivo sulla degenerazione di una societ&#224; che non ha solo perso la morale, ha smarrito piuttosto per strada la capacit&#224; di riconoscerla. Quella stessa societ&#224; che preconizzava, in un esordio criminosamente dimenticato negli anni, il Carlo Mazzacurati di Notte italiana: nell'anno in cui il cineasta padovano dovrebbe tornare in concorso al Lido a sei edizioni dal non certo esaltante L'amore ritrovato (la conferma la avremo gioved&#236; prossimo, al termine della conferenza stampa della sezione principale della Mostra), la SIC lo omaggia, al contempo omaggiando s&#233; stessa, con la riedizione del film del 1987. Un evento speciale da non trascurare, come il programma di una sezione che troppo spesso corre il rischio di essere fagocitata all'interno del mastodonte veneziano, e che dimostra ancora una volta, a venticinque anni dal suo primo vagito, una vitalit&#224; salvifica.&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;altri festival&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;23/07/2010&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Raffaele Meale&lt;/strong&gt;</description>
			<category>altri festival</category>
			<pubDate>23/07/2010</pubDate>
		</item>
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			<title>Genova Film Festival 2010 - Bilancio</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=30&amp;art=5924</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2010/2010/7/Festival/La-prima-cosa-bella-cover200.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Il nostro disastrato paese non &#232; certo in salute. Il settore della produzione culturale, pur cos&#236; importante nella formazione delle coscienze, non &#232; certo in salute. Il mondo dell&amp;#8217;informazione non &#232; certo in salute, n&#233; tantomeno libero. Gli stessi festival non sono affatto in salute, visti i pesanti condizionamenti subiti, a livello economico, da un governo fin troppo ansioso di emulare le gesta della celebre Banda della Magliana. E quel poco di salute che ci restava, diciamo pure individualmente, abbiamo rischiato di giocarcela nelle giornate del Genova Film Festival (ovvero dal 28 giugno al 4 luglio 2010) per il caldo afoso che ha investito la citt&#224; ligure; un caldo cos&#236; intenso, da rendere proibitiva e a rischio di infarto la salitella che attraverso Via Fieschi conduce alla Multisala Corallo, neanche fosse la scalata del Tourmalet per un ciclista del Tour de France!
Eppure, in questo generale venir meno della salute, coloro che hanno dimostrato di avercene ancora sono proprio i filmaker italiani. Almeno rispetto alla media dei lavori da noi intercettati seguendo il Concorso Nazionale per Cortometraggi e Documentari. Complimenti ai selezionatori, allora, perch&#233; pur con qualche svista (Caff&#232; capo di Andrea Zaccariello, che ha beneficiato addirittura del Premio della Critica, ci &#232; parso sin troppo simile nella trama a un corto di Salvatore Allocca girato qualche anno fa), hanno messo in piedi una selezione ricca di sfaccettature, con diverse opere valide e alcune persino coraggiose dal punto di vista della forma e dei contenuti.
Diamo pure il via a questa rapida ricognizione, segnalando all&amp;#8217;occorrenza i premi pi&#249; significativi e partendo proprio da quanto ha stabilito la Giuria chiamata a giudicare i cortometraggi di fiction, una giuria composta da Walter Fasano (sceneggiatore e montatore di Dario Argento e di film come Melissa P., Ora o mai pi&#249;, Santa Maradona), da Lia Furxi direttrice del Centro Nazionale del Cortometraggio, e dall&amp;#8217;attrice Fabrizia Sacchi che ha lavorato per registi come Mimmo Calopresti, Paolo Virz&#236;, Luciano Ligabue ed Enzo Monteleone, tra gli altri. And the Winner is&amp;#8230; Differenti, opera realizzata da un giovane cineasta di Latina, Renato Chiocca, che ha pertanto ricevuto il riconoscimento pi&#249; importante della sua categoria con la seguente motivazione: &amp;#8220;per aver affrontato temi di scottante attualit&#224; utilizzando il mezzo cinematografico come strumento di indagine e denuncia in modo semplice e chiaro, senza eccessiva retorica e con punte di realismo molto coinvolgenti.&amp;#8221; La motivazione ci trova sostanzialmente concordi, considerando quanto sia stato accorto il regista pontino (che aveva gi&#224; partecipato al Genova Film Festival col cortometraggio d&amp;#8217;esordio, Il principiante, decisamente pi&#249; leggero e orientato verso la commedia) nel ponderare i toni, intrecciando cio&#232; un discorso di denuncia sociale saldamente ancorato a problematiche concrete, reali (le immagini della discarica, riprese in forma quasi documentaristica, testimoniano un&amp;#8217;Italia che affonda nella mondezza, e nella corruzione), col taglio estremamente vivo e credibile conferito alle relazioni tra i protagonisti, impegnati in scelte etiche di non lieve entit&#224;; scelte che diventano emblematiche, allorch&#233; dalle nostre parti la cultura della legalit&#224; pu&#242; facilmente soccombere al desiderio di affermarsi professionalmente, in un sistema sociale asservito ai pi&#249; squallidi interessi privati.&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;altri festival&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;08/07/2010&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Stefano Coccia&lt;/strong&gt;</description>
			<category>altri festival</category>
			<pubDate>08/07/2010</pubDate>
		</item>
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			<title>SIFF 2010</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=30&amp;art=5929</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2010/2010/7/Festival/Seattle-130x90.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Dall'altro lato del mondo esiste un film festival poco noto agli europei e poco pubblicizzato dai media internazionali. Dall'altro lato del mondo, dove il cinema &#232; conosciuto molto di pi&#249; per essere un'industria che una forma d'arte, prende vita ogni anno nell'ultimo mese di primavera una rassegna che meriterebbe maggior risalto, un evento che affascina e diverte e che per numero, qualit&#224; di film e quantit&#224; di pubblico non ha nulla da invidiare ai pi&#249; osannati festival del vecchio continente.
Seattle da trentasei anni ospita un International Film Festival (SIFF) che coinvolge, travolge e ipnotizza la citt&#224; per 25 giorni (dal 20 maggio al 13 giugno nel 2010), presentando circa 250 film con la bellezza di pi&#249; di 700 proiezioni. Un gigante, o una maratona, come la definisce il direttore artistico Carl Spence, che con un certo orgoglio guida il Festival pi&#249; lungo del mondo e quello con pi&#249; pubblico di tutti gli Stati Uniti.

Abbracciata da un lato dall'oceano Pacifico e dall'altro da montagne perennemente innevate, Seattle non &#232; quindi solo patria del grunge e pi&#249; genericamente del rock (circa met&#224; dei giovani suonano in una band e l'altra met&#224; fa da pubblico!), ma sorprendentemente si rivela essere la citt&#224; con il maggior numero di cinema del paese in proporzione al numero di abitanti, numerose produzioni indipendenti, un Film Office attivo che assiste e forma giovani registi, una serie di organizzazioni no profit che mettono in piedi piccole rassegne e promuovono cinema fuori dagli schemi commerciali con continuit&#224; e competenza. Tanta musica quindi, ma a quanto pare anche tanto, tantissimo cinema.
Con certi presupposti non stupisce che esistano seattelites (cos&#236; detti gli abitanti della citt&#224;) che impegnino tre settimane delle proprie ferie esclusivamente per seguire il SIFF, come un'abitudine, come un appuntamento irrinunciabile. E che da Los Angeles e da Vancouver gruppi di spettatori organizzino viaggi mediamente lunghi, per dedicare anche solo a un weekend completamente al cinema.&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;altri festival&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;08/07/2010&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Gaetano Maiorino&lt;/strong&gt;</description>
			<category>altri festival</category>
			<pubDate>08/07/2010</pubDate>
		</item>
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			<title>40. Giffoni Film Festival</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=30&amp;art=5912</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2010/2010/7/Festival/giffoni-200x150.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;&amp;#8220;Ancora una volta un miracolo&amp;#8221;. Con queste parole il direttore del Giffoni Film Festival, Claudio Gubitosi, introduce alla folla di giornalisti accorsi all'hotel Marriot di Roma la quarantesima edizione della rassegna cinematografica per ragazzi che, partita dalla provincia di Salerno, &#232; diventata ormai da anni un evento di importanza mondiale.
Per 13 giorni, dal 18 al 31 luglio, il piccolo comune campano diventer&#224; ancora una volta il centro del mondo per migliaia di giovani e giovanissimi, chiamati a giudicare, nelle varie sezioni del programma, il valore delle opere proposte, l'abilit&#224; di registi e attori, pronti come ogni anno a essere primi artefici e protagonisti di una vera e propria festa.
Tema dell'anno &#232; l&amp;#8217;amore, in realt&#224; filo conduttore di tutti i quarant'anni di vita del GFF: &amp;#8220;A Giffoni siamo tutti innamorati&amp;#8221; dichiara infatti Gubitosi, che ricorda con commozione e non celato orgoglio le prime edizioni della kermesse, quando per mostrare i film in piazza c'era bisogno dell'aiuto dell'esercito (unico a possedere un proiettore da esterni) e il pubblico portava le sedie da casa. Era il 1979 e da allora a oggi l'amore per il cinema ha continuato a far crescere questo Festival in sinergia con le istituzioni locali che hanno aiutato l'organizzazione recuperando aree dismesse, assistendo nella logistica e soprattutto investendo nella costruzione delle location (prima fra tutte la cittadella del cinema, centro delle attivit&#224;).&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;altri festival&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;06/07/2010&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Gaetano Maiorino&lt;/strong&gt;</description>
			<category>altri festival</category>
			<pubDate>06/07/2010</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Los Angeles Film Festival - Bilancio</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=30&amp;art=5897</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2010/2010/6/Festival/Los%20Angeles%20Film%20Festival/LAFF-bilancio-cvr200.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Si &#232; concluso la scorsa domenica il diciasettesimo Los Angeles Film Festival. Undici giorni di celebrazione del cinema indipendente nella affascinante downtown losangelina. Un festival giovane ma che riserva sempre delle grandi sorprese nello scovare film interessanti nel panorama sia nazionale che internazionale. La differenza rispetto agli anni scorsi si &#232; vista nella gestione della rassegna cinematografica. La caratterizzazione del luogo ha sicuramente attirato molte pi&#249; persone e ha reso l&amp;#8217;atmosfera pi&#249; glamour rispetto alle edizioni passate, senza per&#242; mai eccedere in un clima troppo hollywoodiano. Ed &#232; giusto, perch&#232;, sebbene ci si trovi nella capitale del cinema, Hollywood appunto, questo festival mette in risalto uno sguardo diverso sulla settima arte. Segno che il cinema, soprattutto quello non mainstream, &#232; molto ben apprezzato qui a Los Angeles. Dawn Hudson, la direttrice di Film Independent, organizzatore del festival, si &#232; dichiarata soddisfatta della programmazione e soprattutto dei film premiati dalla giuria che, anche secondo la direttrice del festival, Rebecca Yeldham, hanno saputo ancora una volta riconoscere lo spirito &amp;#8220;indie&amp;#8221; e internazionale della rassegna. La giuria del festival ha premiato con $ 50.000 per il Narrative Award A Family, film danese di Pernille Fischer Christensen, definendo le performance degli attori eccezionali, nonch&#232; un dramma in grado di esplorare in modo emozionante la storia di una famiglia e i suoi legami con la tradizione, il senso di colpa e l&amp;#8217;amore. Per la sezione documentaristica ha vinto Make Believe di J. Clay Tweel. Girato tra Giappone, Sud Africa e Stati Uniti, il film ci presenta sei teenager che si preparano per il World Magic Seminar di Las Vegas, dove si contenderanno insieme ad altri coetanei il titolo di Teen World Premiere come miglior mago. Per la giuria, questo documentario ha mostrato il senso di appartenenza ad un gruppo ben definito, quello dei maghi e degli illusionisti, da un punto di vista particolare, quello appunto degli adolescenti. Spesso divertente, altre volte drammatico, a nostro avviso &#232; stato sicuramente interessante ma un p&#242; scontato e forse troppo hollywoodiano, con un lieto fine gi&#224; previsto dopo i primi cinque minuti. Forse l&amp;#8217;unica delusione, visto la ricca rassegna di documentari particolari al festival che hanno riempito i cinema molto pi&#249; dei lungometraggi di finzione.
Il premio per miglior cast &#232; andato all&amp;#8217;ensemble di Hello Lonesome di Adam Reid. Il film racconta la solitudine di sei diversi personaggi di et&#224; diversa e in situazioni altrettanto variegate e il loro bisogno di amare ed essere amati. Il film &#232; commovente e sicuramente non passa innoservata la prima (e quasi certamente non l&amp;#8217;ultima) apparizione sul grande schermo di Harry Chase, famosissimo doppiatore americano e voce televisiva molto conosciuta.&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;altri festival&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;02/07/2010&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;CineClandestino&lt;/strong&gt;</description>
			<category>altri festival</category>
			<pubDate>02/07/2010</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Genova Film Festival 2010</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=30&amp;art=5889</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2010/2010/6/Festival/genova-film-festival-2010-130x90.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Grazie a quello che Marco Ferrando del PCL (e non solo lui, ci auguriamo) si ostina a definire &amp;#8220;il governo pi&#249; reazionario che l'Italia abbia conosciuto dal 1960&amp;#8221;, ampi scomparti della societ&#224; italiana stanno colando a picco. La cultura e l'istruzione non sono certo esenti da tale gioco al massacro, rappresentano anzi quelle potenziali sacche di resistenza, quei gi&#224; pericolanti (pericolanti, in quanto troppo spesso succubi di concezioni riformiste e perci&#242;, quasi conseguentemente, asserviti alle dinamiche del frazionamento di classe) baluardi di pensiero critico, che una simile classe dirigente ha comunque interesse a smantellare, nel nome del proprio squallido tornaconto. Ed &#232; cos&#236; che anche gli eventi legati al cosiddetto mondo dello spettacolo, da intendersi qui nella sua accezione migliore, vacillano sotto le bordate dei vari Berlusconi, Tremonti, Brunetta e Bondi, autentici predoni spinti dalla loro arroganza a negare la crisi o a farsene scudo per i provvedimenti pi&#249; iniqui, sicuri di farla franca in quel contesto di impunit&#224; che loro stessi hanno creato ad immagine e somiglianza della propria viziosa weltanschauung.
Vien da s&#233; che negli ultimi mesi il panorama dei festival cinematografici di cui potevamo offrire diretta testimonianza, specialmente quelli pi&#249; piccoli, liberi e votati alla ricerca, si &#232; trasformato in una specie di bollettino di guerra, con tanto di morti, feriti, dispersi, Nel senso che vi sono manifestazioni di cui si perdono le tracce, che soccombono, insomma, al venir meno di un concreto sostegno economico da parte delle istituzioni; ed altre che sopravvivono, ridimensionate per&#242; e in modo pesante a livello di strutture, programmi ed ambizioni.
Per quanto riguarda il Genova Film Festival la parola d'ordine sembra essere una sola: resistere. Sar&#224; un caso che quel Ferrando della cui battagliera azione politica abbiamo estrapolato, in modo senz'altro arbitrario e comunque decontestualizzato, un semplice frammento, sia anch'egli genovese? Non vogliamo insistere oltre su questo ardito accostamento tra uno dei pi&#249; agguerriti animatori della politica anti-capitalista in Italia e quegli operatori del settore che, con spirito quasi altrettanto barricadero, stanno cercando di mantenere viva la cultura cinematografica in Liguria; sta di fatto, per&#242;, che Cristiano Palozzi e Antonella Sica sono riusciti anche quest'anno a tenere in piedi il loro festival, giunto peraltro alla 13&#170; edizione, presentando un programma pi&#249; che dignitoso e denunciando al contempo, come tanti altri hanno fatto in precedenza (vedi la conferenza stampa organizzata, in autunno, dai vertici dei principali festiva cinematografici attivi in Friuli Venezia Giulia), le pesanti limitazioni imposte loro da certe misure draconiane volte a colpire chi ancora si ostina a promuovere la cultura nel sempre pi&#249; disastrato stivale.&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;altri festival&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;30/06/2010&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Stefano Coccia&lt;/strong&gt;</description>
			<category>altri festival</category>
			<pubDate>30/06/2010</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>I festival di luglio 2010</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=28&amp;art=5881</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2010/2010/6/Festival/giffoni-80x110.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Guida ai Festival
Luglio 2010

FESTIVAL

Gioved&#236; 01
Globi d'Oro
Roma (Italia) 01/07
Web: http://www.stampa-estera.it
Ischia Film Festival
Ischia (Italia) 04 &amp;#8211; 10/07
Web: http://www.ischiafilmfestival.it

Venerd&#236; 02
Karlovy Vary International Film Festival
Karlovy Vary (Repubblica Ceca) 02 &amp;#8211; 10/07
Web: http://www.kviff.com

Sabato 03
Paris Cinema
Parigi (Francia) 03 &amp;#8211; 13/07
Web: http://www.pariscinema.org/

Luned&#236; 05
Roma Fiction Fest
Roma (Italia) 05 &amp;#8211; 10/07
Web: http://www.romafictionfest.it

Mercoled&#236; 07
Festival International du Documentaire de Marseille
Marsiglia (Francia) 07 &amp;#8211; 12/07
Web: http://www.fidmarseille.org/dynamic/

Gioved&#236; 08
Euganea Movie Movement
Monselice (Italia) 08 &amp;#8211; 25/07
Web: http://www.euganeamoviemovement.it
Jerusalem International Film Festival
Gerusalemme (Israele) 08 &amp;#8211; 17/07
Web: http://www.jff.org.il/
Seoul International Youth Film Festival
Seoul (Corea del Sud) 08 &amp;#8211; 14/07
Web: http://www.siyff.com/main/eng/

Mercoled&#236; 14
Festival Videocorto di Nettuno
Nettuno (Italia) 14 &amp;#8211; 18/07
Web: http://www.videocortonettuno.it/

Gioved&#236; 15
Indianapolis International Film Festival
Indianapolis (Usa) 15 &amp;#8211; 25/07
Web: http://indyfilmfest.org/
Message To Man
San Pietroburgo (Russia) 15 &amp;#8211; 22/07
Web: http://m2m.iffc.ru/index_E.htm
Montecatini FilmVideo
Montecatini (Italia) 15 &amp;#8211; 17/07
Web: http://www.filmvideomontecatini.com

Sabato 17
Salento Finibus Terrae
San Vito dei Normanni (Italia) 17/07 &amp;#8211; 01/08
Web: http://www.salentofinibusterrae.com

Domenica 18
Giffoni Film Festival
Giffoni (Italia) 18 &amp;#8211; 31/07
Web: http://www.giffoniff.it
Magna Grecia Film Festival
Soverato (Italia) 18 &amp;#8211; 26/07
Web: http://www.magnagraeciafilmfestival.it/

Marted&#236; 20
Festival SiciliAmbiente
San Vito Lo Capo (Italia) 20 &amp;#8211; 25/07
Web: http://www.festivalsiciliambiente.it

Gioved&#236; 22
Durban International Film Festival
Durban (Sud Africa) 22/07 &amp;#8211; 01/08
Web: http://www.cca.ukzn.ac.za/durban_International_Film_Festival.htm
Melbourne International Film Festival
Melbourne (Australia) 22/07 &amp;#8211; 01/08
Web: http://www.melbournefilmfestival.com.au/
Premio Sergio Amidei
Gorizia (Italia) 22 &amp;#8211; 31/07
Web: http://www.amidei.com

Sabato 24
Est Film Festival
Montefiascone (Italia) 24/07 &amp;#8211; 01/08
Web: http://www.estfilmfestival.it/
Fiuggi Family Festival
Fiuggi (Italia) 24 &amp;#8211; 31/07
Web: http://www.fiuggifamilyfestival.org

Luned&#236; 26
Motovun Film Festival
Motovun (Croazia) 26 &amp;#8211; 30/07
Web: http://www.motovunfilmfestival.com/

DEADLINE

Gioved&#236; 01
Docutah &amp;#8211; Southern Utah International Documentary Film Festival
Web: http://www.docutah.com/

Luned&#236; 05
Sport Movies &amp; TV - Milano International FICTS Fest
Web: http://www.sportmoviestv.com

Mercoled&#236; 07
International Short Film Festival Leuven
Web: http://www.shortfilmfestival.org/
SediciCorto
Web: http://www.sedicicorto.it

Sabato 31
Bolzano Short Film Festival
Web: http://www.operenuove.it
Visioni Fuori Raccordo Film Festival
Web: http://www.fuoriraccordo.it
&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;guida ai festival&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;30/06/2010&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Francesco Del Grosso&lt;/strong&gt;</description>
			<category>guida ai festival</category>
			<pubDate>30/06/2010</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Los Angeles Film Festival - Presentazione</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=30&amp;art=5829</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2010/2010/6/Festival/Los%20Angeles%20Film%20Festival/Los-Angeles-FFF-cvr200.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Cineclandestino inaugura la sua prima trasferta oltreoceanica a Los Angeles. Dall&amp;#8217;artistica cornice di downtown, il Los Angeles Film Festival sta per aprire i battenti: dal 17 al 27 giugno, il Nokia Theater e LA Live Center, insieme agli storici Regal Cinemas e il Ford Amphitheater, saranno il fulcro della celebrazione del cinema indipendente mondiale. S&#236;, proprio il cinema indipendente, quello realizzato con budget non hollywoodiani ma che ogni volta regala film dallo spirito unico che ci ricordano perch&#232; amiamo cos&#236; tanto la settima arte. Ma come, a Los Angeles, centro del cinema hollywoodiano per eccellenza? S&#236;, perche&amp;#8217; il Los Angeles Film Festival, che compie quest&amp;#8217;anno appena 17 anni, &#232; soprattutto molto amato perch&#232; realizzato dall&amp;#8217;organizzazione no profit Film Independent, che, non a caso, si occupa anche degli Spirit Awards, i premi assegnati proprio nella settimana degli Oscar ai migliori film indipendenti dell&amp;#8217;anno. Film Independent ha sempre privilegiato la programmazione di produzioni americane e straniere indipendenti pi&#249; in vista e anche quest&amp;#8217;anno ci regaler&#224;, tra premi&#232;res mondiali e nordamericane, pi&#249; di duecento film da quaranta paesi diversi di tutto il mondo. Tra questi Dog Sweat, film iraniano realizzato illegalmente a Teheran,  che dimostra che il cinema possa andare oltre ogni tipo di barriera politica eretta dalla dittatura, e Waiting for Superman, documentario shock sul sistema scolastico dei licei americani diretto da Davis Guggenheim, gi&#224; vincitore di un Oscar per An Inconvenient Truth. Tra i film messicani pi&#249; in vista Revoluci&#243;n, nato dalla collaborazione di dieci registi messicani insieme ad una selezione di documentari dall&amp;#8217;Ambulante Film Festival. Per il lato &amp;#8220;patriottico&amp;#8221;, la premi&#232;re di The Tillman Story, documentario shock sul caso della morte del campione di football Pat Tillman, partito volontario dopo l'undici Settembre, e sulla copertura su quello che sta accadendo veramente in Afghanistan durante la Guerra.&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;altri festival&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;18/06/2010&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;CineClandestino&lt;/strong&gt;</description>
			<category>altri festival</category>
			<pubDate>18/06/2010</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>I Wish I Knew</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=60&amp;art=5738</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2010/2010/5/Festival/Cannes/Un%20Certain%20Regard/I%20wish%20i%20knew/I-wish-i-knew-cvr200.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Il film si concentra sull'architettura, la cultura e la vita di Shanghai. Un gruppo di ex compagni di classe si riunisce per parlare delle loro vite e offre uno spaccato delle emozioni e dei desideri di una generazione di giovani di oggi cresciuti nell'ambiente cittadino. Con I Wish I Knew, presentato a Cannes 63 nella sezione Un certain regard, Jia Zhangke per certi versi rielabora e perfeziona il discorso estetico-narrativo di 24 City (2008, presentato allora nel concorso principale di Cannes), per altri per&#242; lavora pericolosamente su certe ambiguit&#224; che erano gi&#224; emerse in Wu Yong (Useless, 2007), e cio&#232; la commistione tra la sua personale ottica di cineasta e il sentore dell&amp;#8217;opera su commissione: in questo caso, visto che si parla di Shanghai, la commissione che aleggia per quasi tutto il film &#232; quella dell&amp;#8217;organizzazione dell&amp;#8217;Expo 2010.&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;altri articoli&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;01/06/2010&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Alessandro Aniballi&lt;/strong&gt;</description>
			<category>altri articoli</category>
			<pubDate>01/06/2010</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Guida ai Festival</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=28&amp;art=5740</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2010/2010/5/Festival/pesarofilmfest-130x90.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Guida ai festival e alle rassegne cinematografiche di Giugno 2010, con tutte le deadline del mese. 

FESTIVAL

Marted&#236; 01
Festival Cinemambiente
Torino (Italia) 01 &amp;#8211; 06/06
Web: http://www.cinemambiente.it

Mercoled&#236; 02
Ostia Film Fest
Ostia (Italia) 02 &amp;#8211; 06/06
Web: http://www.ostiafilmfest.com

Gioved&#236; 03
Bellaria Film Festival
Bellaria (Italia) 03 &amp;#8211; 06/06
Web: http://www.bellariafilmfestival.org

Venerd&#236; 04
Brooklyn International Film Festival
New York (Usa) 04 &amp;#8211; 13/06
Web: http://www.wbff.org

Sabato 05
Napoli Film Festival
Napoli (Italia) 05 &amp;#8211; 11/06
Web: http://www.napolifilmfestival.com

Mercoled&#236; 09
Biografilm Festival
Bologna (Italia) 09 &amp;#8211; 14/06
Web: http://www.biografilm.it
Doku.Arts - International Festival for Films on Art
Amsterdam (Olanda) 09 &amp;#8211; 13/06
Web: http://www.doku-arts.com

Sabato 12
Taormina Film Fest 
Taormina (Italia) 12 &amp;#8211; 18/06
Web: http://www.taorminafilmfest.it
 
Luned&#236; 14
Incontri Cinematografici di Stresa
Stresa (Italia) 14 &amp;#8211; 20/06
Web: http://www.stresacinema.org

Mercoled&#236; 16
Edinburgh International Film Festival
Edimburgo (Scozia) 16 &amp;#8211; 27/06
Web: http://www.edfilmfest.org.uk

Gioved&#236; 17
Los Angeles Film Festival
Los Angeles (Usa) 17 &amp;#8211; 27/06
Web: http://www.lafilmfest.com
Moscow International Film Festival
Mosca (Russia) 17 &amp;#8211; 23/06
Web: http://www.moscowfilmfestival.ru

Venerd&#236; 18
Arcipelago Film Festival
Roma (Italia) 18 &amp;#8211; 24/06
Web: http://www.arcipelagofilmfestival.org

Sabato 19
Cinema Jove Festival Internacional de Cine
Valencia (Spagna) 19 &amp;#8211; 26/06
Web: http://www.cinemajove.com/
Nastri D&amp;#8217;Argento 
Taormina (Italia) 19/06
Web:  http://www.cinegiornalisti.it

Domenica 20
Mostra Internazionale del Nuovo Cinema
Pesaro (Italia) 20 &amp;#8211; 28/06
Web: http://www.pesarofilmfest.it/

Luned&#236; 21
Festival del Documentario d'Abruzzo
Pescara (Italia) 21 &amp;#8211; 25/06
Web: http://www.festivaldeldocumentariodabruzzo.it/

Mercoled&#236; 23
International Film Festival St. Petersburg
San Pietroburgo (Russia) 23 &amp;#8211; 29/06
Web: http://www.filmfest.ru/en

Venerd&#236; 25
Maremetraggio
Trieste (Italia) 25/06 &amp;#8211; 03/07
Web: http://www.maremetraggio.com
Munchen Film Festival
Monaco di Baviera (Germania) 25/06 &amp;#8211; 03/07
Web: http://www.filmfest-muenchen.de
Taipei International Film Festival
Taipei (Taiwan) 25/06 &amp;#8211; 15/07
Web: http://www.taipeiff.org.tw

Luned&#236; 28
Genova Film Festival
Genova (Italia) 28/06 &amp;#8211; 04/07
Web: http://www.genovafilmfestival.it

DEADLINE

Marted&#236; 01
Flahertiana International Documentary Film Festival
Web. http://www.flahertiana.ru/2010/
Syracuse International Film Festival
Web: http://syrfilmfest.com/

Luned&#236; 14
Cortopotere ShortFilmFestival
Web: http://www.cortopotere.it
Molise Cinema
Web: http://www.molisecinema.it

Marted&#236; 15
Ecologico International Film Festival
Web: http://www.eiff.it
Est Film Festival
Web: http://www.estfilmfestival.it

Domenica 20
Terra di tutti Film Festival
Web: http://www.terradituttifilmfestival.org/&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;guida ai festival&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;31/05/2010&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Francesco Del Grosso&lt;/strong&gt;</description>
			<category>guida ai festival</category>
			<pubDate>31/05/2010</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Il cinema italiano al tempo della Dolce Vita</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=29&amp;art=5743</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2010/2010/5/Festival/la-dolce-vita-80x110.JPG&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;A Roma rivive la Dolce Vita
Al via i festeggiamenti per l&amp;#8217;anniversario della celebre pellicola di Federico Fellini

L&amp;#8217;Associazione Culturale Mediterraneo, realt&#224; che da anni promuove il cinema a Roma con eventi quali &amp;#8220;Etruria Cinema&amp;#8221;, &amp;#8220;Sguardi al Femminile&amp;#8221;, &amp;#8220;Urania, stregati dalla Luna&amp;#8221;, organizza, dal 4 giugno al 4 luglio 2010, la rassegna intitolata Il cinema italiano al tempo della Dolce Vita presso il Museo di Roma in Trastevere, piazza San&amp;#8217;Egidio 1/b.
L&amp;#8217;evento interdisciplinare, realizzato con il sostegno dell&amp;#8217;Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione e ideato dal direttore artistico e curatore Pier Luigi Manieri, si declina attraverso proiezioni di film, documentari, dibattiti, una mostra pittorica e iconografica, concerti e recital per celebrare i cinquant&amp;#8217;anni dall&amp;#8217;uscita sugli schermi italiani della celebre pellicola di Federico Fellini: La Dolce Vita. L&amp;#8217;iniziativa intende ricordare e festeggiare quel particolare momento che vide l&amp;#8217;Urbe eterna diventare la nuova capitale del cinema europeo e mondiale.&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;rassegne e retrospettive&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;31/05/2010&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;</description>
			<category>rassegne e retrospettive</category>
			<pubDate>31/05/2010</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Tamara Drewe</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=55&amp;art=5531</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2010/2010/5/Festival/Cannes/Fuori%20Concorso/Tamara%20Drew/Tamara-Drew-cvr160.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Con Ch&#233;ri Frears aveva rispolverato la sua vecchia passione per i film in costume (Le relazioni pericolose). Ora cambia nuovamente rotta. Torna alla contemporaneit&#224; e sceglie di ispirarsi a una graphic novel di successo, firmata da Posy Simmonds. Ma, forse, si tratta di un falso movimento. Perch&#233; Tamara Drewe (presentato fuori concorso a Cannes 63) &#232; anch&amp;#8217;esso un film in (di) costume, oltre le parvenze della modernit&#224;. Una commedia che sembra attingere al classico, orchestrata con precisione millimetrica dalla sceneggiatura e dai dialoghi di Moira Buffini. Un congegno fragile eppur perfetto che attraversa, come una Mini, la placida campagna inglese, sempre magnificamente ancien r&#233;gime, immobile e passata. Scrittori in crisi, intellettuali costretti a rapportarsi con la working class, vecchie coppie logorate dagli anni e dalla noia, adolescenti inquieti. Le premesse del dramma ci sono tutte, ma occorre qualcosa che faccia da detonatore per far esplodere il conflitto. Ed ecco, appunto, Tamara: l&amp;#8217;elemento catalizzante e perturbatore, il corpo che scatena desideri e gelosie e manda in subbuglio l&amp;#8217;atavica staticit&#224; di una comunit&#224; rurale. In un modo o nell&amp;#8217;altro, tutte le vicende passano attraverso di lei. Le coppie si fanno e si disfano. Il celebre scrittore Nicholas Hardiment, sin dalla prima occhiata verso quella seducente ragazza, che lascia intravedere le sue grazie dagli shorts ben attillati, ha la percezione del cataclisma che distrugger&#224; il suo matrimonio senza passione. Tamara &#232; la testimone della contemporaneit&#224; che irrompe, con la sua furia distruttiva e gioiosa, nel passo lento del tempo andato. E&amp;#8217; l&amp;#8217;agente del cambiamento, perch&#233; ha vissuto la trasformazione sul suo stesso corpo. Un naso rifatto &#232; s&#236; una vittoria della societ&#224; dell&amp;#8217;immagine. Ma &#232; anche il segno di un&amp;#8217;apertura al nuovo, di un&amp;#8217;assenza di timore nei confronti del cambiamento. Non &#232; un caso che l&amp;#8217;unica a &amp;#8216;tenerle testa&amp;#8217; sia una terribile ragazzina, proiettata, per forza di cose, verso il presente e il futuro.
Ecco. Frears, si mette alla ricerca dei segni del cambiamento. E, nascondendosi sotto l&amp;#8217;apparenza di una commedia di costume, racconta, implacabile, la definitiva perdita di potere da parte del maschio, incapace di controllare gli eventi, tanto meno di dominare i rapporti di coppia. Nonostante si tratti di illustri scrittori, benemeriti professori universitari, rock star, giovani forti e gagliardi, gli uomini sono alla merc&#233; delle donne. Non ne interpretano i desideri (se non, in misura molto limitata, il timido Glen, invaghito della signora Hardiment) e non ne comprendono i sentimenti. Si atteggiano a &amp;#8216;uomini&amp;#8217; (appunto), cacciatori in cerca di una preda. Ma &#232; solo una posa, un&amp;#8217;illusione alimentata dalle convenzioni sociali, a cui le donne fingono di adeguarsi. La loro posizione, all&amp;#8217;interno delle dinamiche relazionali, &#232; sempre passiva, quando non addirittura fallimentare. Hardiment gioca a fare il seduttore, ma rimane, immancabilmente e tragicamente, vittima della sua ipocrisia. Ben fa il figo, contando sul proprio status di sex symbol, ma &#232; solo un povero idiota. E il giovane Andy non pu&#242; fare a meno di accorrere a ogni piccolo richiamo di Tamara&amp;#8230;&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;concorso - fuori concorso&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;27/05/2010&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;CineClandestino&lt;/strong&gt;</description>
			<category>concorso - fuori concorso</category>
			<pubDate>27/05/2010</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>You Will Meet a Tall Dark Stranger</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=55&amp;art=5512</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2010/2010/5/Festival/Cannes/Fuori%20Concorso/You%20Will%20Meet%20a%20Tall%20Dark%20Stranger/You-Will-Meet-cvr160.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Dopo le parentesi di Vicky Cristina Barcellona e Basta che funzioni, Allen torna a Londra, alla citt&#224;/set che ha costituito lo scenario preferito del suo cinema pi&#249; recente (Match Point, Scoop, Sogni e delitti). La scusa &#232; produttiva. Ma, verosimilmente, c&amp;#8217;&#232; dell&amp;#8217;altro. Pu&#242; darsi che il distacco british della citt&#224; racconti, molto meglio di quanto possa fare la Grande Mela, la metamorfosi (involutiva) del regista newyorchese, che, pi&#249; passa il tempo, pi&#249; mostra l&amp;#8217;intransigenza di un moralismo senza via di uscite. Il suo cinema assomiglia a un tribunale. Ogni film &#232; un caso da sottoporre a giudizio. E, probabilmente, il verdetto &#232; gi&#224; scritto. In You Will Meet a Tall Dark Stranger, Allen segue, impassibile, le crisi e i tic di una classica famiglia &amp;#8216;bene&amp;#8217;. Il padre, ossessionato dalla vecchiaia, reagisce con il rifiuto e si d&#224; da fare con un&amp;#8217;amante molto pi&#249; giovane. La madre, per sfuggire alla depressione, si abbandona alle assurde preveggenze di una maga. La figlia cerca di tirare avanti il suo matrimonio con un aspirante scrittore, ormai pi&#249; prossimo al fallimento che al successo. Le coppie si fanno e si disfanno con una facilit&#224; inversamente proporzionale alla lucidit&#224; dei personaggi. Nascono sull&amp;#8217;onda dell&amp;#8217;attrazione, ma non sembrano mai animate dal desiderio. E&amp;#8217; come se l&amp;#8217;inizio e la fine rispondessero semplicemente alla logica ingestibile di una quotidianit&#224; che esclude passione e sentimento. Ecco. Allen racconta di una contemporaneit&#224; che ha perduto definitivamente la capacit&#224; di desiderare e, quindi, di costruire i propri sogni. Ed &#232; su questa perdita, su questo terreno instabile dei sentimenti, che si fonda la crisi dei rapporti, la nevrosi dell&amp;#8217;individuo, incapace di intravedere l&amp;#8217;orizzonte delle proprie azioni, bloccato nella paura della morte, della vecchiaia, del fallimento. Variazioni sul tema... Il cinema di Allen si compone, ormai, di piccole aggiunte a una partitura, che viene a definirsi film dopo film. Come un lavoro di costante riarrangiamento. Ogni film &#232; uno strumento che si sovrappone al suono dell&amp;#8217;orchestra. E ogni tassello compone il quadro della grande malattia dei nostri tempi. You Will Meet a Tall Dark Stranger non aggiunge nulla pi&#249; di una sfumatura. Certo. Si ride, e molto, in diverse scene. La seduta spiritica, in cui il vecchio pretendente di Helena si rifiuta di chiedere al fantasma della moglie il permesso per sposare la donna che ama. Oppure il momento in cui Roy si rende conto di essersi appropriato del romanzo della persona sbagliata. La classe &#232; indiscutibile. E, come sempre, &#232; supportata da un cast straordinario (a cominciare da Anthony Hopkins e Naomi Watts).&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;concorso - fuori concorso&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;26/05/2010&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;CineClandestino&lt;/strong&gt;</description>
			<category>concorso - fuori concorso</category>
			<pubDate>26/05/2010</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Cannes 63 - Bilancio</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=27&amp;art=5711</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2010/2010/4/Festival/Cannes/cannes-citt%C3%A0-200x150.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;La grandezza di un festival pressoch&#233; unico al mondo come quello di Cannes non si nota tanto nei giorni di gloria, quando si veleggia col vento in poppa, quanto in quelli in cui &#232; la bonaccia ha gonfiare (di poco) le proprie vele. Che si possa finalmente parlare di crisi a livello globale ce lo confermano anche Tremonti e Berlusconi, fino a ieri fermamente convinti dell&amp;#8217;esatto contrario, ed &#232; indubbio che la cosa influisca (e non poco) sul settore culturale. Ma in un&amp;#8217;annata da &amp;#8220;vacche magre&amp;#8221;, riconosciuta come tale pressoch&#233; dalla totalit&#224; dei commentatori cannensi, ecco appunto tornare la Cannes &amp;#8220;bussola&amp;#8221; della cultura cinematografica internazionale. Il come &#232; tutto da ricercarsi in quell&amp;#8217;annuncio timido e riservato che Tim Burton ha lanciato in mondovisione: quella Palma d&amp;#8217;Oro consegnata nelle mani di Apichatpong Weerasethakul &#232; la conferma che Cannes &#232; ancora capace di essere il &amp;#8220;faro&amp;#8221; per l&amp;#8217;industria culturale mondiale, di benedire la nascita di nuovi autori e di lanciarli nel mercato globale. Un colpo di genio quello di Burton che, in un&amp;#8217;annata in cui il Concorso Ufficiale &#232; apparso composto da autori sinceramente stanchi (Leigh, Loach, Mikhalkov, Kitano, Lee Chang-dong, Bouchareb&amp;#8230;), &#232; riuscito a catalizzare tutta l&amp;#8217;attenzione verso l&amp;#8217;unico (e per questo meritorio) regista portatore di uno sguardo altro.&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;festival cannes&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;25/05/2010&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Lorenzo Leone&lt;/strong&gt;</description>
			<category>festival cannes</category>
			<pubDate>25/05/2010</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Burnt by the Sun 2: Exodus</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=55&amp;art=5528</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2010/2010/5/Festival/Cannes/Concorso/Burnt%20by%20the%20Sun%202_%20exodus/Burnt-by-the-Sun-cvr160.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;&#200; stato accompagnato da diverse polemiche il secondo episodio de Il sole ingannatore 2 &amp;#8211; L&amp;#8217;esodo, che segue il film del 1994 (Burnt by the Sun, Premio Oscar come Miglior Film Straniero e Gran Premio della Giuria a Cannes). Nikita Mikhalkov, che torna in Concorso sulla Croisette (tre anni dopo l&amp;#8217;ultima apparizione festivaliera, in Concorso a Venezia 64 con 12, dove vinse il Leone Speciale per l&amp;#8217;insieme dell&amp;#8217;opera), deve difendersi anche dagli attacchi di alcuni colleghi russi, che lo accusano di essere un uomo di Putin e di usare metodi staliniani nel coprire il suo ruolo di responsabile istituzionale delle attivit&#224; cinematografiche. Ma al di l&#224;, delle polemiche l&amp;#8217;autore mostra una certa stanchezza di sguardo, gonfiata da un eccessivo manierismo e un impianto sovraccarico di simbolismi e retorica ideologica. &#200; un continuo rincorrersi di stratificazioni iconografiche e ricerca del dettaglio, degli oggetti che si intromettono sul cammino tra la vita e la morte. Una boa salva la vita a Nadia, la porta difende il corpo del militare compagno dell&amp;#8217;ex generale Kutov, il lampadario della chiesa impedisce ad una bomba sganciata dal cielo di scoppiare e far saltare in aria lo stesso Kutov. Ma &#232; tutto troppo calibrato e senza anima, verrebbe da dire teatralmente innocuo, al nostro sguardo. Il sole ingannatore sta proprio nell&amp;#8217;incapacit&#224; di riscaldare le passioni ma di congelare al crepuscolo il sogno di libert&#224;, di tenerezza smarrita forse per sempre. Tutti gli effetti speciali, le battaglie sul campo, i bombardamenti non coprono di fango quel Paese invaso dai nazisti, che da la sensazione di essere ben arredato in esterni consolatori e ripuliti. Tristemente esposto alle durezze della natura e della storia, Mikhalkov perde il senso della misura, deturpando la sua frenetica voglia di ammaliare senza ferire.&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;concorso - fuori concorso&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;24/05/2010&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;CineClandestino&lt;/strong&gt;</description>
			<category>concorso - fuori concorso</category>
			<pubDate>24/05/2010</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Il pagellone di Cannes 2010</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=27&amp;art=5700</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2010/2010/4/Festival/Cannes/Cannes-2010-cvr200.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Visto che un voto non si nega a nessuno vogliamo anche noi dare il nostro contributo alla causa: ecco allora il Pagellone di Cannes 2010, un pugno di voti per giudicare l&amp;#8217;annata cannense e tutto il suo corollario. In attesa del consueto bilancio, eccone uno semi-serio...&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;festival cannes&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;24/05/2010&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Lorenzo Leone&lt;/strong&gt;</description>
			<category>festival cannes</category>
			<pubDate>24/05/2010</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Cannes 63 - Tutto il Festival minuto per minuto</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=60&amp;art=5627</link>
			<description>Una diretta da Cannes come non l'aveve mai vista. Non abbiamo nessuna intenzione di annoiarvi oltremodo con un&amp;#8217;introduzione ampollosa e inutile: queste saranno solo poche righe per presentarvi quello che altro non &#232; che un piccolo gioco o una piccola provocazione, scegliete voi. Ci siamo chiesti: perch&#233; non provare a raccontare un festival, come quello di Cannes, come fosse una partita di calcio, con aggiornamenti in tempo reale continui e incessanti su ogni aspetto di un evento cos&#236; ingombrante e stratificato? Eccolo allora il senso di questa pagina in cui coinfluiranno idee, freddure, congetture, semplici considerazioni, stati d&amp;#8217;animo, nonsense,  tweets e stati facebookiani, sms, mail ma anche news o semplici lanci d&amp;#8217;agenzia (tutti rigorosamente clandestini, sia chiaro&amp;#8230;) con il semplice intento di cercare di raccontarvi, o meglio ancora di restituirvi, l&amp;#8217;immagine di Cannes attraverso le nostre parole.

Se ci riusciremo, sarete voi a dircelo. Solo allora potremo dire che l&amp;#8217;esperimento sar&#224; riuscito&amp;#8230;&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;altri articoli&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;23/05/2010&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Lorenzo Leone&lt;/strong&gt;</description>
			<category>altri articoli</category>
			<pubDate>23/05/2010</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Life, Above All</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=60&amp;art=5679</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2010/2010/5/Festival/Cannes/Un%20Certain%20Regard/Life,%20Above%20All/Life-above-all-cvr160.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Era da dieci anni, dal 2000, l&amp;#8217;anno in cui realizz&#242; e port&#242; a Cannes Hijack Stories, che Oliver Schmitz non elaborava la sua poetica densa, magmatica, inscritta nei corpi e nella luce, per il cinema. Anni, quelli che separano quel film di gang urbane da Life, Above All, passati dal regista sudafricano figlio di immigrati tedeschi a lavorare per la televisione, tra Sudafrica e Germania (fatta eccezione per il segmento girato per il film collettivo Paris, je t&amp;#8217;aime). Cineasta dallo sguardo fiammeggiante, Schmitz &#232; tornato al lungometraggio con un melodramma a tinte forti, incandescente, che tratta con la finzione pi&#249; radicale un argomento come quello dei bambini sudafricani orfani di genitori morti di Aids (a loro il film &#232; dedicato). Dunque, soggetto delicato, che Schmitz affronta con rigore filmico nel mettere in scena quel che accade a una ragazzina di dodici anni, Chanda, di fronte a eventi familiari sempre pi&#249; drammatici, e l&amp;#8217;amicizia, indelebile nel tempo e al di l&#224; delle persecuzioni della vita, fra lei e la coetanea Esther, costretta a prostituirsi.
Life, Above All (fin dal titolo che richiama il melodramma nella sua classicit&#224; senza tempo) &#232; cinema che lavora sull&amp;#8217;emozione, che scava le inquadrature scolpendole in tutte le loro parti, che esibisce un commovente cinemascope scelto per lavorare su quella che potrebbe sembrare una contraddizione, ovvero sui personaggi e sulle loro infinite r/esistenze, sostando sui loro volti con un&amp;#8217;insistenza sensuale e dolorosa - volti, e occhi, labbra, che conquistano lo schermo. Quelli di Chanda e Esther (interpretati da due adolescenti al loro esordio, bravissime, rispettivamente Khomotso Manyaka e Keaobaka Makanyane), e degli altri numerosi personaggi e corpi, soprattutto donne di diverse et&#224; che, in maniera differente, si confrontano con il dolore e le ipocrisie, le superstizioni, i silenzi di una societ&#224; che del passato mantiene ancora in primo piano le forme di una segregazione non razziale ma appunto inscritte nelle credenze meno tollerabili e pi&#249; violente, di cui le donne sono le principali vittime. Schmitz, con l&amp;#8217;uso di una camera a mano morbida, tesse una rete di sguardi di straordinaria solidit&#224;, proprio nel senso di raccontare (portando sullo schermo il romanzo Chanda&amp;#8217;s Secrets di Allan Stratton) una quotidianit&#224; marginale (ambientata nella township di Elandsdoorn, non lontano da Johannesburg, citt&#224; che il regista conosce bene, avendo in essa gi&#224; posato il suo sguardo per Mapantsula, suo esordio nella finzione del 1987, che usc&#236; anche in Italia con il titolo Afrikander; per Jo&amp;#8217;Burg Stories, del 1997; per Hijack Stories) con il senso di un cinema sopra tutto, come la vita che continua nonostante le peggiori avversit&#224;.&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;altri articoli&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;23/05/2010&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Giuseppe Gariazzo&lt;/strong&gt;</description>
			<category>altri articoli</category>
			<pubDate>23/05/2010</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>My Joy</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=55&amp;art=5632</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2010/2010/5/Festival/Cannes/Concorso/My%20Joy/My-Joy-cvr160.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Apprezzatissimo documentarista ucraino (ora residente in Germania), Sergej Loznitsa esordisce ora nel documentario di finzione. E pare puntare abbastanza in alto. Il suo My Joy  &#232; la storia di un camionista che, durante una consegna, viene bloccato in un villaggio sperduto da una deviazione di percorso improvvisa. E qui, letteralmente, cambia pelle (e gli cresce la barba) costretto a indurirsi da una realt&#224; ai limiti della brutalit&#224;, praticamente una violentissima guerra di tutti contro tutti che viene allusa non troppo implicitamente essere la realt&#224; quotidiana della Russia di oggi. Appena arrivato, dei barboni lo menano. Si installa in una casa un tempo abitata da un insegnante ammazzato senza troppe remore da degli sconosciuti. E via deliziando.
La &amp;#8220;deviazione&amp;#8221; dal percorso iniziale della consegna con il camion non &#232; solo l&amp;#8217;innesco della vicenda, ma anche (e soprattutto) l&amp;#8217;indice pi&#249; preciso della natura del film. In un&amp;#8217;infinit&#224; di punti assolutamente imprevedibili, il film piglia e va da tutt&amp;#8217;altra parte, nel tempo e/o nello spazio. Magari per seguire un personaggio che ci ritroviamo mezz&amp;#8217;ora dopo. E il bello &#232; che tutte queste occorrenze non sono &amp;#8220;digressioni&amp;#8221;. O meglio: da un punto di vista strutturale lo sono, perch&#233; deviano dal racconto principale. Ma il tempo e l&amp;#8217;ampiezza stilistica che si prende Loznitsa per seguire ognuna di esse, le fanno sembrare istintivamente davvero come &amp;#8220;il film vero&amp;#8221;. Ognuna di esse &#232; trattata (per esempio per amplificazione, o seguendo meticolosamente e a lungo un personaggio  di spalle con la camera a mano) come un momento topico &amp;#8211; ma non lo &#232;, magari &#232; solo un personaggio che cammina un po&amp;#8217; e poi si ferma a guardare qualcosa che si muove in lontananza. Oppure &#232; un pazzo che fa una carneficina con una pistola &amp;#8211; ma &#232; lo stesso, tutto ha la stessa irrisoria importanza, la regia tratta i momenti banali e quelli incandescenti con la stessa disincantata indifferenza, osservando con calcolata &amp;#8220;ottusit&#224;&amp;#8221; orizzontale. Perch&#233; in questa giungla (innevata) le &amp;#8220;aspettative di vita&amp;#8221; sono basse, qualunque cosa pu&#242; sparire violentemente da un momento all&amp;#8217;altro, l&amp;#8217;instabilit&#224; &#232; assoluta &amp;#8211; e di conseguenza esiste solo il presente; il tempo e la cronologia vanno a ramengo, e spesso e volentieri perdiamo di vista il protagonista per decine di minuti prima di ritrovarlo (incattivito) inaspettatamente un po&amp;#8217; pi&#249; in l&#224;. Non c&amp;#8217;&#232; altro che un brulicare incontrastabile di violenza, follia e volenterosi slanci registici.&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;concorso - fuori concorso&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;23/05/2010&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Marco Grosoli&lt;/strong&gt;</description>
			<category>concorso - fuori concorso</category>
			<pubDate>23/05/2010</pubDate>
		</item>
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