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		<title>CineClandestino.it</title>
		<link>http://www.cineclandestino.it/</link>
		<description>Rivista di cinema e informazione cinematografica</description>
		<language>it</language>
		<pubDate>03/02/2012 5.53.07</pubDate>
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			<title>Il figlio di Babbo Natale</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=11&amp;art=8782</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/12/In%20sala/Il%20figlio%20di%20Babbo%20Natale/Il-figlio-di-Babbo-Natale-cvr200.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Gli elfi hanno 18,14 secondi per consegnare i regali in una casa: entrare da una finestra o dal camino, disinnescare un possibile antifurto, tenere a bada eventuali animali domestici, evitare assolutamente il contatto con genitori e figli, deporre il pacchetto (con fiocco) sotto l'albero e consumare il latte e i biscotti lasciati per Babbo Natale. Casa dopo casa, citt&#224; dopo citt&#224;, nazione dopo nazione: tutto in una notte, tra strategie impeccabili, tecnologie avanzatissime e una slitta-astronave sinuosa come l'Enterprise.
Alla base del divertente e fantasioso Il figlio di Babbo Natale (Arthur Christmas) ci sono una buona idea e un'accurata sceneggiatura: insomma, una storia da raccontare. La centralit&#224; della scrittura &#232; il vero spartiacque nell'attuale panorama dell'animazione in computer grafica e 3D: purtroppo le valide alternative a pellicole spesso intrise di modeste gag e sovrabbondanti citazioni (molti titoli della DreamWorks Animation, sull'onda troppo lunga di Shrek) non sono numerose e scaturiscono quasi sempre dal lavoro e dalla creativit&#224; della Pixar, della Aardman, al secondo lungometraggio in CG dopo il discreto Gi&#249; per il tubo (2006) (1), e della Sony (2).
Si rintraccia facilmente nello script di Sarah Smith, all'esordio dietro la (virtuale) macchina da presa, e di Peter Baynham la consueta vitalit&#224; delle produzioni Aardman: tra intenti didascalici non troppo melensi e un condivisibile richiamo a un sano spirito natalizio, Il figlio di Babbo Natale procede a un ritmo assai elevato,&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;animazione&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;24/12/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Enrico Azzano&lt;/strong&gt;</description>
			<category>animazione</category>
			<pubDate>24/12/2011</pubDate>
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			<title>Arthur 3: La guerra dei due mondi</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=80&amp;art=7604</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/4/Festival/Arthur-e-la-guerra-dei-due-mondi-200.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Prendendo spunto dalle date del festival, programmato quest&amp;#8217;anno in prossimit&#224; della Pasqua, si potrebbe tranquillamente dire che il Future di Bologna ci abbia fatto trovare, nelle classiche uova di cioccolato, una sorpresa davvero strana: i Minimei. Come ogni gadget che si rispetti, quello delle virtuali uova di Pasqua targate Future Film Festival pu&#242; lasciare, in chi lo riceve, un pizzico di delusione o una moderata allegria. In noi che scriviamo &#232; prevalso il secondo atteggiamento. Forse perch&#233;, a conti fatti, c&amp;#8217;era ancora una certa curiosit&#224; nei confronti di questa piccola saga cinematografica, realizzata interfacciando animazione 3D e riprese live action; una saga iniziata bene, col delizioso Arthur e il popolo dei Minimei, proseguita poi malissimo con lo scombinato e per niente vivace Arthur e la vendetta di Maltazard, chiusa ora col pi&#249; che dignitoso Arthur 3: la guerra dei due mondi (Arthur et la guerre des deux mondes). Tanto per offrire le coordinate essenziali della storia e rendere partecipi i non addetti ai lavori (di giardinaggio), codesti Minimei sarebbero creature alte poche millimetri cui Arthur, ragazzino cresciuto in una stramba famiglia, presta pi&#249; volte il suo aiuto contro il perfido Maltazard;  aiuto generoso e non immune da un certo coraggio, considerando che l&amp;#8217;agguerrito bambino, incantato anche da una fiera e fascinosa principessa Minimea, non aveva esitato a farsi rimpicciolire e a raggiungere i suoi piccoli amici in quel giardino (appunto) pieno di insidie, pur di rendersi utile alla causa. Nel terzo capitolo della saga l&amp;#8217;inghippo, per&#242;, &#232; di natura leggermente diversa, nel senso che Maltazard alla fine del lungometraggio precedente era riuscito, attraverso uno stratagemma, ad assumere proporzioni gigantesche, cos&#236; da spostare nuovamente il terreno di scontro dalla societ&#224; microscopica dei Minimei a quella degli umani. Tale colpo di scena, invero, era avvenuto in Arthur e la vendetta di Maltazard senza che il radicale mutamento di prospettive venisse introdotto col necessario mordente, mentre in Arthur 3: la guerra dei due mondi gli sforzi del protagonista per riacquisire la statura normale e combattere Maltazard nella realt&#224; a lui pi&#249; familiare sono raccontati con ben altra verve. Il piccolo (in tutti i sensi) Arthur affronta difatti una serie di prove, per riuscire nell&amp;#8217;intento, il che &#232; pretesto per mostrare vecchi scenari da nuove angolazioni, come la cameretta del ragazzo divenuta set di una sfida in cui i giocattoli (mitico il trenino elettrico) salgono decisamente in primo piano, neanche fosse Toy Story.&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;lungometraggi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;23/12/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Stefano Coccia&lt;/strong&gt;</description>
			<category>lungometraggi</category>
			<pubDate>23/12/2011</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>[Trailer] Arthur 3: La guerra dei due mondi</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=84&amp;art=8768</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/12/Animazione/arthur-3-la-guerra-dei-due-mondi-80x110.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Il trailer italiano del lungometraggio francese Arthur 3 - La guerra dei due mondi (Arthur et la guerre des deux mondes, 2010), terzo e conclusivo capitolo della saga fantasy scritta e diretta da Luc Besson. Nel cast Freddie Highmore, Mia Farrow, Robert Stanton, Iggy Pop, Lou Reed e Selena Gomez. L'uscita del film, distribuito nelle sale dalla Moviemax, &#232; prevista per venerd&#236; 23 dicembre 2011.

Maltazard ormai &#232; alto pi&#249; di due metri ed &#232; fermamente determinato a dominare il mondo. Arthur, insieme a Selenia e Betameche, sono gli unici in grado di fermarlo, nonostante siano svantaggiati in partenza dalla loro statura. Dovranno far ricorso a tutto il loro ingegno per impedire a Maltazard di concretizzare i suoi piani, e ristabilire l'equilibrio tra i due mondi.&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;stream &amp; download&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;20/12/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;CineClandestino&lt;/strong&gt;</description>
			<category>stream &amp; download</category>
			<pubDate>20/12/2011</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>[Trailer] Il figlio di Babbo Natale</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=85&amp;art=8765</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/12/Animazione/Il-figlio-di-Babbo-Natale-200x150.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Il trailer italiano della divertente pellicola animata in computer grafica e 3D Il figlio di Babbo Natale (Arthur Christmas, 2011), scritta e diretta da Sarah Smith. Le voci nella versione originale sono di James McAvoy, Jim Broadbent, Bill Nighy, Hugh Laurie, Imelda Staunton, Joan Cusack, Eva Longoria e Robbie Coltrane. L'uscita del film, prodotto dalla Aardman Animations e dalla Sony Pictures Animation e distribuito nelle sale dalla Warner, &#232; prevista per venerd&#236; 31 dicembre 2011.

Come ogni anno arriva il venticinque Dicembre e per Babbo Natale e i suoi aiutanti si prospetta un duro lavoro. I regali da portare sono tanti, ma su seicento milioni di consegne in perfetto orario, una che va storta &#233; un errore che si pu&#242; accettare, per tutti... ma non per Arthur, il figlio piccolo di Babbo Natale.&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;ultimi articoli&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;20/12/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;CineClandestino&lt;/strong&gt;</description>
			<category>ultimi articoli</category>
			<pubDate>20/12/2011</pubDate>
		</item>
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			<title>Il gatto con gli stivali</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=80&amp;art=8756</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/12/Animazione/Il-gatto-con-gli-stivali-200X150(1).jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Non &#232; certamente l'aspetto tecnico il punto debole de Il gatto con gli stivali, spin-off tutto sommato godibile e blockbuster perfettamente (ri)calibrato sui gusti e sulle attese del grande pubblico. La resa visiva dell'animazione in computer grafica appare infatti sfavillante, ricca di dettagli, fluida nei movimenti, spesso abbacinante nei paesaggi: insomma, il nuovo lavoro della sempre prevedibile DreamWorks Animation conferma, sulla scia del dimenticabile Happy Feet 2 di George Miller, i poderosi passi in avanti della CG, lanciata a grandi falcate verso il tanto agognato realismo fotografico. 
Anche sul fronte stereoscopico il giudizio non pu&#242; che essere positivo. Pur continuando a sostenere la sostanziale inutilit&#224; del 3D, troppo spesso specchietto per le allodole, dobbiamo registrare lo sforzo da parte di Chris Miller e soci di adeguare la messa in scena alla tridimensionalit&#224;, cercando di enfatizzare a pi&#249; riprese la profondit&#224; di campo. Ma &#232; bene sottolineare un concetto chiave: il film pu&#242; essere visto, come la stragrande maggioranza delle pellicole in 3D, nella versione bidimensionale. L'impatto visivo sar&#224; praticamente lo stesso. Il prezzo del biglietto, invece, sar&#224; sensibilmente inferiore (1). 
I limiti dell'operazione, evidenti e numerosi, emergono invece nel volgere di pochi minuti. Il simpatico felino, celebre pi&#249; per gli occhioni che per l'abilit&#224; con la spada, non possiede lo spessore del personaggio trainante, del protagonista. Spolpato fino all'osso l'orco verde, che gi&#224; al secondo episodio mostrava la corda, alla DreamWorks non restavano che due strade: imbarcarsi in uno stiracchiato spin-off o imbastire una nuova storia e dei nuovi personaggi (1). Il gatto con gli stivali &#232; la scelta facile, la via pi&#249; breve, l'ennesima pellicola in computer grafica che narrativamente gioca di accumulo, accatastando personaggi e gag, mescolando un po' le carte e le favole. Ed ecco allora il bizzarro Humpty Dumpty (2), uovo antropomorfo dalla psiche alquanto instabile, la gatta di strada Kitty Zampe di Velluto, la leggendaria oca dalle uova d'oro e il coppia poco raccomandabile Jack e Jill (3). Rispetto ai vari Shrek 2 (2004), Shrek terzo (2007) e Shrek e vissero felici e contenti (2010), sequel senza una reale ragion d'essere, Il gatto con gli stivali cerca di recuperare almeno in parte il gusto della narrazione, nonostante pretestuose parentesi danzanti e una scrittura poco ispirata &amp;#8211; la scusa del target &#232; una coperta corta.&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;lungometraggi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;16/12/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Enrico Azzano&lt;/strong&gt;</description>
			<category>lungometraggi</category>
			<pubDate>16/12/2011</pubDate>
		</item>
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			<title>[Trailer] Il gatto con gli stivali</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=85&amp;art=8740</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/12/Animazione/Il-gatto-con-gli-stivali-80x110.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Il trailer italiano del lungometraggio d'animazione in computer grafica e 3D Il gatto con gli stivali (Puss in Boots, 2011), diretto da Chris Miller (Shrek Terzo). Nella versione originale le voci dei doppiatori sono di Antonio Banderas, Salma Hayek, Billy Bob Thornton, Guillermo del Toro e Zach Galifianakis. L'uscita del film, distribuito nella sale dalla Universal Pictures, &#232; prevista per venerd&#236; 16 dicembre 2011.

Le spade si incroceranno e i cuori saranno infranti in questa avventura che vedr&#224; come protagonista il pi&#249;  amato personaggio dell'universo di Shrek, il Gatto con gli stivali. Si tratter&#224; di una corsa spericolata attraverso i primi anni del celebre Gatto, quando fece squadra con Humpty Dumpty, la mente e Kitty, la gatta di strada, per rubare la famosa papera dalle uova d'oro...&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;ultimi articoli&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;12/12/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;CineClandestino&lt;/strong&gt;</description>
			<category>ultimi articoli</category>
			<pubDate>12/12/2011</pubDate>
		</item>
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			<title>Happy Feet 2</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=80&amp;art=8659</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/11/Animazione/happy-feet-2-200.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Prima di affrontare il poco digeribile Happy Feet 2, torniamo al 2006, annus horribilis per l'animazione a stelle e strisce e, &#231;a va sans dire, per le scelte dell'Academy: l'ambita statuetta per il miglior lungometraggio d'animazione venne regalata a Happy Feet, in una corsa a tre di basso profilo (1). Una scelta pi&#249; che discutibile, figlia di logiche spudoratamente economiche e di una spartizione dei premi che nel corso degli anni ha mietuto vittime eccellenti. Il primo capitolo di una saga gi&#224; troppo lunga non aveva infatti nessun requisito, salvo una buona computer grafica, per prevalere nella corsa all'Oscar. Una corsa, sia detto, che seleziona i partecipanti con criteri difficilmente condivisibili.
Torniamo a bomba. Il sequel, nuovamente affidato alla regia del veterano George Miller, pu&#242; vantare una computer grafica di ottimo livello, impressionante nella ricostruzione dettagliata dei paesaggi ghiacciati e nella (quasi) fotografica riproduzione dei vari essere viventi che popolano l'Antartide. Da segnalare, ad esempio, il character design e l'animazione dei due krill, Will e Bill, personaggi comici che sembrano presi di peso da L'era glaciale, rielaborazioni anche estetiche del celebre (e successivamente invadente) scoiattolo Scrat. Ma pu&#242; bastare la qualit&#224; della CG? Come vedremo per Il gatto con gli stivali, che uscir&#224; il 16 dicembre con le unghie ben affilate per la battaglia natalizia, i punti guadagnati dall'animazione sono in parte o completamente azzerati dalla pochezza della struttura narrativa, quasi un pretesto per incollare gag e canzoni, improbabili passi di tip-tap e lezioni morali a buon mercato. Happy Feet 2, superiore all'originale ma lontano anni luce da uno standard narrativo accettabile, scivola nel consueto e malsano meccanismo di troppa animazione in computer grafica e 3D: un susseguirsi di siparietti, di gag, di personaggi che vorrebbero essere comici e portatori di zuccherosi propositi. Insomma, uno dei tanti (troppi!) figliastri del successo di Shrek. Purtroppo ci si accoda alla DreamWorks e non alla Pixar...&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;lungometraggi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;24/11/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Enrico Azzano&lt;/strong&gt;</description>
			<category>lungometraggi</category>
			<pubDate>24/11/2011</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Il re leone 3D</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=80&amp;art=8440</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/10/Festival/Festival%20di%20Roma/Alice%20nella%20citt%C3%A0/il-re-leone-cover200.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;A volte capita che il 3D sia utile, anche quando &#232; solo un pretesto: per la Disney, che pu&#242; ridistribuire una gallina dalle uova d'oro, con tanto di prezzo maggiorato del biglietto; per noi, che possiamo mettere nero su bianco alcune considerazioni che ci frullano in testa dal lontano 1994. 
Che il 3D sia un pretesto &#232; abbastanza evidente. Dal punto di vista estetico, infatti, la tridimensionalit&#224; poco (o nulla) aggiunge all'opera originale, rilanciando per l'ennesima volta la grande questione sulla reale utilit&#224; della stereoscopia nell'attuale panorama produttivo. A parte casi isolati come Avatar, Coraline e la porta magica o Cave of Forgotten Dreams, la grande massa dei titoli realizzati in 3D sembra infatti seguire logiche meramente commerciali. Ed ecco, quindi, che le nuove versioni dei &amp;#8220;classici&amp;#8221; disneyiani anni Ottanta/Novanta possono tornare sul grande schermo, rilanciando una consuetudine che tanto successo riscuoteva nei decenni passati (1).
Sono per&#242; altre le questioni che ci interessano (2).
Torniamo al 1994 e diamo un'occhiata al decennio 1989-1999, generalmente considerato un periodo di rinascita per la Disney, dopo una lunga serie di produzioni che il tempo ha quasi cancellato (3). Ricoperto di riconoscimenti, dai due Oscar ai tre Golden Globe, fino agli ancor meno credibili cinque Annie Award, Il re leone (The Lion King) &#232; effettivamente una delle opere pi&#249; significative degli anni Novanta disneyiani, grazie soprattutto a una suggestiva colonna sonora (4), a un character design pi&#249; che gradevole e all'ispirato utilizzo dei colori. Ma gli osanna per la Disney non si limitavano al film di Roger Allers e Rob Minkoff: da La sirenetta (1989) a Tarzan (1999), passando per i vari La Bella e la Bestia (1991), Pocahontas (1995), Il gobbo di Notre Dame (1996) e via discorrendo, tutto sembrava dorato, perfetto, artisticamente e tecnicamente inimitabile. La Casa del Topo incarnava, per buona parte della critica e per la totalit&#224; dei grandi mezzi di comunicazione, l'idea stessa di animazione. Poi, nel giro di pochi anni, il tracollo e lo scioccante stop all'animazione tradizionale (5).&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;lungometraggi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;10/11/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Enrico Azzano&lt;/strong&gt;</description>
			<category>lungometraggi</category>
			<pubDate>10/11/2011</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>[Trailer] Il re leone 3D</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=85&amp;art=8548</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/11/Animazione/The-Lion-King-80x110.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Il trailer italiano del classico disneyiano Il re leone (The Lion King, 1994/2011) di Roger Allers e Rob Minkoff, nella nuova versione 3D. Presentato in anteprima durante la sesta edizione del Festival di Roma, il lungometraggio della Disney sar&#224; nuovamente nelle sale a partire da venerd&#236; 11 novembre 2011.

Dopo la morte del padre, il leoncino Simba fugge dalla sua terra e viene accolto da Timon e Pumbaa, ma torner&#224; per riconquistare il regno, usurpato dal perfido zio Scar. Uscito per la prima volta al cinema nel 1994, The Lion King torna oggi nella nuova versione in 3D.&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;ultimi articoli&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;08/11/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;CineClandestino&lt;/strong&gt;</description>
			<category>ultimi articoli</category>
			<pubDate>08/11/2011</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Tormenti - Film disegnato</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=80&amp;art=8490</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/10/In%20sala/Tormenti/Tormenti-cvr160.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Un emozionato &amp;#8220;Uh!&amp;#8221; e un sommesso &amp;#8220;ah&amp;#8221;. L&amp;#8217;intenzione di Furio Scarpelli, scomparso il 28 aprile 2010, era di raccontare un&amp;#8217;avventurosa storia d&amp;#8217;amore vissuta da personaggi qualunque: nessuno stupore, nessun &amp;#8220;Uh!&amp;#8221;, ma solo la partecipazione divertita del pubblico, pronto a sorridere delle caricature ma anche ad affezionarsi un po&amp;#8217; alle peripezie di Eleonora Ciancarelli e Mario Marchetti (anzi, di Ciancarelli Eleonora e Marchetti Mario) e dell&amp;#8217;avvocato fascista-ma-non-troppo Rinaldo Maria Bonci Paonazzi. E un sommesso &amp;#8220;ah&amp;#8221;, in effetti, &#232; la giusta reazione di fronte a Tormenti &amp;#8211; Film Disegnato, realizzato da Filiberto Scarpelli con i disegni del celebre e talentuoso zio Fulvio. Un film garbato nei toni, nel linguaggio e nell&amp;#8217;ironico ritratto del Ventennio: un triangolo amoroso animato da personaggi che non si limitano alla caricatura, ma prendono forma e spessore grazie ai testi di Furio Scarpelli e alle voci ispirate di Omero Antonutti (narratore), Alba Rohrwacher (Eleonora, detta &amp;#8220;Lolli&amp;#8221;), Luca Zingaretti (Rinaldo), Valerio Mastandrea (Mario) e  Elio Pandolfi, che si destreggia tra sette ruoli.
La strada intrapresa dagli Scarpelli &#232; quasi miracolosa per il Bel Paese, da decenni alle prese con una crisi quasi irreversibile delle produzione animata. E qui tocca aprire una parentesi. Nonostante le intenzioni e le dichiarazione dei realizzatori e produttori, forse preoccupati di non essere presi troppo sul serio, Tormenti &amp;#8211; Film Disegnato &#232; un film d&amp;#8217;animazione! Animazione essenziale, decisamente &amp;#8220;limitata&amp;#8221; (ovvero, meno disegni, meno dettagli e pose intermedie del movimento ridotte al minimo), ma pur sempre animazione. I preconcetti, ahinoi, sono duri a morire.&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;lungometraggi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;06/11/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Enrico Azzano&lt;/strong&gt;</description>
			<category>lungometraggi</category>
			<pubDate>06/11/2011</pubDate>
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			<title>[Trailer] Tormenti - Film disegnato</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=85&amp;art=8518</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/10/In%20sala/Tormenti/Tormenti-cvr200.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Il trailer dell'originale lungometraggio animato Tormenti - Film disegnato, diretto da Filiberto Scarpelli e realizzato dai disegni del celebre sceneggiatore Furio Scarpelli. Le voci dei protagonisti sono di Omero Antonutti, Valerio Mastandrea, Alba Rohrwacher e Luca Zingaretti. L'uscita del film, presentato come evento speciale al Festival di Roma e distribuito nelle sale dalla Lucky Red, &#232; prevista per gioved&#236; 3 novembre 2011. 

La vicenda, drammatica e comica, &#232; ambientata a Roma durante il Ventennio fascista. Il tragico e irresistibile avvocato Rinaldo Maria Bonci Pavonazzi seduce per vacuit&#224; esistenziale una giovane stiratrice, Eleonora Ciancarelli detta Lolli. Ma presto lei si innamora di Mario Marchetti, pugile e studente universitario...&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;ultimi articoli&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;03/11/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;CineClandestino&lt;/strong&gt;</description>
			<category>ultimi articoli</category>
			<pubDate>03/11/2011</pubDate>
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			<title>Fisheye</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=82&amp;art=8347</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/10/Animazione/Fisheye-Josko-Marusic-80x110.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Zagreb Film e Josko Marusic. Addentrandosi nell'infinito e variopinto universo dell'animazione, sia televisiva che cinematografica, spudoratamente commerciale o testardamente artistica, ci si imbatte prima o poi nella scuola di Zagabria, fucina di talenti e piccoli capolavori: si resta sbalorditi dalla vivacit&#224; narrativa e cromatica di Surogat (1961) di Dusan Vukotic, il primo cortometraggio non statunitense a vincere un premio Oscar, si riscopre la serie per il piccolo schermo Il professor Baltazar (Profesor Baltazar, 1967-1974), creata da Zlatko Grgic, e ci si perde tra le opere dei vari Dragic, Dovnikovic, Kristl, Kolar, Mimica, Kostelac e via discorrendo. Perch&#233; la Zagreb Film, un po' come la scuola di Praga o il National Film Board of Canada, &#232; uno dei cuori pulsanti dell'arte dell'animazione: idee grafiche e narrative, libert&#224; di linguaggio, voglia e possibilit&#224; di sperimentare. In fin dei conti, la Zagreb Film &#232; quasi un luogo impossibile: un luogo in cui gli animatori e l'animazione sono liberi. Liberi come Josko Marusic, classe 1952, nato a Spalato, architetto e direttore artistico della Zagreb Film, quindi direttore del Festival Mondiale dei Film di Animazione di Zagabria e poi preside del Dipartimento di Animazione dell'Accademia di Belle Arti di Zagabria. Insomma, un curriculum davvero invidiabile. Eppure Marusic ha fatto di meglio. Ci ha regalato nove minuti folgoranti, terribili, spietati, geniali. Josko Marusic, prima di qualsiasi altro titolo e riconoscimento, &#232; l'autore di Fisheye (Riblje Oko), cortometraggio realizzato nel 1980: un corto horror, grondante paradossale e indimenticabile violenza. Una mattanza di cui non vi sveliamo nulla (&#232; qui sotto, da vedere e rivedere), limitandoci a ricordare gli occhi dei pesci, il mare nero come la pece, le strade e le case della cittadina che sembrano una delle trappole di M. C. Escher e la lancinante colonna sonora di Tomislav Simovic. 
Ecco, quando ci si addentra nell'infinito e variopinto universo dell'animazione, si scoprono confini inesplorati, lontani anni luce dalle rassicuranti (?) animazioni in computer grafica che dominano i box office. Dovrebbe essere scontato, ma non lo &#232;: l'animazione &#232; oltre, &#232; tutto, &#232; anche un capolavoro crudele come Fisheye. I bambini si copriranno gli occhi. E non solo loro...&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;cortometraggi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;23/10/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Enrico Azzano&lt;/strong&gt;</description>
			<category>cortometraggi</category>
			<pubDate>23/10/2011</pubDate>
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			<title>[Clip] Arrietty</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=84&amp;art=8384</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/10/Animazione/arrietty-80(1).jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Due sequenze tratte da Arrietty - Il mondo segreto sotto il pavimento (Kari-gurashi no Arietti, 2010) di Hiromasa Yonebayashi, lungometraggio scritto da Hayao Miyazaki e prodotto dallo Studio Ghibli. Passato al Festival di Roma 2010, il film &#232; distribuito nelle sale italiane dalla Lucky Red a partire da venerd&#236; 14 ottobre 2011.

Adattamento dei racconti dell'autrice inglese Mary Norton The Borrowers, pubblicati a partire dagli anni Cinquanta. Protagonista della vicenda una famiglia alta poco pi&#249; di dieci centimetri che vive sotto le assi del pavimento &quot;prendendo in prestito&quot; dalle case oggetti di uso comune. Ma un giorno la piccolissima quattordicenne Arrietty incontra casualmente il giovane Sho, l'umano che &#232; andato a trascorrere la convalescenza nella casa dell'anziana nonna...&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;stream &amp; download&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;14/10/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;CineClandestino&lt;/strong&gt;</description>
			<category>stream &amp; download</category>
			<pubDate>14/10/2011</pubDate>
		</item>
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			<title>Arrietty</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=85&amp;art=7387</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2010/2010/10/Festival/Roma/Fuori%20Concorso/The%20Borrower%20Arrietty/The-Borrower-Arriet-cvr200.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Adattamento dei racconti dell'autrice inglese Mary Norton The Borrowers, pubblicati a partire dagli anni Cinquanta. Protagonista della vicenda una famiglia alta poco pi&#249; di dieci centimetri che vive sotto le assi del pavimento &quot;prendendo in prestito&quot; dalle case oggetti di uso comune. Ma un giorno la piccolissima quattordicenne Arrietty incontra casualmente il giovane Sho, l'umano che &#232; andato a trascorrere la convalescenza nella casa dell'anziana nonna... [sinossi - catalogo Festival di Roma]&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;ultimi articoli&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;14/10/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Enrico Azzano&lt;/strong&gt;</description>
			<category>ultimi articoli</category>
			<pubDate>14/10/2011</pubDate>
		</item>
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			<title>[Trailer] Arrietty</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=85&amp;art=8355</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/10/Animazione/arrietty-80.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Il trailer italiano di Arrietty - Il mondo segreto sotto il pavimento (Kari-gurashi no Arietti, 2010) di Hiromasa Yonebayashi, lungometraggio scritto da Hayao Miyazaki e prodotto dallo Studio Ghibli. L'uscita del film, distribuito nelle sale dalla Lucky Red, &#232; prevista per venerd&#236; 14 ottobre 2011.

Adattamento dei racconti dell'autrice inglese Mary Norton The Borrowers, pubblicati a partire dagli anni Cinquanta. Protagonista della vicenda una famiglia alta poco pi&#249; di dieci centimetri che vive sotto le assi del pavimento &quot;prendendo in prestito&quot; dalle case oggetti di uso comune. Ma un giorno la piccolissima quattordicenne Arrietty incontra casualmente il giovane Sho, l'umano che &#232; andato a trascorrere la convalescenza nella casa dell'anziana nonna...&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;ultimi articoli&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;09/10/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;CineClandestino&lt;/strong&gt;</description>
			<category>ultimi articoli</category>
			<pubDate>09/10/2011</pubDate>
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			<title>[Trailer] I Puffi</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=84&amp;art=8248</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/9/Animazione/i-puffi-80x110.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Il trailer italiano delle avventure in computer grafica e 3D degli omini blu creati dal belga Peyo. I Puffi (The Smurfs, 2011), distribuito dalla Sony Pictures, &#232; uscito nelle sale italiane venerd&#236; 16 settembre 2011, balzando in testa al box office.

Costretti a scappare dal loro villaggio per sfuggire dal loro vecchio nemico, Gargamella, i Puffi, si ritrovano catapultati nel bel mezzo di Central Park. Non abituati a vivere tra gli uomini, i piccoli omini blu, devono cercare in tutti i modi di far ritorno al loro villaggio, senza farsi catturare dall'odiato stregone...&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;stream &amp; download&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;19/09/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;CineClandestino&lt;/strong&gt;</description>
			<category>stream &amp; download</category>
			<pubDate>19/09/2011</pubDate>
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		<item>
			<title>Surogat</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=82&amp;art=8021</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/8/Animazione/surogat-80x110.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;L'idea. L'idea &#232; un tratto grafico, un colore, un personaggio, una storia. L'idea &#232; la perfezione grafica della Pixar sempre al servizio della narrazione. L'idea &#232; l'essenziale quanto geniale linea di Osvaldo Cavandoli, &#232; il fotorealismo poetico di Hayao Miyazaki. L'idea &#232; una silhouette che anima favole in controluce, &#232; l'animazione a passo uno di Jir&#237; Trnka e Jan Svankmajer, di Jir&#237; Barta e Wladyslaw Starewicz, di Ray Harryhausen e Ivo Caprino. L'idea &#232; la sand animation di Ferenc Cak&#243; e Caroline Leaf, &#232; la pixillation di Norman McLaren, &#232; il rotoscopio di Max Fleischer. E poi ci sono i luoghi delle idee, come la suddetta Pixar, lo Studio Ghibli, la Scuola di Praga, il National Film Board of Canada. E la &quot;Scuola di Zagabria&quot;, la Zagreb Film: idee compresse in pochi minuti, in una serie di cortometraggi spesso folgoranti, teneri e divertenti se pensati per i pi&#249; piccini, sagaci e taglienti quando indirizzati a un pubblico adulto. E le idee e il talento traboccano dal cortometraggio Surogat, che con ironia e meravigliose stilizzazioni grafiche cattura e rappresenta la vita contemporanea. Surogat &#232; semplicit&#224; difficile da riprodurre, &#232; l'essenza dell'animazione che resiste agli anni e ai decenni che passano, &#232; quanto di pi&#249; distante ci possa essere dall'imperante e spesso noiosa CG e 3D. 
Surogat di Du&amp;#353;an Vukotic, primo cortometraggio non americano a vincere un Oscar, &#232; probabilmente il titolo pi&#249; rappresentativo della Zagreb Film, che a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta si impose a livello internazionale. Animazione limitata, sperimentazioni, avanguardia, autorialit&#224; e uno sguardo lucido sul mondo. Surogat &#232; il primo passo per (ri)scoprire i tesori dell'animazione croata: Occhio di pesce (1980) di Jo&amp;#353;ko Maru&amp;#353;ic, Senza titolo (1964) e Krek (1968) di Borivoj Dovnikovic, Il maiale musicante (1965) e Il piccolo e il grande (1966) di Zlatko Grgic, Elegia (1965) di Nedeljko Dragic e molto altro...&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;cortometraggi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;23/08/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Enrico Azzano&lt;/strong&gt;</description>
			<category>cortometraggi</category>
			<pubDate>23/08/2011</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Cartoonia # 02</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=83&amp;art=8051</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/8/Animazione/A-Letter-to-Momo-80x110.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;In questo secondo appuntamento con Cartoonia parleremo soprattutto di cinema che (forse) non vedremo sul grande schermo - fortunatamente, il recupero su piccolo schermo non &#232; pi&#249; un'impresa disperata. Tanta animazione asiatica (Mamoru Oshii, Goro Miyazaki, Hiroyuki Okiura, Keiichi Hara, Eric Khoo, Masayuki Kojima...), i lungometraggi passati ad Annecy e un prezioso saggio da recuperare.

Il futuro degli anime
Non deve sorprendere la vitalit&#224; dell'industria degli anime, capace di sfornare con ammirevole continuit&#224; nuovi talenti: dietro ai vari mostri sacri Miyazaki, Takahata, Oshii e Otomo, e al compianto Satoshi Kon, sta crescendo una nuova generazione di registi, da Goro Miyazaki a Masahiro Ando, da Keiichi Hara al gi&#224; affermato Makoto Shinkai, fino a Hiroyuki Okiura, che nel 1998 aveva diretto Jin-Roh - The Wolf Brigade e che finalmente torna con A Letter to Momo (Momo e no Tegami). In attesa di una proiezione nel Bel Paese (al Future?), possiamo farci venire l'acquolina in bocca col trailer originale sottotitolato in inglese. A Letter to Momo far&#224; bella mostra di s&#233; alla prossima edizione del Festival di Toronto.
 
Ancora un trailer e ancora un'opera seconda: From Kokuriko Hill (Kokuriko-Zaka Kara) di Goro Miyazaki, destinato a guidare nei prossimi anni lo Studio Ghibli. L'opera d'esordio, I racconti di Terramare, aveva lasciato molti dubbi a critica e fan. Non a noi. Sar&#224; fondamentale la risposta del pubblico giapponese, anche se la firma di Hayao Miyazaki, autore della sceneggiatura con Keiko Niwa, e il character design di Katsuya Kondo garantiscono una scalata del box office...

Annecy 2011: ovvero, l'animazione che non vedremo...
Il Festival International du Film d'Animation d'Annecy (www.annecy.org) &#232; uno dei momenti chiave per il mondo dell'animazione: lungometraggi, cortometraggi, serie televisive, work in progress e via discorrendo. Da Annecy passa il meglio della produzione mondiale, tra anteprime e titoli selezionati tra le maggiori manifestazioni (come Une vie de chat preso da Berlino o Tatsumi da Cannes). Durante la kermesse transalpina sono stati premiati Chico &amp; Rita di Fernando Trueba, Javier Mariscal e Tono Errando (Prix Fnac), L'Apprenti P&#232;re No&#235;l di di Luc Vinciguerra (Prix Unicef) e, vincitore della competizione, Le Chat du Rabbin di Joann Sfar e Antoine Delesvaux (Le Cristal du long m&#233;trage). Una menzione speciale &#232; andata a Colorful di Keiichi Hara, che aveva gi&#224; lasciato il segno al Future Film Festival di aprile. Da Annecy al Future: alla luce del limitato orizzonte di gran parte della distribuzione cinematografica italiana, tanto sensibile alle produzioni statunitensi ed europee in 3D ma incapace di guardare oltre, il festival bolognese rimane l'unico luogo per poter gustare su grande schermo film come il delizioso Une vie de chat di Jean-Loup Felicioli e Alain Gagnol o The Tibetan Dog di Masayuki Kojima, significativa collaborazione tra Cina e Giappone.
 
Oltre ai titoli appena segnalati, vale la pena sottolineare nuovamente l'assoluto valore del singolare biopic Tatsumi di Eric Khoo, che al Festival di Cannes aveva impreziosito la sezione Un Certain Regard. &#200; esattamente questo il cinema che manca alle sale italiane, ai listini dei distributori. Servirebbe una rivoluzione culturale...

 
Oshii, Je t'aime
Vulcanico e inarrestabile, in perenne bilico tra animazione e live action, tecnica tradizionale e computer grafica, cinema e piccolo schermo, manga e videogiochi, realismo e cyberpunk, Mamoru Oshii (Assault Girls, The Sky Crawler, Amazing Lives of the Fast Food Grifters) &#232; da tre decenni una delle firme pi&#249; prestigiose dell'immaginario fantascientifico. Mentre il suo pupillo Hiroyuki Okiura tornava alla regia e la Production I.G affastellava nuovi progetti (cosa sar&#224; della versione in computer grafica di Cyborg 009?), Oshii realizzava il cortometraggio Je t'aime, che sfoggia un'animazione impeccabile e rimette in gioco alcuni temi ricorrenti della poetica oshiiana. Il corto &#232; finalmente disponibile online nella versione completa, dopo essere stato utilizzato come video dal gruppo musicale giapponese Glay (un po' come fece Miyazaki con On Your Mark). Buona visione!
 
 
Invito alla lettura...
Approfittiamo dello spazio di questa rubrica per suggerire alcune letture sul cinema d'animazione. Inauguriamo il breve &amp;#8220;invito alla lettura&amp;#8221; con il prezioso saggio Il cinema di silhouette di Pierre Jouvanceau, tradotto in italiano da Gianluca Aicardi ed edito da Le Mani nel 2004 in occasione del Festival del cinema d'animazione di Chiavari &amp;#8211; la kermesse ha avuto purtroppo vita assai breve, nonostante la direzione artistica di Giannalberto Bendazzi e l'ispirata programmazione (cinema di silhouette, Takahata, Luzzati, Yusaki, Ocelot...).

 
Un testo quasi &amp;#8220;miracoloso&amp;#8221;, che illustra con puntualit&#224; la nobile tecnica delle silhouette, resa celebre nella prima parte del XX secolo dalle opere della tedesca Lotte Reiniger: il lungometraggio Le avventure del principe Achmed (1926) e, tra i tanti corti, Cinderella (1954), Hansel e Gretel (1955) e The HPO - Heavenly Post Office (1938).&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;saggi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;10/08/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Enrico Azzano&lt;/strong&gt;</description>
			<category>saggi</category>
			<pubDate>10/08/2011</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Strange Invaders</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=82&amp;art=1822</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2008/11/animazione/cortometraggi/strange%20invaders%20-%2080x110.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;Premiato in vari festival (Columbus International Film &amp; Video Festival, Leipzig DOK Festival, San Francisco International Film Festival, Sitges - Catalonian International Film Festival, Zagreb World Festival of Animated Films) e candidato al premio Oscar, il cortometraggio Strange Invaders segna il secondo grande successo per l'animatore canadese Cordell Barker, dopo i fasti dello spassoso The Cat Came Back (1988, altro Oscar mancato di  un soffio). 
Barker, anche sceneggiatore, animatore e doppiatore (&#232; Roger), dimostra di possedere, oltre ad una fervida immaginazione, perfetti tempi comici. Pi&#249; che la fluidit&#224; o la pulizia dell'animazione, il lavoro di Barker si concentra sui colori e sulla struttura narrativa. 
Divertente messa in scena degli incubi di un futuro padre, Strange Invaders &#232; una delle rare incursioni di Barker al di fuori della sua attivit&#224; pubblicitaria (segnaliamo anche la serie televisiva O Canada del 1997). 
Il cortometraggio &#232; prodotto e distribuito dal glorioso National Film Board of Canada (NFB), sorta di paradiso per il mondo dell'animazione (migliaia di titoli prodotti e molti autori di prestigio: dal leggendario Norman McLaren fino ai vari Co Hoedeman, Ishu Patel, Paul Driessen, Ryan Larkin, Chris Landreth e via discorrendo).&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;cortometraggi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;30/05/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Enrico Azzano&lt;/strong&gt;</description>
			<category>cortometraggi</category>
			<pubDate>30/05/2011</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>No Longer Human</title>
			<link>http://www.cineclandestino.it/articolo.asp?sez=85&amp;art=7676</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.cineclandestino.it/public/cover/2011/2011/5/Animazione/no-longer-human-200.jpg&quot; width=&quot;100&quot; height=&quot;80&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;left&quot; hspace=&quot;4&quot; /&gt;La cosa migliore di questo mediocre No Longer Human &#232; che non ci &#232; possibile fare raffronti con il romanzo da cui &#232; stato tratto. Ningen Shikkaku, di Osamu Dazai, pubblicato originariamente nel 1948, &#232; s&#236; stato rieditato per i tipi di Feltrinelli nel non troppo lontano 20091, ma, sebbene sia considerato uno dei testi seminali per la letteratura giapponese del secondo Novecento, non &#232; universalmente noto (trad: non l&amp;#8217;abbiamo mai letto, maestra). Ecco quindi che la solita diatriba sulla fedelt&#224;/infedelt&#224; al testo originale cade, con somma gioia dell&amp;#8217;estensore del presente articolo, arcistufo di tale querelle abbastanza insensata. Ebbene, sgombrato il campo dall&amp;#8217;accademia, ci possiamo concentrare sul motivo per il quale probabilmente questo film ha s&#236; vinto il Future Film Festival 2011, ma mi ha al contempo lasciato freddino: la sua presunzione. Quello che ai giurati deve essere sembrato un pregio, la gravit&#224; del tono, il prendere ci&#242; che si sta raccontando sul serio, beh, secondo me &#232; una valutazione parziale, mancante di un bel &amp;#8220;tremendamente&amp;#8221;. L&amp;#8217;atmosfera cupa che soffonde questa storia di umana alienazione, d&amp;#8217;incapacit&#224; di concedere a se stessi persino la cittadinanza dell&amp;#8217;umano ceppo, &#232;, secondo il mio modesto parere, pi&#249; gravosa che grave. Si ha chiara l&amp;#8217;impressione che il regista, lui s&#236;, poverino, sia schiacciato dalla responsabilit&#224; per la messa in scena di un testo di cos&#236; capitale importanza, e non riesca a fare a meno di sottolinearlo ad ogni pi&#232; sospinto. Il problema &#232; che lo fa ricorrendo ai pi&#249; vieti artifici del mestiere, e cos&#236;, via alla fiera degli effettacci scontati, tipo la neve che si tinge del sangue pseudo tisico del protagonista (che poi &#232; anche possibile l&amp;#8217;ipotesi di una citazione verbatim dell&amp;#8217;originale, ma, come sempre, &#232; il modo, non il cosa si mette in scena).&lt;br style=&quot;clear: left;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Sezione: &lt;strong&gt;ultimi articoli&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Data di pubblicazione: &lt;strong&gt;28/05/2011&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore: &lt;strong&gt;Nicola Ramponi&lt;/strong&gt;</description>
			<category>ultimi articoli</category>
			<pubDate>28/05/2011</pubDate>
		</item>
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