Mathera

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6.0 Awesome
  • voto 6

I Sassi non hanno età

Il 2019 è arrivato e con il suo arrivo Matera, già Patrimonio UNESCO, ha finalmente potuto indossare le vesti di Capitale Europea della Cultura. Dopo cinque anni l’attesa è finita. Tanti sono quelli che la città, i suoi abitanti e l’Italia intera, hanno dovuto attendere da quando Steve Green, presidente della Giuria internazionale di selezione composta da 13 membri, ha comunicato la designazione ufficiale. E per celebrare questo prestigioso riconoscimento non si poteva non realizzare un’opera audiovisiva proprio lì dove la Settima Arte ha più volte fatto tappa, scegliendo la parte antica e i Sassi come inimitabile e straordinaria cornice di innumerevoli pellicole nazionali e internazionali (da La lupa di Alberto Lattuada a Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini, da L’uomo delle stelle di Giuseppe Tornatore a The Passion di Mel Gibson). Ma l’occasione stavolta richiedeva qualcosa di più, qualcosa che permettesse alla città di diventare protagonista del racconto e non solo lo sfondo di una storia per il grande o piccolo schermo. Quel qualcosa lo potrete vedere nella tre giorni evento (dal 21 al 23 gennaio) che la Magnitudo Film e Chili hanno pensato per la prima apparizione pubblica di Mathera, il documentario diretto a quattro mani da Francesco Invernizzi e Vito Salinaro.
Il duo racconta per immagini, suoni e parole, il percorso di riscatto e di rinascita di Matera, dalle sue origini ad oggi. Il risultato è un viaggio attraverso ricordi e aneddoti, da quando la città venne definita “vergogna d’Italia” sino ai giorni nostri che vedono questo centro abitato una delle mete turistiche più desiderate d’Italia. La città si trova al centro di un territorio estremamente dinamico dove tradizione, scienza e tecnologia consentono un viaggio tra il passato, il presente e il futuro dell’intera umanità. Il documentario propone una riflessione sulle bellezze e sulle potenzialità di Matera rivelate dalle voci e dai volti dei suoi abitanti. Sono proprio le numerose testimonianze orali raccolte dagli autori a comporre davanti agli occhi dello spettatore di turno un affresco corale di grande interesse, che consente al fruitore di scoprire location e tradizioni chiave di quelle terre. E quali narratori migliori se non chi, a vario titolo, le percorre quotidianamente.
Per dare forma e sostanza a questa concatenazione di parole, i registi si affidano alla potenza delle immagini in 8k, che hanno il merito di restituire in pieno e da una moltitudine di punti macchina (aerei e ad altezza uomo) quanto di incredibile quei luoghi custodiscono e offrono ai suoi visitatori, in questo caso agli spettatori cinematografici. Tecnologia, quella utilizzata, che rappresenta l’elemento di forza dell’operazione, con la macchina da presa che seguendo i dettami del più puro dei filoni documentaristici, ossia quello delle city symphonies, vaga, cattura e restituisce le topografie di superficie e del sottosuolo di una città nella città.
Mathera è per quanto ci riguarda un biglietto da visita audiovisivo da guardare e riguardare, che illustra, mette insieme e restituisce sullo schermo, la bellezza secolare di una città senza tempo, non a caso tra le tre più antiche al mondo. Quella proposta da Invernizzi e Salinaro resta comunque un’esperienza parziale dove a gioire sono solo gli occhi. Quella in loco e dal vivo ovviamente è ben altra cosa e merita di essere fatta almeno una volta nella vita, perché il documentario può per natura e possibilità solamente fornire un assaggio della meraviglia infinita che quei luoghi hanno e sono in grado di sprigionare. Per cui dopo questo breve e gustoso antipasto vi consigliamo quanto prima di programmare il vostro prossimo viaggio. Questo è l’anno giusto.

Francesco Del Grosso