La guerra del maiale

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3.0 Awesome
  • voto 3

Un film incompiuto

I vecchi puzzano. I vecchi sono maiali”. Un giorno all’improvviso in una tranquilla cittadina dell’Argentina, i giovani ragazzi del posto decidono che i vecchi non sono più sostenibili né accettabili; scatta così una spietata guerra al “maiale”, termine con il quale vengono denominate le persone anziane sopra una certa età. L’opera prima del regista David Maria Putortì, ci impone sullo schermo una situazione al limite del paradossale. La guerra del maiale, è un film nel quale gli occhi dello spettatore sono gli occhi dell’anziano Isidoro (Victor Laplace), il quale vive in casa con suo figlio Thomas (Micheal Noher). Sin dalle prime scene, si respira l’atmosfera pesante del rapporto padre/figlio vistosamente compromesso dalle fuorvianti idee di un giovane candidato politico il quale odia con tutto se stesso le persone vecchie. A farne le spese, oltre a Isidoro, anche la sua combriccola di amici, molto simile per ambiente e comportamento, ai gruppi di anziani dei piccoli paesi delle realtà locali. Isidoro sarà costretto a subire sempre di più gli atteggiamenti insopportabili del figlio che lo coinvolgeranno trascinandolo in una spirale di tristezza e solitudine. Isidoro trova un po’ di pietà nella figura di Nina (Vera Carnevale), la quale disapprova come il figlio tratti suo padre. Il film prenderà una piega decisamente surreale nei comportamenti e negli atteggiamenti di tutti i personaggi, i quali, faranno emergere la loro natura. Alcuni di loro risulteranno propriamente ridicoli ed inutili allo scopo del film, altri hanno degli spunti interessanti che combaciano con la sceneggiatura adattata da Putortì seguendo il romanzo “Diario della guerra del maiale” (Diario de la guerra del cerdo in spagnolo), scritto da Adolfo Bioy Casares nel 1969. Nonostante la tanta gavetta condotta da Putortì, a fianco di numerosi registi italiani, la sua opera prima pecca a grandi livelli. A guardare le immagini, si dovrebbe vivere un’Argentina nel pieno della campagna elettorale precedente le elezioni, invece vi è poca traccia di questo tema; e l’unico collegamento è un folle influencer che altri non è che un insultatore seriale. Non si coglie quella sottile linea tra satira e diffamazione. Il film è una pesantezza per gli occhi, il tempo sembra non scorrere mai durante la proiezione, e le immagini proiettate non sono certo emozionanti e non aiutano a far passare il tempo. Il film tende poi a chiudersi con una scelta di sceneggiatura al limite del paradossale, con dei passaggi a dir poco ridicoli e minimamente realistici. La guerra del maiale è un film che verrà presto dimenticato, almeno in Italia. Ma pare invece, che in patria abbia avuto un discreto successo aggiudicandosi anche alcuni premi in alcuni festival locali. Il film è uscito nelle sale del Sud America nel 2012, qui in Italia uscirà nelle sale il 28 giugno 2018.

Stefano Berardo