Jumanji – Benvenuti nella giungla

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7.0 Awesome
  • voto 7

Tra ammiccamenti e giochi di ruolo

Comincia come fosse un Breakfast Club aggiornato ai tempi dei social, il Jumanji di Jake Kasdan, quasi a ribadire la sua natura di reboot intriso di nostalgia e senso del fantastico. Eppure, nel seguito del film del 1995 di Joe Johnston con Robin Williams, c’è molto meno attaccamento al passato di quel che si possa pensare in un primo momento.
Certo, le strizzate d’occhio non mancano in un’avventura dove è il gioco stesso ad aggiornarsi ai tempi e al gusto dell’epoca, catapultando quattro liceali in un’esperienza videoludica nella giungla con tanto di livelli e personaggi fittizi. Ma sono ammiccamenti a un sentire pop vastissimo e variegato quelli di Jumanji, che dimentica (salvo qualche immancabile citazione per gli appassionati) il testo di partenza per inoltrarsi nel folto di un immaginario più che mai contemporaneo.
Mentre il proverbiale ribaltamento dei ruoli e il sovvertimento dei motivi tipici del teen drama, con tutti i luoghi comuni e le caratterizzazioni del caso (lo sportivo, lo sfigato, la reginetta del ballo, la secchiona), danno vita al senso di un comico che, nonostante il logorio, funziona egregiamente, va così in scena un blockbuster che sa padroneggiare dinamiche ben collaudate con brio e competenza, fino a dar vita a un prodotto capace di ridere di se stesso senza per questo dover necessariamente cadere nell’autoparodia.
A fare il resto ci pensano Dwayne “The Rock” Johnson, con la sua presenza e il suo congeniale eroismo buffonesco, e una schiera di comprimari (da Jack Black a Kevin Hart passando per la lanciatissima Karen Gillan) sempre all’altezza e ben calati nei loro (doppi) ruoli, garantendo coesione e solidità a una vicenda costruita prepotentemente attorno ai suoi protagonisti.
Jumanji – Benvenuti nella giungla diventa così un trionfo avventuroso e scanzonato all’interno di un mondo dal bestiario esotico e temibile, un universo fantastico non più solamente suggerito (anche se è vero che parte del fascino del film con Robin Williams derivava proprio da questo) ma finalmente da esplorare in ogni suo anfratto, in ogni aspetto solo immaginato nel film originale.
Eppure non è (solo) un prodotto per nostalgici, quello di Kasdan. Proprio per la sua natura ironica e aggiornata ai tempi, Jumanji pare più un film dedicato alle nuove generazioni (magari persino del tutto digiune dal classico degli anni novanta) piuttosto che a quelle schiere malinconiche che infestano cinema e piattaforme streaming; un film per famiglie piuttosto che l’ennesima riproposizione di un immaginario e di un’estetica irrimediabilmente vintage.
In un modo o nell’altro, il film perfetto per le feste.

Mattia Caruso