Incerta glòria

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7.0 Awesome
  • voto 7

Amore e guerra

L’umanità deve porre fine alla guerra, o la guerra porrà fine all’umanità
John F. Kennedy

Che la guerra, dunque, sia una delle più grandi barbarie ideate dall’uomo sembra saperlo bene il cineasta spagnolo Agustí Villaronga, il quale, prima con il suo Pa Negre (2010) e, successivamente con Incerta glòria – tratto dall’omonimo romanzo di Joan Sales e presentato in anteprima italiana all’edizione di CinemaSpagna 2018 – ha voluto raccontarci un suo personale modo di osservare la Guerra Civile Spagnola, la quale rappresenta una ferita ancora aperta nell’animo del popolo di Spagna.
È in questa occasione, dunque, che l’autore ha voluto mettere in scena le vicende di Lluis e Juli, due giovani soldati, amici di lunga data, alle prese con delicate faccende personali: Lluis è sposato con Trini – con cui ha un figlio – ma si invaghisce dell’affascinante Carlana, una vedova di guerra considerata tanto bella quanto pericolosa. Juli, dal canto suo, è segretamente innamorato di Trini e, a costo di mettere a rischio la sua stessa vita, è disposto a difendere a tutti i costi l’onore della donna. Inevitabilmente, la guerra finirà per mettere l’uno contro l’altro i due amici. Scegliere una strada piuttosto che un’altra, a quel punto, sarà un’impresa tutt’altro che facile.
Curato nei costumi, impeccabile nelle scenografie, questo ultimo lavoro di Villaronga si presenta fin da subito come un’opera maestosa, sia per impiego di budget che di maestranze. E lo stesso autore non ha nascosto di voler puntare parecchio in alto, nel mettere in scena le vicende di questi due amici. A tal proposito, è proprio su valori come l’amicizia e l’amore che un lungometraggio come Incerta Gloria verte. Ben poco ci viene detto sulla situazione politica della Spagna – se non, appunto, per motivare alcune scelte dei protagonisti stessi – gli avvenimenti storici, così come il progredire della guerra stessa, vengono appena accennati, se non, spesso e volentieri, del tutto omessi. Ed ecco che, malgrado le intenzioni iniziali, il tema della guerra – e, nello specifico, della Guerra Civile Spagnola – finisce per diventare decisamente marginale. Scelta, d’altronde, del tutto legittima.
Malgrado la cura minuziosa per ogni più piccolo dettaglio, però, Incerta glòria i suoi problemi li ha eccome. E tutto dipende (quasi) esclusivamente dallo script stesso, che, per tutta la prima parte del lungometraggio, non fa che rendere il prodotto leggermente piatto e pericolosamente privo di mordente. Cosa assai rischiosa, questa, se si pensa all’enorme potenza di cui un lavoro del genere necessita. Eppure, fortunatamente, a un certo punto – e precisamente a tre quarti d’ora dalla fine – il miracolo accade: i ritmi crescono insieme alla tensione emotiva, i personaggi vengono finalmente fuori con le loro sfaccettate personalità e si trovano, improvvisamente, a dover superare prove difficilissime. Il tutto con un riuscito crescendo che porterà a una soluzione del tutto inaspettata, ma particolarmente azzeccata. Peccato solo che, per arrivare a ciò, si sia dovuto attendere tanto.
A proposito di personaggi che si rivelano molto più complessi e interessanti di quanto inizialmente possa sembrare, particolarmente degna di nota è proprio la figura della Carlana: cinica, compassata, addirittura crudele e desiderosa solo di una certa stabilità economica e sociale, ben presto la donna si rivelerà molto più fragile e umana di quanto si possa pensare. Oltre a essere una madre tenera e amorevole. Un personaggio estremamente stratificato che deve la sua potenza emotiva anche all’ottima interpretazione di Núria Prims. I numerosi premi da lei vinti in seguito a questa sua prova attoriale sono decisamente meritati.

Marina Pavido