Il dubbio – Un caso di coscienza

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La ricerca della verità

Basta poco perché la propria vita esca dai binari della quotidianità per deragliare in quello che potrebbe divenire un incubo. Ed è proprio quello che il dottor Kaveh Nariman, medico legale di un noto ospedale di Teheran, scopre a proprie spese, una sera tornando a casa.
Distratto da alcune autopsie effettuate grossolanamente da un collega, Kaveh Nariman si accorge che la macchina dietro di lui gli continua a far lampeggiare i fari per superarlo, con attenzione si sposta, ma il conducente dietro di lui appare spazientito ed accelera quasi colpendo il veicolo del medico che, per evitare lo scontro tra le due macchine, si ritrova a sterzare improvvisamente.
Un rumore sordo e capisce di aver colpito qualcuno che transitava alla sua destra. Prontamente si ferma a prestare soccorso e vede di fronte a sé un’intera famiglia sbalzata dalla sella della motocicletta che lui ha urtato, mandandola fuori strada.
Presentendosi come medico, Kaveh Nariman vorrebbe visitarli velocemente per poi accompagnarli all’ospedale lì vicino con la propria macchina.
La donna, Leila, prende in braccio la bambina urlante, rifiutando qualsiasi contatto con il medico, l’uomo, Moosa, sembra più interessato alla sua motocicletta che ai suoi stessi figli, e così il medico si concentra sul figlio di otto anni, che lamenta un fastidio alla base del collo.
Dopo averlo sommariamente visitato nella sua auto, si offre nuovamente di accompagnarli in ospedale, ma dopo l’ennesimo rifiuto da parte di Moosa, Kaveh Nariman offre a questi del denaro, così da poter almeno essere utile nella riparazione della motocicletta.
Dopo essersi accordati su una cifre irrisoria, Kaveh Nariman segue per un tratto la famiglia, per accertarsi che l’uomo porti i figli a visitare, ma questi, ignorando gli avvertimenti del medico, tira dritto per la sua strada.
Ogni cosa sembra essere tornata alla normalità, ma quando il giorno seguente Kaveh Narim giunge con la moglie Sayeh, anche lei medico legale, in ospedale trova tra le autopsie da compiere il nome del bambino che aveva mandato fuori strada con la sua famiglia.
Vedendolo tanto sconvolto, Sayeh si offre di compiere lei stessa l’autopsia, avvisandolo non appena avesse finito. Le ore trascorrono ed un dubbio atroce lacera il medico che mentalmente ripercorre i pochi minuti passati con il bambino, che non sembrava aver riportato ferite significative.
I risultati dell’autopsia portano ad una sconcertante verità, che cambierà le vite di tutti coloro che sono coinvolti.
Il dubbio – Un caso di coscienza – film premiato nella sezione Orizzonti alla 74° edizione della Mostra del Cinema di Venezia – è il secondo lungometraggio del regista Vahid Jalilvand, che con il suo film ci mostra uno spaccato di vita, su uno sfondo di una Teheran dove la classe sociale dà o toglie peso alla tua parola.
L’ingiustizia sembra inseguire coloro che sono già oppressi da una precaria condizione economica e sociale, senza lasciare loro neanche la pace di piangere la morte di un figlio.
I grandi spazzi aperti, ove echeggiano le urla di dolore, piene di luce sono in netto contrasto con le stanze sempre in penombra. I continui salti temporali disorientano, per qualche istante, donando però allo spettatore l’illusione di far parte della vita dei personaggi che si muovono quasi come in una tragedia greca.

Mara Carlesi