I REC U

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7.0 Awesome
  • voto 7,5

Once Upon a Time in VHS

Diciamocelo pure: la misura era ormai colma, c’era bisogno di una reazione. Settembre è un mese che ha già visto o che vedrà uscire in sala film come In un posto bellissimo con l’imbolsito Alessio Boni, Tutte lo vogliono realizzato praticamente su misura per l’umorismo poco cinematografico e molto televisivo di Enrico Brignano, oppure l’improbabile (a partire dal titolo) L’esigenza di unirmi ogni volta con te diretto dal rientrante Tonino Zangardi. Come a dire alcune delle più orripilanti visioni che il cinema italiano “mainstream”, se così lo vogliamo definire, potesse concentrare in un così breve lasso di tempo. Per fortuna a un livello indipendente o addirittura “underground” il cinema di casa nostra offre ricette di gran lunga più originali e sfiziose. Parliamo di un cinema che raramente approda a una regolare distribuzione in sala; ma che va cercando, in ogni caso, canali diversi per ottenere quella visibilità altrove negata. Pertanto noi di CineClandestino non possiamo che ammirare e appoggiare l’azzardo con cui I Licaoni, vulcanici film-makers livornesi di cui seguiamo con stima il lavoro già da parecchi anni, hanno deciso di promuovere l’estro cinematografico del promettente Federico Sfascia.

Veniamo al dunque. Dal 24 settembre il film scritto e diretto dal giovane cineasta, I REC U, che risulta peraltro impreziosito da un gustoso cameo di Terry Gilliam, sarà on line per intero sul canale YouTube I Licaoni Videoproduzioni, che in termini di contatti sta già dando diverse soddisfazioni alla compagine livornese, abituata ormai a diffondere anche lì le proprie produzioni brevi, lunghe o anche seriali, in cui a fare la parte del leone è sempre la divertita rivisitazione dei più disparati generi cinematografici. E ovviamente anche il lungometraggio d’esordio di Sfascia appare in sintonia con questa picaresca e irriverente poetica. Prodotto dalla Rubaffetto Entertainment, realizzato con l’apporto di altre realtà assimilabili all’idea di cinema indipendente come Krakatoa Ink, Palonerofilm (cameo anche per “the king of indie movies” Michele Senesi) e, per l’appunto, I Licaoni, I REC U ci aveva già discretamente esaltato in occasione di una effervescente anteprima, programmata al Fantafestival un paio di anni fa. E a una seconda, più recente visione, il film ha conservato intatta tutta la sua freschezza. Proviamo a riassumerne, in modo senz’altro parziale e approssimativo, la rocambolesca trama: Neve è un adolescente con un personalissimo problema alla vista, che non gli permette di vedere il volto delle donne che incontra. Il dottor Therieux (a.k.a. Terry Gilliam), per aiutarlo, inventa un paio di occhiali collegati a una telecamera in grado di aggiustare questo particolare difetto ottico. La vita di Neve procede tra strampalati e inconcludenti tentativi di suicidio, buffi viaggi mentali alla ricerca dell’amore perfetto e solitarie visioni di VHS, siano essi vecchi horror o anche riprese di episodi accaduti nel quotidiano, finché non conosce Penelope, l’unica ragazza di cui riesce a vedere il volto senza la speciale lente…

Certo è che qualsiasi tentativo di condensare il plot in poche righe non rende giustizia a quell’irresistibile frullato ultra-pop, a quella forsennata sarabanda, dal cui dipanarsi sullo schermo scaturisce un’esperienza visiva a suo modo unica. Omaggio reiterato alla cultura del VHS. Scenografie surreali e personaggi dall’aspetto mostruoso, che a tratti sembrano riemergere da qualche vecchio tokusatsu nipponico. Un’autentica pioggia di siparietti demenziali e incursioni nel nonsense. Personaggi da fumetto underground come il fratellone macho del protagonista, che tra l’altro se ne va in giro con una t-shirt inneggiante alla Stella della Morte di “kenshiriana” memoria. Questo e molto altro ancora rende la visione di I REC U non solo raccomandabile, ma quasi necessaria, per chiunque voglia sottrarsi un paio d’ore ai confini così asfittici di quel cinema italiano di cassetta che, come testimoniavamo all’inizio, spadroneggia purtroppo nelle sale.

Stefano Coccia