#GOLDFISH

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6.5 Awesome
  • voto 6.5

Come pesci in un acquario

Il bullismo è sempre esistito. Sono sempre esistite persone che lo subiscono e persone che lo praticano. Quella enorme, multiforme opera-mondo che è Internet lo ha solo amplificato e dotato di nuove possibilità. Ecco dunque il cyber-bullismo, il bullismo aggiornato ai tempi della rete.
Tema spesso al centro delle cronache lo è anche di questo #GOLDFISH, web-serie di Giacomo Arrigoni già presentata al Giffoni Film Festival 2017.
Realizzata nelle forme del mockumentary, ovvero un falso documentario, e composta da sei episodi di circa sette minuti l’uno la serie si struttura come se fosse un’inchiesta giornalistica per esporre un caso di cyber-bullismo tra adolescenti. Ogni episodio è una pillola monotematica che esplora un aspetto della vicenda; questo, unito alla brevità degli episodi ed all’elemento di indagine introdotto per mezzo del linguaggio da inchiesta adottato, permette di mantenere vivo l’interesse fino alla fine della serie ed al conseguente sciogliersi dei nodi narrativi.
Ecco dunque che man mano che gli episodi si susseguono si dipana davanti ai nostri occhi la matassa del racconto e ci vengono mostrate le persone coinvolte, le quali, proprio come in un’inchiesta svoltasi a distanza di tempo dall’epoca dei fatti, rispondono alle domande del regista rievocando i fatti inerenti la vicenda.
Con un atteggiamento che evoca un cinema civile di antica pratica in Italia, Arrigoni affronta di petto un problema scottante e, purtroppo, sempre attuale nella nostra società, vista la frequenza con la quale balza ai disonori delle nostre cronache.
Certo non tutto fila liscio e convince completamente in questa web-serie; si avverte forse un filo di retorica nelle parole della voce fuori campo e i giovani attori appaiono un poco impostati ma si tratta di difetti superabili e che rimangono sullo sfondo rispetto all’importanza della storia ed al messaggio che si vuole trasmettere.
Nel corso delle puntate non viene fuori soltanto il fatto in sé ma anche tutto il suo contorno. Vengono fuori anche l’omertà, la colpevole superficialità, persino la spietatezza di un gruppo di adolescenti che all’interno della serie diventano sineddoche di tutti i loro omologhi del mondo reale.
Obbedienti alle regole non scritte dell’adolescenza, stretti ad un codice che comprende l’omertà verso gli adulti, a metà strada tra infanzia ed età adulta, nessuno dei giovani coinvolti appare davvero innocente e davvero colpevole; piuttosto paiono tutti impreparati ed in balia di loro stessi.
E così, attraverso la vicenda di un gruppo ristretto, il regista tenta l’arduo compito di parlare degli adolescenti agli adolescenti, e non solo a loro ma anche agli adulti che li circondano, spesso correi nel sottovalutare e non denunciare gli atti di bullismo, sistematici o sporadici che siano.
Interessante pezzo di “televisione” impregnata del vecchio cinema civile #GOLDFISH può, forse, attraverso la sua visione, contribuire ad una catarsi del pubblico, adolescenziale ed adulto, e spingerlo in tal modo ad operare una scelta di educazione civile e civica per poter definitivamente estirpare il bullismo dalle pratiche della nostra vita.

Luca Bovio