Game Night – Indovina chi muore stasera?

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7.5 Awesome
  • voto 7.5

Invito a cena con delitto

Cosa accadrebbe se l’irruenza di un thriller come The Game di David Fincher irrompesse, di colpo, nella tranquillità di una commedia brillante e tipicamente statunitense? Probabilmente quello che accade in Game Night – Indovina chi muore stasera?, film diretto dagli sceneggiatori di Come ammazzare il capo… e vivere felici Jonathan Goldstein e John Francis Daley ed ennesimo esempio di una commistione, quella tra (black) comedy e cinema di genere, non sempre delle più fortunate. Non sono stati infatti pochi i casi, spesso e volentieri dagli esiti disastrosi, in cui la commedia ha tentato di contaminarsi con prodotti decisamente differenti, uscendo dalla propria zona di sicurezza e cimentandosi con l’horror, l’action e il thriller.
Sorprende e non poco, allora, trovare nell’avventura picaresca e tragicomica di Max e Annie (Jason Bateman e Rachel McAdams), coppia affiatata e competitiva con il pallino per i giochi di società ritrovatasi, all’improvviso, in un gioco ben più grande di lei, tutto quello che serve per mettere in scena, con originalità, una vicenda assurda e grottesca, dove una comicità brillante e irriverente si confonde ben presto con i generi e il loro immaginario, tra esplosioni action e infiniti riferimenti alla cultura pop.
Ecco allora che le vicissitudini e le nevrosi sentimentali dei protagonisti – dalle gelosie alle rivalità familiari, dal senso di inadeguatezza fino ai desideri di maternità – si mischiano a una vicenda esilarante e ai confini dell’assurdo, tra rapimenti, inquietanti vicini di casa e pericolosi criminali, riuscendo a trovare la giusta alchimia e il giusto bilanciamento tra suggestioni e registri estremamente differenti.
In fondo, la dimensione ludica è ovunque, in Game Night, un collante che va dall’ossessione dei suoi protagonisti per giochi di ruolo e di società alle trovate di regia più inventive e audaci (le panoramiche su sobborghi che sembrano modellini in scala), passando per un’ambiguità di fondo tra realtà e finzione inevitabilmente legata alle logiche del thriller.
Una commedia diretta come se fosse altro, d’altronde, quella di Goldstein e Daley, lontana anni luce dall’uniformità e dalla scarsa cura per estetica, dettagli e messa in scena tipica di tanti prodotti del genere, capace, con le sue false piste e il suo montaggio incalzante, di coinvolgere e mantenere alta la tensione fino alla fine, senza per questo smarrire mai, tra tempi comici perfetti e un umorismo immancabilmente scorretto, il proprio spirito giocoso ed esilarante.
Che sia l’inizio di un nuovo filone?

Mattia Caruso