Festa del Cinema di Roma 2018: presentazione

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Non più Festival, non ancora Festa

Archiviata ormai da tempo l’utopica visione “marcomulleriana” di rendere quello di Roma un vero e proprio festival in concorrenza agli altri eventi nazionali preesistenti, permane l’idea di Festa perseguita con ammirevole ostinazione dai vari Antonio Monda – direttore artistico per l’occasione al primo anno del secondo mandato – e Laura Delli Colli, vice presidente della Fondazione Cinema per Roma. Ma cosa manca, allora, per completare l’opera di un autentico evento cittadino? Sicuramente le risorse economiche, Insufficienti a garantire un grado di penetrazione totale della Festa in ogni quartiere della Capitale. Tutte le sale romane dovrebbero ospitare le opere in rassegna, rendendo quanto più popolari possibili le tariffe, al fine di garantire il maggior numero di partecipazione popolare.
Capitolo offerta. Forse ancora non basta infarcire la Selezione Ufficiale e non di molti titoli di imminente uscita nelle sale italiane. In pratica, in parecchi casi, si tratta solo di anteprime di qualche giorno visibili al pubblico ad un prezzo leggermente maggiorato rispetto a quello dei cinema normali. Con il solito, annoso, problema della scarsità delle strutture centrali della manifestazioni – le sale dell’Auditorium romano non sono state pensate per la visione dei film, bensì adattate – che resta sempre irrisolto sul tavolo.
Osservando comunque nel dettaglio la bontà del lavoro dei selezionatori, non si può certo dire che non abbiano cercato di variegare la proposta. Tra i titoli più attesi troviamo infatti il documentario Fahrenheit 11/9, dove Michael Moore lancia i suoi strali nientemeno che al Presidente degli Stati Uniti in carica Donald J. Trump; Oppure al film d’apertura, il “transgenere” 7 sconosciuti a El Royale di Drew Goddard, già autore di un prezioso e teorico horror rivelatore dei meccanismi intrinseci del genere come Quella casa nel bosco. Altri titoli che destano discreta curiosità sono il ritorno di Michael Myers nella nuova versione di Halloween firmata da David Gordon Green – che arriva a Roma sull’onda di assai positive reazioni oltreoceano – ma anche Se la strada potesse parlare, opera seconda di quel Barry Jenkins che mietuto allori non certo di seconda mano con il precedente Moonlight. Molto promettenti sono, almeno sulla carta, Green Book di Peter Farrelly (stavolta artisticamente “orfano” del fratello Bobby) con gran duetto di attori tra Viggo Mortensen e Mahershala Ali e un pregnante profumo di Oscar sin dalla presentazione al Festival di Toronto da poco conclusosi. Lo stesso Antonio Monda giura poi sulla grande qualità de Il vizio della speranza di Edoardo De Angelis reduce da un film imperfetto ma prezioso, nel panorama del cinema italiano, come Indivisibili.
Fin qui la Selezione Ufficiale, mentre risulta un po’ esigua la sezione denominata Tutti ne parlano, avente in programma solo quattro film tra cui l’interessante e purtroppo attualissimo Boy Erased, opera seconda da regista dell’attore Joel Edgerton sulla triste storia di una “rieducazione” giovanile all’omosessualità in un contesto retrogrado come quello religioso. Praticamente il medesimo discorso, volto però al femminile, vale per La diseducazione di Cameron Post di Desiree Akhavan, autrice che ha già frequentato la delicata questione dell’omosessualità nell’apprezzato Appropriate Behaviour. Anche in quest’edizione della Festa del Cinema, insomma, argomenti da dibattito e opere d’impegno civile non dovrebbero affatto mancare.
Massima attenzione anche alla vetrina autonoma di Alice nella Città, sezione dedicata ad un pubblico giovane da sempre foriere di belle sorprese.
Per il momento è tutto, non resta che augurare ai nostri lettori buone visioni. Seguendo magari la manifestazione dalle virtuali pagine della nostra rivista.

Daniele De Angelis

Riepilogo recensioni per sezione della tredicesima edizione della Festa del Cinema di Roma

Selezione Ufficiale

7 sconosciuti a El Royale di Drew Goddard

Sangre blanca di Barbara Sarasola Day

Il vizio della speranza di Edoardo De Angelis

Halloween di David Gordon Green

Ether di Krzystof Zanussi

The House with a Clock in Its Walls di Eli Roth

The Old Man & the Gun di David Lowery

If Beale Street Could Talk di Barry Jenkins

Beautful Boy di Felix Van Groeningen

Fahrenheit 11/9 di Michael Moore

Funan di Denis Do

Kursk di Thomas Vinterberg

Correndo Atrás di Jeferson De

They Shall Not Grow Old di Peter Jackson

Light as Feathers di Rosanne Pel

Bayoneta di Kyzza Terrazas

Daughters of the Sexual Revolution di Dana Adam Shapiro

The Hate U Give di George Tillman Jr.

Jan Palach di Robert Sedláček

My Dear Prime Minister di Rakeysh Omprakash Mehra

Stan & Ollie di Jon S. Baird

Monsters and Men di Reinaldo Marcus Green

Millennium – Quello che non uccide di Fede Álvarez

Green Book di Peter Farrelly

A Private War di Matthew Heineman

Three Identical Strangers di Tim Wardle

Before the Frost di Michael Noer

Hermanos di Pablo Gonzaléz

Titixe di Tania Hernández Velasco

Mia e il leone bianco di Gilles de Maistre

Tutti ne parlano

La diseducazione di Cameron Post di Desiree Akhavan

Boy Erased di Joel Edgerton

Morto tra una settimana… O ti ridiamo i soldi di Tom Edmunds

An Elephant Sitting Still di Hu Bo

Eventi speciali

Vero dal vivo. Francesco De Gregori di Daniele Barraco

Be Kind di Sabrina Paravicini e Nino Monteleone

Chi scriverà la nostra storia di Roberta Grossman

Alice nella Città

Évolution di Lucile Hadžihalilović

Raw di Julia Ducournau

Capernaum di Nadine Labaki

Measure of a Man di Jim Loach

Ti presento Sofia di Guido Chiesa

Go Home – A casa loro di Luna Gualano

Zen sul ghiaccio sottile di Marherita Ferri

Prospect di Christopher Caldwell e Zeek Earl

Ben is Back di Peter Hedges

Nevermind di Eros Puglielli

Nelle tue mani di Ludovic Bernard

Tutte le mie notti di Manfredi Lucibello

Bene ma non benissimo di Francesco Mandelli

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Donbass. Borderland di Renat Davletyarov