Dragon Trainer – Il mondo nascosto

0
7.0 Awesome
  • VOTO 7

Furia Buia e Furia Chiara

Tutti i Draghi, tranne l’antipaticissimo Mario, sono creature cui guardiamo con enorme affetto. Sia che l’incontro avvenga durante un’emozionante partita a Dungeons & Dragons, e quindi a colpi di dadi, sia che con le loro ali possenti facciano la loro apparizione nel buio di una sala cinematografica. Perché senza di loro la cultura fantasy non sarebbe nemmeno la stessa. Animati da una fascinazione analoga nei confronti dei Vichinghi, salutammo con un cento entusiasmo quel vivace confronto sul grande schermo inauguratosi nel 2010, quando al cinema uscì il meraviglioso film d’animazione, Dragon Trainer (How to Train Your Dragon), diretto da Chris Sanders e Dean DeBlois. Per quanto fosse difficile eguagliare, a livello creativo, un simile exploit, la saga pure nei quasi inevitabili sequel ha conservato spunti interessanti da approfondire ed una indiscutibile piacevolezza di fondo. Fino a quest’ultimo capitolo, Dragon Trainer – Il mondo nascosto (How to Train Your Dragon: The Hidden World), dove è ancora una volta la regia del canadese Dean DeBlois a guidarci amorevolmente in quei luoghi fatati, dove un pittoresco clan di Vichinghi ha da tempo imparato a convivere con i leggendari esseri alati. Solo che non tutti i “Norse Men” dei dintorni la pensano allo stesso modo. Anzi, quelli che danno ancora la caccia ai Draghi hanno addirittura ingaggiato il più spietato killer in circolazione…

Nonostante un villain di tutto rispetto, quindi, questo nuovo episodio della saga poteva anche essere destinato a replicare avventurose ed emozionanti situazioni di pericolo, senza mettere però in scena, per gli ormai consolidati protagonisti, un adeguato percorso di crescita, di maturazione attraverso le difficoltà. Ed infatti nelle battute iniziali l’impressione è proprio quella. Il film sembrerebbe puntare tutto sulla fantasiosa e raffinata solidità dell’impianto spettacolare: una fitta nebbia che protegge i nostri eroi mentre assalgono navi nemiche, draghetti di tutte le razze da liberare, fiamme che fendono l’oscurità, un’evasione da brividi. Girato tecnicamente benissimo e con una cura maniacale per i fondali, Dragon Trainer – Il mondo nascosto ne regalerà anche altre di sequenze così. Il rovescio della medaglia è rappresentato dalla potenziale assenza di prove importanti da superare: dopo i momenti iniziatici così forti dei due precedenti capitoli, il timore è in questi primi frangenti che la ricerca di una “terra promessa” per gli ormai amatissimi draghi e certi piccoli bisticci tra i membri di spicco del villaggio, compresa la futura coppia regale formata da Hiccup e Astrid, non siano sufficienti a reggere il confronto.
Le emozioni arriveranno invece da dove meno te le aspetti. E oltre a ripresentare con uno smalto visivo persino maggiore la fascinazione per il volo, per le vertiginose acrobazie dei Draghi e dei loro cavalieri tra nubi e cieli in tempesta, il film diretto con grazia encomiabile da Dean DeBlois comincia a regalare ben presto altri momenti memorabili: su tutti l’inizialmente goffa danza di corteggiamento con cui “Sdentato”, l’esemplare di Furia Buia ormai simbioticamente legato a Hiccup, tenta di far colpo su una folgorante “new entry” della saga, quel Drago femmina presto catalogato come Furia Chiara. Ed anche cromaticamente il loro saettare tra nubi cariche di elettricità resta (assieme alle scenografie virtuali di mondi perduti, dalle tinte sgargianti in stile Avatar) tra gli elementi di maggior fascinazione visiva.
Un’altra seducente avventura per sguardi costantemente alla ricerca del “sense of wonder”, a ben vedere, ma che verso la fine si presterà anche, attraverso scelte difficili e sofferte separazioni, a rendere l’epilogo di questo bel capitolo del cinema di animazione (tra i migliori targati DreamWorks) armonico e ben congegnato, non solo sul versante iconografico ma pure sul piano squisitamente favolistico.

Stefano Coccia