Dino Risi, l’Italia in analisi

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Lo psichiatra del cinema

Poco più di 50 pagine bastano a Alessandro Ticozzi per narrare in questo bel saggio la storia cinematografica di Dino Risi, il padre della commedia italiana che nella sua carriera a sfornato capolavori come Il sorpasso, I mostri e Profumo di donna.

“Dino Risi, L’Italia in analisi” pubblicato da Sensoinverso Edizioni è un saggio ottimamente scritto, in maniera semplice, appassionata, appassionante e utile, che ci fa riscoprire la carriera di Dino Risi a partire da quando decise di smettere la professione di psichiatra e darsi al cinema, seguendo poi tutta la sua importante filmografia.

Stanco di curare gente che non guariva, mi sono dato al cinema”, Con questa frase Risi giustificò sardonicamente il passaggio da un campo all’altro.

Alessandro Ticozzi rivaluta la figura di Risi all’interno del panorama cinematografico italiano evidenziando l’abilità del regista di descrivere i personaggi su tutti i livelli, con una particolare attenzione alla loro psiche, inserendo nei suoi film analisi profonde ma pur sempre ironiche e sarcastiche sui passaggi più importanti della storia dell’Italia che cambia nel ‘900.
Il critico, dedicando un’attenzione senza dubbio maggiore a proposito di alcuni lavori più recenti di Risi come Profumo di donna (1974) e Anima persa (1977), dà grande importanza anche per il loro ruolo sociologico sviluppato dai personaggi dei film degli anni sessanta, mettendo l’accento sopratutto sulle grandi interpretazioni di Sordi e Gassman in film come Una vita difficile (1961) e Il sorpasso (1962). I quali oltre a un grande valore recitativo restituiscono un accurato ritratto psicologico dell’italiano tipo dell’epoca: “so tutto io”, bellimbusto, arrogante e arrivista, smanioso di cavalcare l’onda del boom economico del dopo guerra.

Ad aprire e chiarire tutto il senso libro una bella introduzione di Valerio Caprara che ci avvia alla scoperta del lavoro del regista anticipando il viaggio di scoperta, dagli studi medici alla commedia italiana. A chiudere invece un’intervista ad Alessandra Panaro la “cognatina” Anna Maria in Poveri ma belli (1957).

Un libro che restituisce un’immagine chiara di Risi e che lo pone nel posto che gli spetta tra i grandi del cinema italiano.
Un saggio, quindi, di facile lettura che può essere apprezzato sia da lettori non esperti in materia come dei cinefili più esperti.

Giovanni Montanari

Dino Risi, l’Italia in analisi
di Alessandro Ticozzi
2016, Sensoinverso edizioni
55 pagine
10 euro